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 2013  dicembre 10 Martedì calendario


In morte di Amedeo Amadei

Amedeo Amadei. Nacque il 26 luglio 1921. Nacque a Frascati. La famiglia gestiva una panetteria: per i tifosi e i giornalisti sportivi Amedeo sarebbe stato il Fornaretto. Sui campetti mostrò un talento e un’irruenza che gli aprirono presto la carriera di giocatore professionista. Nel 1937 aveva compiuto da pochi mesi i quindici anni quando sul Campo Testaccio, con la maglia giallorossa della Roma, segnò il suo primo gol in serie A. Il piccolo centravanti dalla struttura compatta e dall’agilità prodigiosa andò in rete domenica dopo domenica, finché nel 1942 non riuscì nel miracolo di risarcire la Capitale, depressa per la perdita dell’Esposizione universale che preparava da anni. Allenata dal celebre ex attaccante ungherese Alfred Schaffer, la Roma conquistò il primo scudetto della sua storia. Amedeo Amadei cessò di essere per i suoi tifosi il Fornaretto per essere nominato sul campo l’Ottavo re di Roma. Le vicende della guerra non aiutarono la squadra. Nel 1948, quando Amadei passò all’Inter, la Roma discendeva una china ripida che in tre anni l’avrebbe portata in serie B. A Milano trovò un attaccante più giovane e più aggressivo di lui, Benito Lorenzi, detto non per niente Veleno. Tra i due attaccanti si sviluppò una competizione sfibrante che non impedì che nel 1949 venissero chiamati in coppia in Nazionale per giocare a Madrid contro le Spagna. Era un esperimento pericoloso che molti destinavano al disastro. Veleno e il Fornaretto segnarono entrambi: l’Italia vinse tre a uno. Era marzo, l’Italia sportiva esultò. Ma alle 17 e 05 del 4 maggio il trimotore Fiat G. 212 delle Aviolinee italiane si schiantò contro i muraglioni di sostegno del giardino sul retro della Basilica di Superga. A bordo, con tecnici e giornalisti, c’era l’intera squadra del Grande Torino, reduce da un partita persa con gloria contro il Benfica di Lisbona. La squadra del Grande Torino coincideva in pratica con la squadra della Nazionale: due settimane dopo l’Italia doveva incontrare a Firenze l’Austria. Amadei e Lorenzi furono convocati di nuovo e segnarono ancora. Amadei continuò a giocare in Nazionale. Nella Coppa del mondo del 1950 a San Paolo del Brasile, nella partita inaugurale contro la Svezia, fu sostituito da Gino Cappello. L’Italia perse tre a due. Con Amadei in squadra vinse poi per 2 a 0 contro il Paraguay, ma fu nondimeno eliminata. Nel 1953 il Fornaretto giocò l’ultima partita in Nazionale, un’amichevole contro l’Ungheria in occasione dell’apertura dello Stadio dei centomila, futuro Stadio Olimpico. L’Ungheria vinse per tre a zero. Amadei lasciò alla fine il calcio per diventare allenatore. E’ morto di domenica, il 24 novembre.