Terremoti in Italia
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Il terremoto di Macchia di Giarre (Catania)
• Morti: 67. Feriti: 47. Edifici distrutti: circa 150 (contrada Fondomacchia). [isitidipino.com]
Il terremoto nel cosentino
• Morti: più di 500. Danni: più di mille case crollate. Siti colpiti: 56. Scala Mercalli: X.    

Terremoto nell’area cosentina (già colpita dall’evento del 1854), fra le alte valli del Savuto e del Crati e nella Calabria centrale. Le scosse sono state avvertite in tutta l’Italia meridionale e nella Sicilia orientale: danni gravissimi. Colpiti 56 siti tra cui i paesi di Mangone, Longobucco, Figline, Santo Stefano, Cellara, Le Piane, Aprigliano, Celico, Rossano, Lazzaro, con più di 500 morti e più di mille case crollate. [Comandini][Sito della Regione Calabria]
Lo spavento nel cosentino
• Morti: più di 200. Feriti: più di 250. Edifici distrutti: 1.500.  

• «La scossa del giorno 4 è stata davvero spaventosa. Non vi descrivo la fuga di tanta gente e strano rumore di mille voci commosse quali di spavento e quali di pietà; non me ne regge l’animo; immaginatelo. Malgrado il freddo insolito, per la stagione che corre, tutti hanno passato la notte fuori casa; e vi hanno contato altre diciannove leggiere scosse. Oggi dopo quattro giorni, le scosse continuano non meno di sette otto al giorno. I cittadini vivono in mezzo alle piazze, ed i più agiati si provvedono di baracche costruite in fretta con tavole mezzo sconnesse, dove il freddo, e fra poco l’acqua, regnano a loro posta. Per fortuna nessuna casa in Cosenza  è ancora caduta; ma tutte sono più o meno danneggiate (...)». [Sta. 13/10/1870]
Bollettino dei morti del 12 ottobre 1870
• Fra i morti di Longobucco si contano 30 morti, a Mangone 43, a Figline 20, a Santo Stefano 9, a Cellara 8, a Le Piane 5, ad Apriliano 5, a Celico 4, a Rossano 2, a Lazzaro 2: «I feriti sono più dei morti e parecchi gravemente. Rovella è interamente distrutto, ma senza morti. La prefettura ha preso nota di millecinquecento case crollate». [Sta. 13/10/1870]
Il terremoto nelle Marche
• Morti: nessuno. Scala Richter: 5,9. Scala Mercalli: VIII-IX.   

• Un terremoto ha colpito le Marche meridionali. Le scosse sono state avvertite in gran parte dell’Italia. Molti i danni.
Nuova scossa a Firenze
• Morti: Nessuno.

• Alle 21 a Firenze la terra ha tremato di nuovo: «Al teatro delle Loggie la scossa fu avvertita in modo assai sensibile, così nacque un vero timor panico e qualche spettatore credette opportuno lasciare il teatro. Anche a Bologna fu sentita della durata di circa 3 minuti. A Ravenna fu anche più viva ma brevissima. A Parma fu leggerissima. (...) La scossa fu avvertita anche nell’aula di Montecitorio a Roma dove i cristalli appesi  presero a battersi fra loro. Anche a Venezia fu sentita». [Sta. 15/3/1870] 
Il terremoto di San Pietro a Belluno
• Morti: un centinaio. Feriti: 7. Senzatetto: 771. Edifici crollati: 23 (178 demoliti più tardi). Edifici ristrutturati: 403. Scala Mercalli: X. Scala Richter: 8. (Danni e vittime anche nel trevigiano orientale).  

• Alle ore 4:29 del mattino, nel giorno di festa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, un terribile terremoto di intensità  compresa  tra il nono e il decimo grado della scala Mercalli  colpisce il Veneto; l’epicentro è nel Bellunese. Provoca danni e distruzioni nelle province di Belluno, Treviso e Pordenone. Il terremoto causa estese distruzioni nella conca d’Alpago; crolli diffusi si verificano nel trevigiano e nelle località a sud dell’altopiano del Cansiglio. [http://meteoterremoti.altervista.org]  

• Alle ore 4.58 tre forti scosse colpiscono Verona: nelle abitazioni sbattono le porte, parecchi quadri si staccano dalle pareti e suonano violentemente i campanelli. Nel Duomo come nella chiesa dei SS. Nazaro e Celso si staccano parti del soffitto, cade qualche fumaiolo.    

• In provincia di Belluno si contano 40 morti, di cui 30 nel solo Alpago. Tra Rugolo, Cappella e Sarmede 16 morti, mentre a San Pietro di Feletto ce ne sono 38 (per lo più fedeli raccolti in chiesa per la messa mattutina, sepolti sotto le macerie del tetto della vecchia Pieve). Ingenti i danni agli edifici in tutta la zona attorno al Cansiglio. Un terzo delle abitazioni di Ceneda è lesionato e la torre campanaria della Cattedrale è crollata. [tragol.it]   

• Per far fronte ai gravi bisogni una sottoscrizione e con una raccolta fondi per un importo di 2.232,45 lire, mentre il Comitato Provinciale, appositamente costituito, assegna la somma di lire 26.771,90; va infine segnalato un contributo di lire mille da parte di Vittorio Emanuele II, re d’Italia, alle popolazioni vittoriesi colpite dal terremoto. [tragol.it]
Il terremoto in valle del Liri e val Comino
• Morti: Nessuno. Danni: Molti. Scala Mercalli: VII-VIII.

• Un terremoto fortissimo scuote la valle del Liri e la val Comino. A Isola gli operai fuggono dalle fabbriche. Molte case danneggiate. La scossa si è sentita anche a Roma, Frosinone e Alatri. Tanto lo spavento: «Ma non si deplora nessuna disgrazia». [Sta. 13/7/1873]   

• Verso le 7 del mattino si avvertono scosse con urto violentissimo in tutto il circondario Sorano nella valle del Liri. La prima scossa ondulatoria è molto violenta, dura in tutto 10 secondi ma «bastò quel brevissimo tempo perché più di una capanna e di un abitato venissero cambiati in un desolante ammasso di macerie». Meno intenso invece lo scuotimento nei dintorni del Lago Fucino fino ad Aquila, a Solmona, Castel di Sangro, Isernia, S. Biagio Saracinesco, Venafro, Monte Cassino, S. Giovanni Incarico, Ceprano ed altre località. A Sora la terra trema di nuovo alle 9.30 e alle 11. Alla fine della giornata nella sola Val Comino si sono contate dieci scosse. [Relazione del novembre 1873 firmata a Caserta dai proff. Luigi O. Ferrero, Nicola Terracciano e Camillo Marinoni relatore]   

• Dal monte detto Castellone, che sta dietro Picinisco, si staccano per l’urto e franano precipitando nella Melfa enormi macigni, anche più su nella valle di Canneto cadono grossi massi. [Relazione del novembre 1873 firmata a Caserta dai proff. Luigi O. Ferrero, Nicola Terracciano e Camillo Marinoni relatore]
Terremoto: crolla un’altra casa
• A seguito del terremoto del 12, un enorme macigno si stacca dal monte S. Carto, che sovrasta Sora, abbattendo una casa.
Il terremoto nel Cesenatico
• Dati: Nessuno.   

• Alle 23.51 un sisma violentissimo scuote le zone di Cesenatico, Rimini e Cervia. L’epicentro è localizzato proprio davanti alla costa riminese. Al porto di Rimini le testimonianze raccontano di una bassa marea improvvisa, seguita due minuti dopo da un’alta marea. A Cervia, Cesenatico, Pesaro e Ancona le spiagge scompaiono sotto «alcune grandi onde», che danneggiano anche alcune imbarcazioni. [Serpieri A. - Scritti di sismologia, nuovamente raccolti e pubblicati da G. Giovannozzi. Firenze 1889]
Il terremoto della Spezia
• Morti: Nessuno. Danni agli edifici: Pochi a La Spezia. Scala Richter: 6,2.    

• La terra trema a La Spezia. Alcuni edifici si danneggiano. Il terremoto è sentito fortemente anche a Massa, Carrara, Sestri Levante e Genova
Terremoto in Abruzzo
• Morti: 10 (6 a Orsogna, 2 a Lanciano e 2 a Ortona). Scala Mercalli: VIII.    

• Alle 7 del mattino una scossa di terremoto colpisce l’Abruzzo meridionale nell’area pedemontana orientale della Majella: dura 4 secondi ed è accompagnata da un forte rombo. Principali località interessate: Orsogna (epicentro), Guardiagrele, Ortona, Lanciano. Danni anche a Chieti e Pescara. [Sta. 11/9/1881; Relazione di Francesco Stoppa, Il terremoto a Chieti: geologia, storia e Santi]
Il terremoto di Casamicciola
• Morti: 2.313 (tra cui i genitori e la sorella minore di Benedetto Croce). Danni: 10 milioni di lire. Fondi erogati dal governo per i soccorsi: 2 milioni. Scala Richter: 5,2. Scala Mercalli: XI.   

• Isola d’Ischia. Un terribile sisma distrugge gran parte della cittadina termale di Casamicciola. Le scosse arrivano alle prime ore del mattino. Quella più intensa dura 15 secondi. La maggior parte degli abitanti è a letto. Colti di sorpresa molti fuggono nudi al mare, gettandosi nei flutti, ricoverandosi nelle barche. Di tutti gli alberghi solo l’Hotel Manzi rimane in piedi. Alle 4 del mattino scoppia un violento temporale. Il mare si agita. Tutti i cittadini si radunano al porto. In Casamicciola restano solo cinque case lungo la via e la riva; tutto il resto è distrutto: «Lo spettacolo è spaventevole». [Gdp 30/7/1883] [Leggi qui tutto l’articolo della Gazzetta Piemonte] Le vie sono sparse di cadaveri. Una lunga fila di gente disperata, demente, chiama i parenti morti. Fra i cadaveri, si vedono corpi di donne elegantemente vestiti, ma irriconoscibili. Il papa manda 20 mila lire per le vittime e tutt’Italia procede con la raccolta fondi per aiutare l’isola. [GdP 31/7/1883] [Leggi qui tutto l’articolo della Gazzetta Piemonte
Il terremoto in Abruzzo e nelle Marche
• Danni: Pochi.  

Terremoto sulla costa abruzzese tra Pescara ed Ascoli, avvertito anche nell’entroterra. Danni a Penne, Atri e Città Sant’Angelo.
Il terremoto in Irpinia
• Danni: Case lesionate a Benevento.   

• A Benevento un terremoto provoca danni sensibili. Avvertito forte anche in Provincia di Avellino e nella Valle Caudina.
Terremoto a Torino
• Danni: qualche comignolo caduto. 

• Alle 9.20 di sera la terra trema a Torino. [GdP 22/2/1887]
Il terremoto di Diano Marina
• Morti: 664. Feriti: 1.000. Senzatetto: 100 mila. Danni: per 20 milioni di lire. Scala Richter: 6,5. Scala Mercalli: X. [Solbiati-Marcellini 1983]   

Diano Marina. Alle 6.22 una fortissima scossa di terremoto ondulatorio circolante, durata 10 secondi, ha distrutto la riviera ligure. In molti sono fuggiti dalle case. Il mare è cresciuto di un metro. [Eva, 1997]. Gli edifici crollati in tutta la zona sono innumerevoli. A Diano Marina non si contano morti e feriti. Sono troppi. La popolazione dei villaggi è terrorizzata. Si riscontrano grandi frane di terra e lunghi smottamenti; i massi caduti ingombrano le strade.  

Porto Maurizio. A Porto Maurizio un morto e otto feriti. Anche qui il mare è cresciuto di un metro.    

Oneglia. A Oneglia in 23 sono stati estratti dalle macerie: sei morti (di cui un soldato). I feriti sono 25 feriti, fra cui 10 soldati e tre carabinieri.  

Alvissola. Ad Alvissola i morti sono due.   

Noli. Si contano 15 morti e i feriti sono centinaia.  

Altri villagi. A Finalmarina, Loano, Pietra Ligure, Borgio Verezzi ed in altre località le scosse sono state fortissime. I primi treni ferroviari partiti questa mattina da Genova e da Sanremo sono bloccati dalle frane e dai rottami delle case. [http://matera.voila.net]  

Savona. A Savona i morti sono 11. Le autorità civili e militari si adoperano a sollievo delle famiglie povere. Il panico è generale. I negozi sono chiusi. I membri del Municipio e il sottoprefetto sono radunati nel giardinetto pubblico.  

Torino. Alle 6.20, nello spazio di 17 secondi, la terra trema tre volte: la seconda è più potente delle altre due. Alle 6.31 altre due leggere scosse, per una durata complessiva di 9 secondi. Alle 8.55 un’altra. A Torino tremano le finestre, suonano le campane e la gente scende in strada e trova in terra interi camini venuti giù, tegole e vetri. 

Alessandria. Alle 6.24 una scossa di terremoto di almeno 12 secondi ha fatto tremare Alessandria. Non ci sono vittime ma i  cittadini si sono spaventati. L’orologio della piazza municipale si è fermato. 

Genova. Verso le 6.30 una forte e prolungata scossa ha costretto la gente a scendere in strada. Molte le crepe sugli edifici. In piazza Carlo Felice un vaso di fiori è caduto dal cornicione di un’abitazione. Vittime. 

Milano. Alle 6.23 due forti scosse di terremoto sussultorio con accenno vorticatorio: la prima dura 15 secondi, l’altra 7. Dall’Osservatorio fanno sapere che sono 20 anni che non si verifica una scossa simile. 

Nizza. A Nizza tutti i magazzini sono chiusi, gli affari sono sospesi. Le comunicazioni telegrafiche con la Corsica e l’Italia, in quattordici località e dipartimenti, sono anch’esse sospese. A Mentone i danni sono considerevoli, parecchie case sono crollate, anche la caserma della gendarmeria è distrutta, ci sono morti e feriti.

Monte Carlo. A Monte Carlo ci sono parecchi feriti gravemente. Le comunicazioni con Nizza sono state interrotte per tutta la mattina. Il panico continua. [Sta. 23-28/2/1887; Gdp  23-28/2/1887]
Il terremoto di Teramo
• Morti: 0. Feriti: 0. Danni: case lesionate. Scala Richter: 5,7.    

• Alle 5 del mattino Teramo trema, vecchie case si lesionano in città e nel fondovalle. 

• Altri comuni coinvolti: Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Cermignano, Penna Sant’Andrea, Teramo, Torricella Sicura. [portaleabruzzo.com]
Il terremoto del Gargano
• Morti: almeno tre. Feriti: decine. Danni: alcuni crolli. Scala Mercalli: IV-V. 

• Alle 20.52 un violento terremoto colpisce l’Irpinia soprattutto alcuni centri del Gargano. Molte case sono crollate. 
Il terremoto dell’Etna
• Morti: circa 15. 

• Un violento terremoto colpisce un’area ristretta del versante orientale dell’Etna, causando devastazione nelle borgate tra Acireale e Zafferana Etnea. La scossa è stata avvertita in tutto il versante orientale del vulcano. I danni più gravi si registrano a Pisano, Scacchieri, Fleri e Mazzasette (CT). Danni minori anche a S. Venerina, Zafferana e Acireale. [sit.protezionecivilesicilia.it]
Il terremoto dello Stretto di Messina
• Morti: 8. Feriti: 300. Senzatetto: Centinaia.

• Un violento terremoto con epicentro a Palmi (8 morti) e centinaia di feriti in provincia di Reggio Calabria. 

• «E già erano le ore 7.15 pom. allorché il terremoto spaventevole, terribile, con due formidabili rombi sotterranei e poche scosse sussultorie disastrosissime, si verificò inesorabilmente, e in meno di 15 minuti secondi, cagionò la morte di persone, crollamenti di moltissime case, mentre che tutte le altre furono più o meno lesionate, e quasi inabitabili; da richiedere molti opportuni restauri. Non si ebbero morti in gran numero, perché la maggior parte del popolo trovavasi fuori casa, per le vie, al seguito della processione; e ciò si riconobbe e si ritenne essere stato per effetto della grazia del miracolo, poiché se tanta popolazione si fosse restata in casa propria, una parte di essa sarebbe certamente rimasta vittima sotto le macerie» (dottor A. De Salvo, medico e storico). [Comune di Palmi]  

• «Il 16 novembre del 1894 alle ore 7 e un quarto di notte, quando tutti i cittadini pacificamente stavano nelle loro case, ed altri ancora in piazza, vi fu un tremendo tremuoto che quasi tutta la provincia e la Sicilia ancora subirono immensi danni colla distruzione di fabbricati e nel comune di Palmi vi furono anche dei morti. Io ho avuto distrutto l’intero fabbricato alla Melia, come pure si distrusse la Chiesa. Alla Chiesa Madre del nostro Duomo i danni pure furono tanti che si è dovuto rifare tutto e si doveva ancora rifare il campanile ed altro» (dottor Giovanvincenzo d’Amico-Ferrante). [malastoria.blospot.it]
Il terremoto dei Colli Albani
• Morti: 0. Feriti: Centinaia. Scala Richter: 5.2. Scala Mercalli: VIII-IX.   

• È il terzo più violento terremoto prodotto dal Vulcano dei Colli Albani (dopo quelli del 1806 e del 1438). Ha colpito tutta l’area dei Colli Albani e Roma. A Frascati e Marino ci sono crolli. Crolli parziali e lesioni si registrano a Grottaferrata, Zagarolo, Rocca di Papa, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Genzano, Ariccia, Albano Laziale, Castel Gandolfo. A Roma anche monumenti importanti subiscono danni: la chiesa del Gesù, S.Giovanni in Laterano, palazzo Chigi, palazzo Sciarra, mura aureliane. Non ci sono morti, ma i feriti sono centinaia (soprattutto a Roma, Frascati, Monte Compatri e Albano Laziale). La scossa ha provocato emanazioni di anidride carbonica e agitazione del lago vulcanico di Albano. 
(a cura di Jessica D’Ercole)
Vedi anche Terremoti

«...quanto al modo in cui prendemmo lo Stato, i kosovari entrarono facilmente nello studio dell’onorevole Fini. Gli spiccarono il capo dal busto e, posata la testa su una poltrona, senza ulteriori disordini, chiesero di essere guidati, attraverso il passaggio segreto, fino a Palazzo Madama...»
Venerdì 21 novembre 2014
GLI ARTICOLI CITATI
QUESTA MATTINA DURANTE RADIO1INCORPO9










































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