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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

La Merlin e il disegno di legge per abolire i bordelli

Angelina Merlin detta Lina, prima donna della storia italiana sui banchi del Senato, veneta e socialista, presenta un disegno di legge per l’abolizione delle case chiuse (titolo: “Abolizione della regolamentazione della prostituzione, e per la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui e protezione della salute pubblica”). La senatrice ha alle spalle la recente vittoria di Marta Richard in Francia: sul finire del 1946, le maisons (nella sola Parigi se ne contavano 171) sono state abolite. In più, nel giugno del ’48, il ministro degli Interni Mario Scelba, democristiano, ha dato disposizioni a tutte le questure di non concedere nuove autorizzazioni all’apertura di bordelli. [Sta.Se. 14/11/1988; Guido Vergani, Rep. 24/7/1985]

Una marchetta costa dalle 50 alle 200 lire

• In Europa, l’Italia è con la Spagna il solo paese in cui la prostituzione è regolamentata per legge, con lo Stato che percepisce una regolare tassa di esercizio dai gestori delle case: esistono 730 postriboli con circa 3.400 prostitute e un gettito, per l’erario, di 1.015 miliardi di lire l’anno. Tariffe delle marchette: dalle 50 lire dei bordelli di paese alle 200 lire delle case di lusso. Le pensionanti si presentano in fantasiose combinazioni di velo o rete, smerlettature, deshabillé e leopardati. In calze nere o guêpières quelle delle case di prima classe. Le stanze dei bordelli di lusso sono tutte affrescate di dipinti erotici: angeli caduti in pose peccaminose, donne semisvestite sdraiate sui divani, ecc. [Sta.Se., 14/11/1988; Guido Vergani, Rep. 24/7/1985; Laura Mambelli e Sergio Valentini Cds 23/9/1994]

«La prostituta è spinta dal vizio o dal sogno di ricchezza»

• La proposta della Merlin scatena in Italia un vivace dibattito pro e contro la chiusura dei bordelli. Ad esempio uno «studente di giurisprudenza» scrive al periodico Crimen: «La prostituta è tale, non perché vittima di una società malvagia, ma solo perché spinta dal vizio, o da un illusorio sogno di ricchezza che mai il lavoro potrà dare, o al pari dei comuni delinquenti, perché vittima della sua stessa mente corrotta e malata, impossibile a guarirsi». [Bellassai 2006]

«Perché lo Stato puritano non rinuncia ai tabacchi?»

• Dalla lettera di «uno scapolo» al periodico Crimen: «E poi, se lo Stato vuole essere così... “puritano” perché non rinuncia al Monopolio dei tabacchi, alla gestione del gioco del lotto, perché non proibisce la Sisal e i giochi di azzardo di San Remo e del Casino di Venezia?». [Bellassai 2006]

Abolendo i bordelli «si colpiscono i poveri»

Al Senato, il ministro Scelba dice dalla tribuna: «Il problema delle case di tolleranza, una volta posto di fronte alla coscienza pubblica e di fronte al Parlamento, non può che essere risolto in senso positivo: con l’abolizione del regolamento statale per la prostituzione». Molte le proteste. Dai settori di sinistra si grida che, se la legge venisse approvata, l’abolizione colpirebbe soprattutto i poveri, in quanto nelle case chiuse i prezzi sono controllati dallo Stato e perciò risultano inferiori a quelli di fuori. Dai banchi di destra si sostiene che il regolamento è preferibile all’anarchia. Si porta l’esempio degli Stati Uniti: non appena la vendita delle bevande alcoliche fu colà vietata, il numero degli alcolizzati si moltiplicò per cento e, come se ciò non bastasse, una fitta rete di malviventi avviluppò l’intero Paese, mettendone in pericolo la stessa esistenza. Anche gli igienisti dicono la loro: per lo più sono contrari all’abolizione della vecchia legge crispina e presagiscono il rapido diffondersi tra gli italiani di molte e gravi malattie. [Nicola Adelfi, Sta, 31/1/1958]

Lina Merlin sfottuta da vignette e canzonette

Lina Merlin diventa il soggetto preferito dei disegnatori umoristici, degli autori di canzonette, delle scenette di avanspettacolo. Una canzonetta intitolata Persiane chiuse si conclude con questi versi: «Se la persiana chiusa non è una bella cosa – Merlin povera illusa – ma dopo che sarà? – Ma che sarà Merlin? – Ce lo vuoi dir – cosa sarà? – Il soldatin, Merlin – ce lo vuoi dire – poi dove andrà? L’amore è un girotondo – per questo siamo al mondo – se apri le persiane - che cosa ci rimane? – All’ombra dei giardini – sul prato verde in fiore – andremo a far l’amore – ma che succederà? – Dove si va, Merlin – ce lo vuoi dir – dove si va? – Merlin, Merlin perché – non ami più la gioventù?». [Gianni Corbi, Rep. 4/2/1998]

Il Mondo: «i casini vanno chiusi gradualmente»

• Il settimanale il Mondo in un articolo dal titolo La grande industria del vizio in via di principio valuta in termini positivi la prospettata chiusura dei postriboli ma richiama alla prudenza, invocando «un certo gradualismo» e consigliando di procedere prima con «esperimenti parziali, limitati ad alcune regioni». [Bellassai 2006]

Case chiuse, un giro d’affari di 140 miliardi l’anno

• L’associazione dei tenutari di “case chiuse” decide di costituirsi nell’Aneca (Associazione nazionale case autorizzate), con sede a Milano, in un grosso palazzo al n. 24 di corso Vittorio Veneto. Il suo scopo è quello d’impedire l’approvazione della legge Merlin in vari modi: promuovendo campagne pubblicitarie per illustrare la funzione sociale dell’attività delle “case”; consigliando alle donne di scrivere alla Merlin per dimostrare che esercitano una libera professione che non prevede alcuno sfruttamento; convincendo giornalisti e noti scienziati a sostenere l’utilità sociale del meretricio di Stato. L’Aneca, che associa 1.300 imprenditori (tanti sono i patrons anche se le case sono in tutto 717, perché molte licenze hanno più soci) con un giro d’affari di 14 miliardi l’anno, tra la fine del 1949 e il principio del 1950 organizza due congressi nazionali, uno a Genova e l’altro a Milano, nei quali si decide lo stanziamento di fondi straordinari per portare a buon fine la campagna a favore dello status quo. [Gianni Corbi, Rep. 4/2/1998; Guido Vergani, Rep. 24/7/1985]

Nasce l’Aneca, Associazione nazionale case autorizzate

• Il decano dell’Aneca, Remo B. di Roma, suggerisce di accettare l’abolizione purché si lascino sopravvivere casini strettamente riservati ai militari. Un altro pezzo grosso partorisce l’idea di un baratto: devolvere il 30 per cento degli utili netti al fondo di disoccupazione, a patto che il governo blocchi la legge. A dar man forte a quelli dell’Aneca scendono in campo i catastrofisti della sifilide. I giornali satirici presentano la senatrice Merlin come la madre dei Gracchi. Mostra una spirocheta pallida e un gonococco(due virus infettivi) e dice: «Questi sono i miei gioielli». Di rimando la senatrice socialista sbandiera mazzette di lettere, missive di prostitute che inneggiano alla crociata. Una affida la sua disperazione a un dato: «Centoventi uomini al giorno, centoventi bidet. È così da tutta la vita». [Guido Vergani, Rep. 24/7/1985].

Inizia in Senato la discussione del progetto Merlin

• Inizia in Senato la discussione del progetto Merlin. L’Amministrazione decide di «tutelare il pudore delle impiegate nubili» esonerandole dal lavoro di trascrizione del dibattito che si svolge in aula, affidato a uomini e donne sposate. [Dario Fertilio, Cds 25 /8/2008]

Le prostitute sono delle «asociali»

• Da un articolo di Difesa sociale. Rivista dell’Istituto di Medicina sociale: «L’amoralità è la causa prima di questo flagello. Queste reiette della società sono state largamente studiate da una infinita schiera di cultori di ricerche a sfondo medico-sociale. Lombroso, tra i primi, ha trattato esaurientemente il problema riguardante il carattere della donna in generale e delle prostitute in particolare, ritrovando in queste ultime anomalie fisiche ed antropometriche comuni alla classe degli “asociali” (...) cause biologiche, psicologiche e morali sono da ricercarsi in queste donne che hanno perduto il sublime senso delle prerogative femminili». [Bellassai 2006]

Tartufoli Amor è giunto alle nozze «in perfetta purezza»

• In Senato, Tartufoli Amor, della Dc, interviene a favore della legge Merlin: «Nove benedizioni di Dio sono entrate nella mia casa e sei nipotini la stanno allietando. Io parlo in nome dell’angoscia che tiene il cuore di un padre quando ha numerosi figli, parlo in nome dell’esempio che posso aver dato ad essi per esser giunto al matrimonio in situazione di perfetta purezza...». [Cirri 1959]

La Merlin: «I clienti dei casini sono uomini sposati e corrotti»

Lina Merlin in Senato: «Sviluppiamo la coscienza sessuale del cittadino: aprite ai giovani i campi sportivi per esercitare gli sport; moltiplicate gli Alberghi della Gioventù e spianate le vie dei monti e dei mari, anziché lasciare i giovani affollare i vicoli della suburra in attesa del loro turno dietro la porta del lupanare. Fate che non imparino dalla malizia del compagno più esperto come si genera la vita, ma fate che imparino dall’insegnamento scientifico quanto essa è bella e sacra nel fremito delle piante e degli animali, uomo compreso, che la rinnovano nell’amore! (...) La sfrenatezza della vita è un sintomo di decadenza. Il proletariato è una classe che deve progredire. Non gli occorre l’ebbrezza, né come stordimento né come stimolo. Dominio di sé, autodisciplina, non è schiavitù, nemmeno in amore! Signori, questo è l’insegnamento di Lenin ai giovani del suo Paese, e anche noi dovremmo accoglierlo perché esso non contraddice ai nostri credi! (...) I clienti sono spesso uomini corrotti, sposati e non scapoli soltanto. Sono altresì studenti, operai, soldati che vengono condotti per la prima volta nel lupanare per soddisfare una curiosità. Non resterebbero certamente casti senza la regolamentazione, ma neppure cederebbero ai primi stimoli della passione, quando ancora non hanno le ossa ben formate. Ma ciò avverrebbe più tardi, con un atto normale e sano». [Cirri 1959]  

Prostitute, malattie veneree e 100 amplessi al giorno

• Parla in Senato il socialdemocratico Gaetano Pieraccini, uno dei più grandi avversari della Merlin. L’onorevole esordisce così: «Il mio discorso sarà forse un po’ lungo e particolareggiato; d’altra parte credo di essere il solo a difendere il bordello e quindi mi vorrete scusare». Il giorno dopo La Stampa dà conto del suo discorso: «Egli ha tracciato il triste quadro della prostituzione, suddividendo le meretrici in tre categorie: quelle delle case chiuse, quelle vaganti e quelle clandestine. Le prime, ha precisato l’oratore, sono sorvegliate e continuamente visitate da medici. Esse subiscono una visita generale di ammissione, e tre visite settimanali e inoltre ogni tre mesi sono sottoposte ad un accurato esame sierologico. A parte ciò, per legge, nelle case chiuse non vi sono minorenni, mentre esse sono numerose nelle case clandestine. È necessario porre in rilievo che le abitatrici delle 117 case chiuse sono oggi in Italia 4.100. Le “vaganti” e regolarmente tesserate sono invece circa seimila; esse si presentano alla visita due volte la settimana, ogni tre settimane vengono sottoposte alla reazione Wassermann e ogni due o tre mesi subiscono un esame sierologico. Ma spesso esse si assentano dalla visita allo scopo di evitare l’internamento all’ospedale. Infine vi sono le non tesserate, che di tanto in tanto incappano nelle retate della polizia, e solo in questo caso vengono visitate. Queste ultime sono le maggiori propagatrici di malattie e sono numerosissime. Con la chiusura delle “case” il loro numero crescerebbe in proporzione diretta con le malattie». [Sta. 17/11/1949] 


• Ancora Pieraccini: «Vi è poi un altro lato del problema da esaminare: quello, nel caso di abolizione, della sistemazione di coloro che hanno abitato le “case chiuse”. Si è parlato con molta leggerezza di ricovero in appositi istituti di recupero. Vi voglio, a questo proposito, onorevoli senatori, ricordare l’esperienza fatta da una nobile signora di Perugia, che a Firenze apri una casa di rieducazione per coloro che volevano lasciare una vita di vergogna. La signora Angela Marlucchi osservava come “fosse più facile portare sulla retta via una donna uscita dal carcere”. Infatti quelle donne sono costituzionalmente o delle minorate intellettuali o delle amorali. Le statistiche parlano chiaro. Tutti i tentativi di rieducazione hanno dimostrato che solo il 20, o al massimo il 21%, possono riabilitarsi. Le altre che cosa faranno se il progetto Merlin venisse approvato?». [Sta. 17/11/1949]   

• Nella stessa seduta, tentando di calcolare le probabilità di infezione nell’ambito della prostituzione regolamentata rispetto a quella libera, molti parlamentari analizzano il rapporto tra il numero dei coiti quotidianamente sostenibili da una prostituta e quello dei conseguenti contagi. Gli antiabolizionisti prospettano non più di 20 amplessi al giorno nelle case di tolleranza, contro i 50 previsti per le libere professioniste, calcolando gli intervalli per i pasti e il riposo. Gaetano Pieraccini: «Onorevole Merlin, ella ha parlato di 100 sedute d’amore al giorno, per ogni donna di postribolo: ciò non è possibile, è una esagerazione perché se si realizzassero cento coiti al giorno, calcolando anche 15 minuti per ciascuna seduta, 100 sedute richiederebbero 25 ore! Abbassiamo il tempo della ricreazione: portiamolo a 10 minuti. Ci vogliono sempre 17 ore circa. Per contro le libere – pur dovendo dare la caccia ai clienti – avranno un maggior mimerò di sedute per la maggiore facilità degli approcci» [Sta.Se. 14/11/1988]   

• Pieraccini inizia poi a vantare l’ordine e la disciplina che vigono nei postriboli: «Quelle donne non possono uscire dalla casa altro che per andare a messa (se a qualcuna di costoro ciò piace) oppure per andare a visitare qualche loro parente o qualche loro figlio; in questi casi sempre accompagnate da un uomo della squadra del buon costume». Lina Merlin lo interrompe: «Le donne escono dalle case non per andare a messa, ma per andare a farsi le iniezioni antiveneree che i medici privati fanno pagar loro 1.000 lire l’una». Continua il vecchio senatore fiorentino: «Le postribolanti abitano raccolte in una casa le cui finestre sono chiuse a lucchetto, se non sono murate; non possono trattenersi neanche a prendere il fresco d’estate; per contrasto le meretrici libere vagano adescando in cento modi gli adulti e i giovani, facendo mostra della loro bellezza e delle loro carni, esagerando nei dettami della moda con scollacciature, gonnelle corte e via dicendo. Nel postribolo la scostumatezza è sottratta agli occhi del pubblico». [Bellassai 2006]

Pieraccini e le anguille in amore

«Le anguille quando entrano in amore fanno un lunghissimo viaggio di migliaia di chilometri; vanno tutte quante a trovare il loro letto di nozze. Consideri, onorevole Merlin, quanto è potente lo stimolo sessuale!» (Gaetano Pieraccini nella seduta nel 16 novembre 1949). [Cirri 1959]

Per alcuni senatori le prostitute sono «minorate mentali»

Gaetano Pieraccini in Senato: «Il fattore sociale è potente, ma quello individuale antropologico, non deve essere dimenticato: i dati statistici ci hanno fornito una nota di tutte le stigmate degenerative che si raccolgono sul corpo delle meretrici... Non voglio assimilare la prostituta alla delinquente in maniera assoluta, ma è certo che le prostitute sono per lo più delle minorate intellettuali, o morali o nella volizione». Michele De Pietro, senatore Dc contrario alla legge Merlin: «Del resto ci sono delle ricerche sui valori mentali delle prostitute. Così quelle raccolte dal Bonhofer, dalle quali risulta che su 100 prostitute, 31 sono idiote, 13 epilettiche o isteriche, 21 alcolizzate, 1 paralitica e 32 intellettualmente normali. Il De Sanctis, su 28 prostitute romane da lui psicologicamente studiate, trovò tre deficienti gravi, 7 deficienti di medio grado, 13 di mediocrissima intelligenza e 5 normali». Raffaele Caporali, senatore Dc favorevole alla legge Merlin: «Il Lombroso che ha fatto il maggiore e migliore studio sulla donna normale e delinquente, ha trovato che le prostitute sono per lo più minorate intellettuali o morali... E il Lombroso è una gloria dell’umanità». [Sta.Se. 14/11/1988]

«I bordelli difendono la salute dei cittadini»

La Stampa commenta la seduta del giorno prima in Senato: «Il Senato è tornato al progetto Merlin con l’intervento del democristiano De Pietro, il quale, in un discorso di tono piuttosto romantico, ha avanzato alcune riserve, la principale delle quali è che al Senato, assemblea squisitamente politica, non si addice un dibattito che mira soprattutto ad una riforma del costume, che può effettuarsi solo sotto l’egida di un principio morale. Contrario all’abolizione, egli ha espresso il timore che ad una situazione deplorata se ne sostituisca una maggiormente deplorevole. Se il primo intervento ha offerto alla signora Merlin lo spunto per qualche ironia, il secondo, quello del più che ottantenne oratore Raffaele Caporali, anche lui democristiano, l’ha accigliata e innervosita, al punto che a un certo momento, nonostante i colleghi tentassero di trattenerla, con un gesto di dispetto ha abbandonato l’aula. L’illustre medico partenopeo è ricorso anch’egli, come ieri l’on. Pieraccini, ad un linguaggio crudo e senza sottintesi, e si è appassionatamente espresso in modo contrario all’abolizione, illustrando la vigente legislazione sulle case chiuse e non riconoscendo in essa alcun carattere coattivo nei riguardi delle meretrici ma soprattutto la preoccupazione di difendere la salute dei cittadini. La prostituzione è un male insopprimibile, come lo è il suo sfruttamento: i tenutari delle case private sono gli sfruttatori più infami. Quanto poi a quello che taluni vogliono definire un “vizio” per lo stesso motivo si potrebbe definire vizio anche il mangiare, e, caso mai, va estirpato con mezzi più ampi, mezzi educativi. Non è dunque con una “leggina” che si cambia la fisiologia umana e si affronta la lotta con le malattie veneree! A questa debbono provvedere con leggi serie ben studiate gli Alti Commissari per la Sanità. A distendere i nervi della signora Merlin è giunto a buon punto l’ultimo intervento della giornata: quello di un altro Dc, il senatore Sacco, decisamente favorevole all’abolizione delle case chiuse. Egli ha parlato soprattutto come sociologo, affermando che ormai la coscienza del popolo italiano è matura per la soluzione del problema». [Sta. 18/11/1949]

«Chiusi i casini, i marinai andranno al museo»

• Mario Riccio della Dc, parlando a difesa della legge Merlin: «Particolare considerazione per i marinai che, a volte dopo mesi di crociera, giungono in massa al porto e ovviamente sognano il lupanare. Ma vi sono nazioni che, invece, li conducono a visitare monumenti e musei, li intrattengono in gare sportive, li distraggono con manifestazioni artistiche e culturali...». Beppe Cortese del Psi: «Gli esercizi fisici sportivi, le sale di lettura, il teatro, le gite, le conversazioni, tanto per soldati che per studenti, saranno tali diversivi e tali occupazioni da far avvertire in molto minor grado gli impulsi sessuali».[Cirri 1959]

Approvato l’articolo 1 della legge Merlin

• Nel dicembre 1949, esaurita la discussione generale, si riesce ad approvare l’art. 1 della legge; ma l’aula del Senato torna a occuparsene solo nel marzo successivo, quando viene subito sollevata l’ennesima questione procedurale e dunque, in attesa di una decisione della giunta del regolamento, si stabilisce di rinviare l’esame della legge di qualche giorno (in realtà dovranno passare ben due anni perché il progetto Merlin torni in aula). [Bellassai 2006]

«La continenza è per l’amore una cosa grande»

• Mario 
Cingolani della Dc: «La continenza per l’amore è una cosa grande. È così alta, così bella questa limitazione che per noi è poesia divenuta realtà, unione di cuori e di anime che traduce mirabilmente quel detto scolpito nella nostra coscienza “Io sono te, unito per tutta la vita, oltre la vita”». [Cirri 1959]

Approvata in Senato l’abolizione delle case chiuse

Lina Merlin vince la sua battaglia al Senato. Con 177 voti contro 67 viene approvata l’abolizione delle case chiuse. Il socialdemocratico Mazzoni ha presentato, invano, un emendamento aggiuntivo perché venissero lasciate le case chiuse nelle città sede di guarnigione militare o centri di traffico internazionale. L’assemblea l’ha respinto alla quasi unanimità. [Sta. 8/12/1949]

Le prostitute che vendono cartoline oscene nelle osterie

• Il percorso tipico di una prostituta delle case secondo un’inchiesta del settimanale Tempo (numero del 24-31 dicembre del 1949): «Quindici anni di “carriera”, quindici ore di aria al mese, tre o quattro malattie costituzionali croniche inguaribili, un bimbo che si perde per la strada, denari che si incassano per darne oltre la metà ai tenutari, un tanto per la pensione propria e per la pensione del figlio, un tantino per i medici, per vestiti, e il resto all’“amico”; un dare ed avere che diviene tecnica allucinante, fine a se stessa. A un certo punto si decade, poi, a traverso una serie di trapassi, si arriva a vendere cartoline illustrate (qualcuna pornografica) per le osterie e caffè notturni delle città di mare. Così finiscono, nel migliore dei casi, le “schiave bianche”». [Bellassai 2006]

Il Tempo, che appoggia la Merlin, riceve minacce

• Nella rubrica Lettere al direttore, il settimanale Tempo (nel numero del 21-28 gennaio) fa sapere che in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta in più puntate di Lamberti Sorrentino sulle case chiuse, fermamente favorevole alla legge Merlin, la redazione del settimanale ha ricevuto una nutrita serie di minacce, lettere anonime, furiose missive firmate da prostitute poi risultate false (gli autori sarebbero quelli dell’Aneca). [Bellassai 2006]

«Le donne si prostituiscono perché gli piace»

Alla «piaga sociale della prostituzione» è dedicato un convegno della Società di medicina sociale. «Nella prima relazione il segretario della stessa società, professor Cesare Coruzzi, unisce esemplarmente esecrazione delle tendenze immorali delle donne moderne, sul piano sociale, e celebrazione di assiomi di chiara ispirazione lombrosiana, sul piano medico. In un passo del suo intervento, ad esempio, il relatore fa proprio il giudizio di un collega, secondo il quale le donne si prostituiscono in primo luogo perché a loro piace, aderentemente ad una loro disposizione, ben inteso viziosa in senso moralistico (...) le prostitute larvate sono più viziose delle prostitute ufficiali registrate, perché queste ultime – coi proventi dell’amplesso – mangiano, mentre le prime acquistano non già il pane, che a loro non manca, ma bensì il vestito, le calze di nylon, la acconciatura del capo, e i rossetti e il cinema, ecc». [Bellassai 2006]

Sciolta la Camera per la fine della legislatura

• Approvato dalla I Commissione Permanente del Senato e dal Senato stesso il 7 ottobre 1950, il disegno di legge della Merlin non può essere approvato dalla Camera dei deputati poiché la stessa si scioglie per la fine della legislatura. [Bellassai 2006]

La Merlin: «Nei bordelli mandaci tua moglie»

• Riprende in Senato la discussione degli articoli, che procede adesso in modo talmente spedito che la legge nel suo complesso viene approvata dall’aula in questo stesso giorno. [Bellassai 2006]

Pieraccini a chi gli rimprovera, in Senato, il suo linguaggio troppo crudo: «Per non dire ruffiano devo dire souteneur? Per non dire puttana devo dire etèra o cortigiana? Sarebbe un errore, ché le etère vissero in Grecia, e le cortigiane nell’Italia del ‘500 (Vivaci commenti in aula). A Sanremo ci sono case del gioco, della cocaina, sentine di vizi: in questo caso si dice “casinò”. Quando si parla di postriboli allora si deve dire “casino” (commenti vivacissimi in aula). A Sanremo il proprietario dirigente della casa da gioco si chiama “concessionario”; quello del casino “ruffiano” (rumori e grida). Siamo adulti: bando alle ipocrisie (tumulti)». [Cirri 1959]  

• La Merlin invita il collega di partito Eugenio Dugoni, contrario all’abolizione dei bordelli, a «mandarci sua moglie». [Dario Fertilio, Cds 25/8/2008]

«Per evitare la prostituzione dovremmo essere coralli»

Pieraccini: «Per evitare la prostituzione, dovremmo essere costruiti come gli animali inferiori, ad esempio il corallo, che è asessuale e non ha il sistema nervoso».[Cirri 1959]

«Al momento di votare pensate alle vostre figlie»

Beppe 
Cortese del Psi: «Quando nel segreto dell’urna porrete il vostro convincimento per approvare o disapprovare il disegno di legge, ricordatevi della vostra madre, delle vostre figlie, delle vostre sorelle, come io ricorderò mia madre saggia e buona, e mia sorella». [Cirri 1959]

Si sciolgono le camere. La legge ricomincia da zero

• Il testo di legge approvato in Senato passa alla Camera ma non fa in tempo ad approdare alla discussione in aula perché le Camere si sciolgono per la fine della legislatura. Siamo così giunti alle elezioni del 7 giugno 1953 (quelle passate alla storia per la degasperiana “legge truffa” elettorale, che scatena in Parlamento un’autentica battaglia campale tra i due fronti politici). Tutto deve ricominciare da capo, perché lo scioglimento delle Camere azzera di fatto il faticosissimo percorso fin qui compiuto. [Bellassai 2006]

Lina Merlin ripresenta la sua legge

• Lina Merlin, rieletta – unica donna – in Senato per la seconda legislatura, ripresenta la sua legge. [Bellassai 2006]

Lina Merlin pubblica “Lettere dalle case chiuse”

Lina Merlin pubblica, con la giornalista Carla Voltolina, moglie di Sandro Pertini, un libro intitolato Lettere dalle case chiuse. [Leggi alcune lettere integrali

• Dalle centinaia di lettere inviate alla Merlin risulta un quadro squallido, molto diverso da quello idilliaco descritto dall’on. Pieraccini. «La pensionante di una casa chiusa scriveva: “Se poteste immaginare ciò che avviene in queste case! Più sono lussuose, e più esiste spaventevole la depravazione. Sono frequentate da ogni genere di uomini sposati e da giovanotti ai quali l’accoppiamento naturale è sconosciuto. Sovente, nelle case di lusso, è tenuto alla portata di mano un ragazzo per il divertimento e la libidine dei clienti”. Un’altra pensionante si soffermava invece sullo sfruttamento economico: “Queste famose tasse le paghiamo noi con il trenta, il quaranta per cento dell’incasso. Oltre la pensione, che è di 2600 lire al giorno, paghiamo il personale sotto forma di mance ogni quindici giorni; paghiamo la tassa di soggiorno di cento lire giornaliere; nel periodo invernale paghiamo il riscaldamento che costa dalle cento alle cinquecento lire al giorno”. Una lettera collettiva descriveva così alla Merlin la loro triste condizione: Le scriventi sono dieci ragazze delle case chiuse attualmente in servizio a M. Siamo due milanesi, tre napoletane (terrone), due romane, una torinese, una bolognese e l’ultima tarantina. Come vede rappresentiamo tutte le regioni d’Italia. A Roma, in una casa di prima, con dieci ragazze, l’utile netto della tenutaria è di 250.000 lire al giorno; in una di seconda con quattordici signorine è di 140.000 lire al giorno. Le altre case hanno guadagni inferiori, ma sempre elevatissimi che si aggirano sui quaranta milioni l’anno». Del tutto opposta l’immagine, letteraria e nostalgica, di alcuni nostri artisti e intellettuali. «Mario Soldati, cantore appassionato e affettuoso delle “case”, confessava: “Non ricordo di aver mai sospinto senza batticuore l’uscio vetrato e luminoso di una Casa. Non ricordo di aver ascoltato senza turbamento il ticchettio dei tacchi delle ragazze che scendevano e che tra poco sarebbero apparse, dono meraviglioso, nel salotto dove le attendevo. Dono meraviglioso perché me ne sono sempre ritenuto indegno”. Più dialettico Dino Buzzati il quale sostenne che la legge Merlin, oltre ad altri numerosi guasti, avrebbe “troncato un filone di civiltà erotica che, nell’ambito delle case chiuse, veniva trasmesso, con le parole e con l’esempio, di generazione in generazione, alimentando un’arte spesso raffinata, che temo si sia dispersa per sempre”. La Merlin, concludeva impietosamente Buzzati, può essere paragonata a quell’Erostrato che è leggenda abbia appiccato fuoco alla grande biblioteca di Alessandria distruggendo un immenso capitale di cultura, mai più recuperato» (Gianni Corbi). [Gianni Corbi, Rep. 4/2/1998]

Il Senato approva la legge. Lina Merlin piange di gioia

• La I commissione del Senato approva la legge all’unanimità. Lina Merlin scoppia in lacrime («È il più bel giorno della mia vita») e la sera festeggia con un’amica in una modesta pizzeria. [Sta. 22/1/1955]

L’Italia, a causa dei bordelli, rischia la multa dell’Onu

• Nel 1949 l’Onu ha impegnato gli Stati membri a punire chi trae guadagno dalla prostituzione altrui. Lo Stato italiano, entrato nelle Nazioni Unite il 14 dicembre 1955, rischia di finire sotto accusa. [Nino Gorio S24 18/2/2008]

«I bordelli sono garanzia di Fede, Patria e Famiglia»

• Indro Montanelli pubblica un pamphlet polemico intitolato Addio, Wanda! in cui scrive fra l’altro: «I bordelli sono la sicura garanzia dei tre fondamentali puntelli italiani: la Fede, la Patria e la Famiglia (...) La famiglia, la famiglia all’italiana, funziona solo finché le figlie sono vergini, cioè finché hanno dinanzi agli occhi lo spauracchio del lupanare, in caso di “deviazione”. Il giorno in cui ad esse si conceda di “vivere la loro vita” senza timor di finire in quei serragli, l’Italia è destinata a diventare uno di quei paesi protestanti, dove la condizione di “vergine” non esiste, come non esiste quella di “puttana”, tutte le donne essendo accomunate in un limbo intermedio; e dove non esiste più la famiglia, le sue mansioni essendo state assorbite dalla “società”». [Marco Innocenti S24 19/10/2009; Bellassai 2006]

Una marchetta costa da 200 a 4 mila lire

• Le case autorizzate sono 560, per un totale di 2.700 prostitute. Ogni prestazione costa da un minimo di 200 lire (5 minuti in un bordello di terza categoria) fino a 4.000 (un’ora in una casa di lusso), cioè in moneta attuale da 2,4 a 48 euro. Ogni ragazza serve da 30 a 50 clienti al giorno. Il denaro non finisce solo in mani private, ma anche allo Stato, che incamera una percentuale sul ricavato per un totale di 100 milioni di lire all’anno (pari a 1,1 milioni di euro attuali) in cambio di alcuni servizi, fra cui il controllo sanitario delle lavoratrici. [Nino Gorio, S24 18/2/2008]

La proposta di legge giunge alla Camera

• La proposta di legge giunge alla Camera. Subito, da parte di alcuni deputati, avanza la richiesta di sospensiva motivata da pretesti vari: il principale argomento in tal senso, ancora una volta, è quello del pericolo sanitario che deriverebbe dal riversarsi in strada, senza alcuna garanzia per la collettività, delle ex prostitute delle case. Questa legge «inconsulta», come si esprime l’onorevole Rubino, medico sifilografo, rappresenterebbe quindi un «attentato alla incolumità pubblica». Gisella Floreanini del Pci: «Riferendoci all’Unione Sovietica notiamo che gli affetti da malattie veneree erano il 50% negli ultimi anni del regime zarista; dopo il 1917 furono subito e solo il 6% e oggi là, come accadrà da noi grazie all’approvazione di questa legge, non esiste più la prostituzione». 
Valandro Gigliola della Dc: «E a ciascuna di quelle nostre sorelle infelici più che colpevoli diciamo: finalmente sei libera, va’, sii felice, e non peccare più». [Cirri 1959; Bellassai 2006]

«Dilagherà la prostituzione girovaga»

• Un lettore scrive al settimanale Tempo sostenendo che con la chiusura dei postriboli e l’inevitabile aumento delle incontrollabili «veneri vaganti» si apriranno in pratica i cancelli dell’Apocalisse, perché «con un turpe e sciagurato dilagare della prostituzione girovaga avverranno con maggiore frequenza reati sessuali, sarà maggiore la corruzione di giovanette, l’insidia alle donne altrui, le perversioni e inversioni sessuali; tipiche infatti, queste ultime, di tutti i paesi abolizionisti. E tutto ciò per che cosa? Per la sensiblerie morale di certe femministe». [Bellassai 2006]

«Le prostitute sono ritardate, imbecilli o psicopatiche»

• L’onorevole De Maria, abolizionista convinto, cita alla Camera le statistiche del Flexner, il quale su 350 prostitute dai 15 ai 46 anni ha potuto stabilire questa graduatoria in rapporto allo stato di salute mentale: il 23 per cento di esse era di insufficienti mentali, 19,7 per cento di ritardate mentali, il 6,8 per cento di deboli mentali, lo 0,8 per cento di imbecilli, il 12,5 per cento di psicopatiche e il 29,4 per cento di normali. A queste infelici la nostra società, che si dice civile, anziché tendere la mano per aiutarle a curarsi e per proteggerle, crea la regolamentazione una delittuosa impresa di ratto, di corruzione e di assassinio e di esse, deboli e miserabili, approfitta ed abusa la cattiveria dell’uomo». [Bellassai 2006]

Approvata la legge Merlin

• La legge Merlin è approvata definitivamente dall’assemblea della Camera dei deputati con 385 voti a favore e 115 contrari [Leggi articoli della legge]. «Essendo questa votazione a scrutinio segreto, non è possibile desumere un quadro esatto dei favorevoli e contrari all’interno di ogni partito: si può tuttavia affermare a grandi linee che a favore – con qualche verosimile defezione – votano democristiani, comunisti, socialisti e repubblicani; contrari i monarchici, i liberali, i neofascisti e i saragattiani di Unità socialista». [Bellassai 2006]

«E i soldatini come si toglieranno il peso della carne?»

• Un lettore scrive a Epoca: «E che ne sarà ora dei soldatini, degli operai e degli studenti, che per togliersi alla spiccia il peso della carne e per poter così studiare e lavorare meglio, ricorrevano a quelle assurdamente deprecate istituzioni? (...) E non è finita. Soppresse le corse d’auto e di moto, alcune deputatesse si stanno dando da fare per proteggere anche i nasini dei pugili. Ma dove andremo a finire? E fino a quando potremo sopportare?». Gli risponde il direttore Enzo Biagi, che difende la battaglia di Merlin «per una causa giusta, contro una istituzione vergognosa: lo sfruttamento di tante donne niente affatto “allegre”». [Bellassai 2006]

Promulgata la legge Merlin

• Promulgata la Legge Merlin, la n.75, approvata alla Camera il 29 gennaio scorso.


Lina Merlin, in mattinata, si fa fotografare mentre apre le persiane di una casa chiusa. [Sta. 17/6/1969]   

• Nel telegiornale della sera Ugo Zatterin, «con un capolavoro di pruderie», annuncia l’evento senza mai pronunciare il nome di ciò che è stato abolito: «Oggi, poco prima che Togliatti aprisse con un discorso fiume un dibattito sulla politica estera che terrà impegnata per alcuni giorni la Camera, i deputati hanno approvato (385 sì, 115 no) la famosa legge Merlin. Finisce così, senza più possibilità d’appello, una questione decennale, apertasi esattamente nell’agosto del 1948. L’Italia era ormai l’unico paese d’Europa in cui il problema sollevato dalla senatrice Merlin non fosse stato risolto, e anche di recente l’Onu aveva sollecitato l’Italia perché lo risolvesse, dato che il suo statuto impone a tutti i paesi membri di adottare una soluzione come quella che è stata finalmente adottata. La legge Merlin prevede che le sue norme vengano applicate entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge stessa e, siccome la legge entra in vigore quindici giorni dopo essere stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, si può calcolare grosso modo che il nuovo corso incominci nel prossimo settembre. Insomma: il canto del cigno si avrà intorno a ferragosto. Dopo questa data gravissime pene penderanno sul capo di coloro che cercheranno di riorganizzare ciò che la senatrice Merlin ha voluto distruggere. Le pene, dicevo, sono piuttosto grosse: carcere da due a sei anni, con molti motivi per raddoppiare il carcere e le multe». [Tamburrano 2008]

«Gli isterismi di vecchie dall’irrequieta menopausa»

• Un lettore a Epoca: «Il modo di vivere e l’organizzazione della società in Italia è ben diverso che in altri paesi dell’Onu: il parere dei medici forse non contava? Contavano di più gli isterismi pudibondi di vecchie dall’irrequieta menopausa?». [Bellassai 2006]

Le legge Merlin è sulla Gazzetta Ufficiale

• Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n.75: «Essa prevede l’abolizione immediata del sistema di regolamentazione della prostituzione, norme più severe contro lo sfruttamento della prostituzione stessa, nonché la chiusura su tutto il territorio dei postriboli entro sei mesi». [Bellassai 2006]

«È inammissibile che donne traviate siano schedate come bestie»

Lina Merlin indice una conferenza stampa per esporre «i fini ed i limiti della legge proposta nel l’ormai lontano 1948 ed illustrare quel che si sta facendo per consentire alle donne traviate di trovare una decorosa sistemazione»:«La mia legge non pretende di abolire la prostituzione e il vizio, antichi quanto il mondo: vuole solo abolire la regolamentazione statale della prostituzione che è immorale e indegna di un Paese civile. Non è ammissibile che le donne traviate vengano tesserate e schedate come le bestie: questo è contrario alla Costituzione e contrario alle norme che regolano l’ingresso di una nazione all’Onu (...) In ogni città d’Italia sono state istituite case di rieducazione e case di patronato sotto gli auspici del Comitato italiano per la difesa della donna (Cida). Le ex-prostitute vi troveranno un asilo confortevole e moderno, un ambiente sereno dove nessuno le costringerà a far penitenza. Se vorranno, potranno imparare un mestiere e in ogni modo avranno agio di riflettere con tranquillità sul loro futuro. Sia ben chiaro: nessuno le costringerà ad entrare in queste case di recupero, ed una volta entrate saranno liberissime di andarsene». Prima di lasciare la sala della conferenza, l’onorevole Merlin deve sostenere un vivacissimo contraddittorio: tra il pubblico sono infatti presenti alcuni «fieri oppositori della legge sull’abolizione delle case che hanno voluto inopportunamente manifestare a gran voce il loro dissenso. Ma Lina Merlin, con un’energia che smentisce l’età, ha saputo baldanzosamente tener testa a tutti: a un militare che continuava a ripetere “E i soldati come faranno?” ha detto spazientita: “Lei è anche un bel giovanotto, faccia la corte alle ragazze”». Ad una signora che dichiarava di esser contraria alla legge perché “al Sud gli uomini sono impetuosi e le donne riservate, mentre al Nord è un’altra cosa”, Lina Merlin ha risposto: “Basta con questi sciocchi pregiudizi sulla mascolinità degli uomini del Sud. Ringraziando Iddio i bambini nascono anche al Nord”». [S. C., Sta 29/6/1958]

Ex seminarista difende i casini: fa lo sciopero della fame

• Un ex seminarista di 25 anni, il sardo Franz Moro, fa sapere che per impedire la chiusura dei bordelli digiunerà fino al 20 settembre. L’uomo, che sta raccogliendo firme per indire un referendum popolare, ha anche pubblicato un volumetto dal titolo Messaggio agli italiani nella cui prefazione assicura di non essere mosso da motivi personali: «La mia opposizione alla legge Merlin si fonda su ragioni sanitarie, storiche, di costume. Ritengo inoltre che le ospiti di quelle case finiranno tutte sui marciapiedi in modo che sarà ancor più difficile proteggerle e salvaguardare nel contempo la pubblica moralità». [Sta., 10/7/1958]

L’ultima sera dei bordelli

• Lo scrittore Giovanni Comisso compie il suo «doveroso» pellegrinaggio, proprio la sera della chiusura, in un casino di una città veneta: «Nella sera del 19 settembre del 1958, giunsi alla porta aperta della Casa chiusa situata in una parte recondita della città... In quel momento sull’alto della scala apparve l’ultima signorina seguita dalla piccola serva... Un bianco vestito di merletto le scendeva stretto fino ai piedi con un breve spacco da un lato che lasciava intravedere una coscia nuda, bionda con i capelli ravviati come un diadema, nere le sopracciglia inarcate sugli occhi neri fissi e innocenti. Sembrava la bizantina Teodora e tutto si componeva come nel mosaico di Ravenna, con la serva sbalordita di fianco, la cassiera con le sue conchiglie d’oro al collo, più sotto, e la padrona con il pechinese in braccio più sotto ancora. E il nome di quella signorina, di quell’ultimo esemplare di un’epoca, non poteva essere diverso da quello che riassumeva tutta quell’epoca. Si chiamava Nadia». [Gianni Corbi, Rep. 4/2/1998]   


• Resse alle porte di “Borgo Tasso” a Parma, al “Superba” di Genova, al “Fiori Chiari” di Milano per l’addio. [Gianni Corbi, Rep. 4/2/1998]  

• I giornali della sera escono in edizione straordinaria. La zoppetta, la strillona di via del Tritone a Roma, va in giro gridando: «Edizione straordinaria! Chiusura de li casini. Da domani tutti a fasse le pippe». [LauraMambelli, Sergio Valentini Cds 23/9/1994]   

• Alla mezzanotte del 20 settembre vengono chiusi oltre 560 luoghi di piacere su tutto il territorio nazionale. [Laura Mambelli e Sergio Valentini, Cds 23/9/1994].

Quando i romani bussano ai casini già chiusi

• Il portiere di un albergo romano ricorda l’equivoco in cui caddero tutti i frequentatori dei bordelli capitolini: «Si sapeva che la legge Merlin sarebbe entrata in vigore il 20 settembre, ma nessuno aveva capito che l’ultima sera di apertura era il 19. La sera del 20 la strada si affollò di uomini con bottiglie di champagne tra le mani per festeggiare degnamente l’addio. Ma era troppo tardi: le case erano già chiuse e a loro non rimase che stappare le bottiglie in strada». [Laura Mambelli e Sergio Valentini, Cds 23/9/1994]