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 2017  ottobre 23 Lunedì calendario

Crispi vuole Trento e Trieste

• Stasera il presidente della Camera Francesco Crispi parte per un viaggio che lo porterà a Parigi, Londra, Berlino e Vienna. Obiettivo: un accordo che, nell’ambito delle spartizioni successive alla guerra russo-turca, porti Trento e Trieste all’Italia. Prima di salire in treno, Crispi è stato ricevuto dal re. «S. M. mi fece chiamare e stetti con lui lungamente. Era di buon umore, come al solito, quantunque Correnti che lo vide stamane alle 8 mi abbia detto di averlo trovato un po’ conturbato. Egli nulla spera da una combinazione in conseguenza della guerra d’Oriente. Crede anche lui che sia tardi e che non vi sia posto per noi. Cionondimeno mi raccomandò di fare tutto il possibile onde vedere di entrarci con qualche profitto» (lettera a Depretis). [Crispi1]

Il castello di Trento

Due giorni di viaggi per Crispi

• Francesco Crispi è arrivato in treno a Berlino, via Bruxelles. Viaggio di due giorni (per trattare la questione di Trento e Trieste).

Bismarck: «L’Italia si prenda l’Albania»

• Crispi è a Wildbad, la città dei bagni, dove viene ricevuto da Bismarck in una modesta casa alla destra del fiume. «Mi fecero salire al primo piano. Il principe era nel suo gabinetto, il cui uscio dà sul pianerottolo rimpetto alla scala. Nella camera erano poche sedie, un tavolo, una magnifica stufa di porcellana e, sdraiato a poca distanza dal padrone, un superbo cane. Sul tavolo era una piccola pistola col manico bianco. Aperta la porta, il principe si levò in piedi e mi venne incontro offrendomi la mano». I due discutono di parecchie cose, tra l’altro di un trattato commerciale tra Germania e Italia, e della possibilità che, in caso di guerra all’Austria, la Germania soccorra l’Italia. Sul punto della questione d’Oriente, Bismarck dice: «Se l’Austria prenderà la Bosnia, l’Italia si prenda l’Albania o qualche altra terra turca sull’Adriatico».

Cipro agli inglesi

• Attraverso una convenzione l’Impero Ottomano cede Cipro agli inglesi. Questa occupazione intacca il principio dell’integrità territoriale dell’Impero Turco, fortemente sostenuta finora dalla Francia. [Candeloro6]

Il Congresso di Berlino

• Congresso di Berlino, dove si discute la sistemazione dei territori dopo la vittoria russa sui turchi. Si tratta di stabilire il destino di Bulgaria, Romania, Bosnia, Serbia, Montenegro. La Francia, rappresentata dal ministro Waddington, è però irritata per lo sbarco inglese a Cipro. Il primo ministro tedesco Bismarck e i ministri inglesi Disraeli e Salisbury spiegano allora a Waddington che i francesi possono compensarsi in Tunisia. Bismarck tra l’altro spera che in questo modo Parigi gli lasci campo libero in Alsazia e Lorena. La conquista della Tunisia, contigua all’Algeria, si presenta facile. Inglesi e tedeschi aggiungono che sulla Tunisia potrebbe esserci però un interesse italiano.

Un dipinto del congresso di Berlino

L’Italia può puntare sulla Libia

• Il ministro degli Esteri francese, William Waddington, fa sapere all’Italia che la Francia non intende annettersi i territori del bey di Tunisi. A chiunque però tentasse di insediarsi in un qualunque punto della Tunisia, a qualunque titolo, si risponderà con le armi. Se l’Italia non è felice di questa scelta, rivolga la sua attenzione all’Albania o a qualche altro tratto della costa settentrionale africana. Sottintesi di questa nota (contenuta in una lettera all’ambasciatore a Roma, de Noailles): l’integrità dell’impero ottomano non ci interessa più; l’Italia, per quanto ci riguarda, può puntare sulla Libia.

Gli studi di Matteucci in Abissinia

• Salpa da Napoli la spedizione di Pellegrino Matteucci che vuole studiare possibili penetrazioni commerciali nello Scioa (Abissinia). A bordo anche Gustavo Bianchi, che fu sottotenente nella guerra del ’66 (III Guerra d’indipendenza).

Operazione Rubattino

• La compagnia Rubattino, con l’aiuto finanziario del governo, ottiene la concessione della ferrovia Tunisi-La Goletta. Irritazione francese: la mossa Rubattino è l’ultimo atto di una forte concorrenza, in Tunisia, tra il console italiano Macciò e il suo collega francese Roustan.