Sono passati quindici anni dall’ultimo censimento (era il 1936: una legge aveva stabilito la nuova cadenza, quinquennale), è finita la guerra che ha fatto saltare la consultazione del 1941: nel primo anno del decennio, come sempre, gli italiani sono chiamati a compilare il censimento generale della popolazione. Da quest’anno si torna alla cadenza decennale e anche il censimento delle abitazioni è accorpato a quello della popolazione.
Gli italiani al censimento del 1951 • Gli italiani residenti il
4 novembre 1951, data del nono censimento, sono 47.515.537 (presenti 47.158.738). Le donne sono il 51,1 per cento. [a]
• La popolazione a inizio anno è di 47,295 milioni. Il saldo naturale a fine anno (la differenza tra nati vivi e morti) è 377 mila. [a] [l]
L’Italia sta invecchiando
• La piramide delle età di quest’anno registra che l’Italia sta invecchiando. Nessuna delle tre classi d’età minori di 15 anni supera il 10% della popolazione.
• Gli italiani con meno di 5 anni sono il 9,1% della popolazione, quelli nella fascia d’età 5-9 anni l’8,2%, 10-14 l’8,9%, 15-19 l’8,5%, 20-24 l’8,6% , 25-29 l’8,4%, 30-34 il 6%, 35-39 il 7,2%, 40-44 il 7,1%, 45-49 il 6,1%, 50-54 il 5,3%, 55-59 il 4,5%, 60-64 il 4,0%, 65-69 il 3,2%, 70-74 il 2,4%, 75-79 l’1,5%, 80-84 lo 0,7%, 85-89 lo 0,3%. Per la prima volta la fascia 90-94 arriva alla soglia dello 0,1% con 25mila individui, percentuali inferiori allo 0,1% per le fasce 95-99 (4mila) e oltre. [a]
• Ci sono 31,4 italiani di 65 e più anni ogni cento italiani tra 0 e 14 anni (indice di vecchiaia pari al 31,4%). [a]
• Ci sono 52,3 italiani in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) ogni cento in età attiva (15-64 anni) (indice di dipendenza strutturale pari al 52,3%). [a]
Nati. I parti sono stati 877.432 (nati vivi e nati morti), di cui 10.794 doppi e 135 tripli. Nati in totale: 888.502, di cui 22.001 da parti plurimi (il 2,5%). I nati morti sono stati il 3,19% dei nati vivi, un dato in aumento rispetto a quello rilevato nel 1941 (2,96%). [l]
Morti. Maschi morti in totale 249.351, di cui 39.429 che avevano da 0 a 4 anni. Femmine, 232.560, di cui 33.492 da 0 a 4 anni. La mortalità infantile in dieci anni è crollata drasticamente (66,6 morti nel primo anno di vita ogni 1.000 nati vivi, nel 1941 erano stati 115,2 ), l’età media alla morte è di 65,7 anni per i maschi, 69,2 per le femmine. Si alza a 69,8 e 72,4 rispettivamente, se calcolata sulle età di morte dai 5 anni in poi. [l]
I maschi hanno una statura media di 167 centimetri
• L’altezza media dei maschi iscritti alla leva (considerando un’età di 18 anni) è di 167,46 centimetri. La quota degli alti un metro e 80 e oltre è del 3,4%, quella degli alti dai 155 ai 159 centimetri è del 9,8%. [b2]
Sposati quattro italiani su dieci
• Il 41,8% degli italiani è sposato. Quest’anno si sono celebrati 328.225 matrimoni, vale a dire 6,9 ogni mille abitanti, quasi un punto in più di quelli celebrati dieci anni fa (6,0 per mille nel 1941) ma ancora inferiori a quelli che si celebravano prima della guerra (7,3 per mille nel 1939). [a]
• Maschi sposati: 12.258 hanno fino a 21 anni, 70.961 21-24, 134.047 25-29, 85.761 30-39, 16.273 40-49, 8.898 50 e più.
• Femmine sposate: 72.442 hanno fino a 21 anni, 121.156 21-24, 87.588 25-29, 34.365 30-39, 8.925 40-49, 3.709 50 e più.
Separazioni. Le separazioni legali sono state 5.212: 11 ogni centomila abitanti. Quasi quattro volte in più di quelle di dieci anni fa (3,8 ogni centomila abitanti nel 1941).
Figli naturali, figli legittimi ed età delle mamme
• La quasi totalità dei figli nasce dentro al matrimonio: sul totale di 860.998 nati vivi i figli legittimi sono stati il 96,6%. La classe d’età più prolifica è quella tra i 25 e i 29 anni. Dati incerti per il gran numero di madri di età ignota, ben 8.927, per la maggior parte si tratta di donne che non hanno riconosciuto il figlio.
• Figli nati vivi: 93 da madri con meno di 15 anni, 30.689 da madri tra i 15 e i 19 anni, 202.273 tra i 20 e i 24, 279.677 tra i 25 e i 29, 160.836 tra i 30 e i 34, 125.034 tra i 35 e i 39, 49.464 tra i 40 e i 44, 3.943 tra i 45 e i 49, 62 da madri con più di 50 anni. [l]
Cambiano le famiglie: sono meno numerose
• Fra i nati vivi legittimi, 283.420sono il primo figlio, 121.846 il terzo, 72.791 il quarto, 5.569 il decimo. In dieci anni si è registrata una diminuzione sensibile del numero di figli dal quarto in poi. [l]
• Il numero medio di componenti per famiglia (dato dal rapporto tra la popolazione residente, escluse le convivenze, e il numero di famiglie) è sceso a quattro. Le famiglie con sei o più componenti raggiungono il 20,1% ma sono superate da quelle da 3 componenti (20,7%). Si sta affermando il nuovo modello di famiglia mononucleare composta da genitori e figli ma il vecchio modello è ancora abbastanza diffuso. Le famiglie composte da un solo membro sono il 9,5%, da due il 17,4%, da tre il 20,7%, da quattro il 19,0%, da cinque il 13,3%, da sei e oltre il 20,1%. [a]
La casa: più in affitto che di proprietà
• Le abitazioni in cui vivono gli italiani nel complesso sono 10.756.121. Il 40% è di proprietà, il 48,7% in affitto o subaffitto, l’11,3% è occupato ad altro titolo (uso gratuito, portieri, guardiani ecc.). [a]
L’Italia è più piccola
• L’Italia ha una superficie di 301.200 chilometri quadrati, inferiore a quella del 1936 (310.190 kmq). Nel 1947 l’Istria, Fiume, la Dalmazia (con le isole di Pelagosa, di Lagosta e di Cazza), territori annessi durante la Seconda guerra mondiale, sono state cedute alla Jugoslavia, l’isola di Saseno all’Albania. I comuni sono 7.810, i centri abitati 24.107 e qui vive il 75,9% della popolazione. La densità di popolazione aumenta a 157,8 abitanti per kmq. [a]
Tre città sopra il milione di abitanti
• Roma ha rafforzato il primato di città più popolosa d’Italia: è cresciuta moltissimo, di quasi mezzo milione di abitanti, nei quindici anni che ci separano dall’ultimo censimento. Dopo la capitale e Milano, anche Napoli ha superato il milione. Ecco gli abitanti dei grandi comuni (che costituiscono il 17,4% del totale della popolazione italiana):
Torino 719.300
Milano 1.274.245
Genova 688.447
Venezia316.891
Verona178.594
Trieste 272.522
Bologna 340.526
Firenze 374.625
Roma 1.651.754
Napoli 1.010.550
Bari 268.183
Palermo 490.692
Messina 220.766
Catania 299.629
Cagliari 138.539 [a]
Emigranti soprattutto in Svizzera
• Durante gli anni del
fascismo l’emigrazione italiana all’estero si era ridotta. Quest’anno il Commissariato generale dell’emigrazione registra 162.461 espatriati all’estero. Il paese che accoglie più Italiani è la Svizzera (66.040). Seguono Argentina (55.630), Francia – compreso il Principato di Monaco – (35.099), Canada (21.467), Australia (17.453), Stati Uniti (10.225), Brasile (9.183) e Germania (431). [l]
Detenuti
• A fine anno i detenuti sono 32.531in custodia cautelare, 14.597 in esecuzione della pena.
L’istruzione degli italiani nel 1951
• Per l’anno scolastico 1951-52 gli iscritti alla scuola elementare sono 4,443 milioni (2,344 milioni di maschi e 2,099 milioni di femmine), alle scuole medie e superiori 1,212 milioni (743 mila maschi, 469 mila femmine), all’università 227 mila (167 mila maschi, 60 mila femmine). [l]
• All’università il 22,2% degli studenti è iscritto a un corso di laurea a indirizzo letterario, il 16,9% giuridico, il 15,8% scientifico, il 15% medico, il 13,9% a Ingegneria, il 13,1% economico-statistico, il 3,1% agrario. [l]
Analfabeti. Il numero di analfabeti è 5.456, il 12,9% della popolazione. Il Sud e le Isole sono le zone d’Italia più colpite dal fenomeno (rispettivamente il 24,6% e il 24%) . Il Nord-Ovest invece ha il dato più basso (2,8% della popolazione), seguito dal Nord-Est (6,3%). Il Centro (11,5%) è in linea con la media nazionale. [a]
Il lavoro degli italiani nel 1951
• Occupati, disoccupati (anche i temporaneamente inabili al lavoro) e le persone in cerca di prima occupazione (la “popolazione attiva”) sono 20,672 milioni (15,401 milioni i maschi, 5,271milioni le femmine). [a, b]
• Il 42,2% della popolazione è occupata nell’agricoltura (il 42,5% dei maschi e 41,4% delle femmine). Nell’industria è occupato il 32,1% (il 33,5% dei maschi e il 28,0% delle femmine). Il terziario, che occupa il 25,7% della popolazione, è il settore dove è occupato il minor numero di maschi (il 24,0% dei maschi occupati) e il maggiore di femmine (il 30,6) [a, b1]
• La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria è la Lombardia (53%) . Stacca di dieci punti la seconda, il Piemonte (43,3%), segue la Val d’Aosta con il 41,9%. La più alta percentuale di occupati in agricoltura è in Basilicata (73,2%), seguita dalla Calabria (63,3%). I servizi sono maggiormente diffusi in Liguria (43,1%) che supera addirittura il Lazio (41,3%). [a, b1]
La produzione agricola nel 1951
• Quest’anno sono stati prodotti: 69 milioni e 620mila quintali di frumento, 27,483 milioni di quintali di granoturco, 7,500 di riso, 5,096 di avena, 2,704 di orzo.
• Altri prodotti (in migliaia di quintali):
Patate: 26.684
Pomodori: 12.526
Barbabietola da zucchero: 59.609
Olive: 21.476
Olio d’oliva: 3.717
Arance: 4.997
Limoni: 2.981
Tabacco: 795
Vino: 49,761 milioni di ettolitri [l]
Bestiame. I bovini sono 8 milioni e 395mila, gli ovini e caprini 12,397 milioni, i suini 3,512 milioni, gli equini 1,935 milioni. [l]
• Macellati: 1 milione 804mila bovini, 5,841 milioni di ovini e caprini, 3,665 milioni di suini, 145mila equini, 786mila quintali di pollame e 486mila di conigli e selvaggina.
• Prodotti: 3,009 milioni di quintali di uova, 61,606 milioni di quintali di latte (di cui 22,796 destinati al consumo diretto), 508mila quintali di burro, 3,422 milioni di quintali di formaggio. E poi 16.174 tonnellate di bozzoli, 15.526 tonnellate di lana sucida (da lavorare).
• Pesce pescato: 2 milioni e 133mila quintali (compresi molluschi e crostacei). [l]
L’industria dell’auto supera i 100mila pezzi prodotti
• L’industria dell’automobile ha superato per la prima volta quest’anno le 100mila unità. Prodotte 118.287 autovetture e 29.905 altri autoveicoli (camion, furgoni, autobus ecc.). Varate 261 navi per 123.514 tonnellate di stazza.
• Prodotte 231.028 tonnellate di filati di cotone e 168.142 di tessuti di cotone, 1.215 tonnellate di seta greggia.
Import-export. Importazioni per un valore pari a 1.354 miliardi di lire (699 milioni di euro correnti), esportazioni pari a 1.029 miliardi di lire (531 milioni di euro), con un saldo negativo pari a 325 miliardi di lire (167 milioni di euro). L’Italia ha importato soprattutto frumento (15,571 milioni di quintali), carbon fossile e coke (110,360 milioni di quintali), ferro e acciaio lavorati (3,332 milioni di quintali). Ha esportato agrumi (3,436 milioni di quintali), vini e vermut (980mila hl), formaggi (153mila quintali), tessuti di cotone (372mila quintali). [l]
Nove auto ogni mille abitanti
• La rete stradale italiana è di 170.563 chilometri, di cui 479 di autostrade (gli stessi del 1938) e 21.256 di strade statali.
• Sulle strade italiane circolano 425.283 automobili (tante risultano aver pagato la tassa automobilistica). Sono 9 ogni mille abitanti. [i]
In treno. La rete ferroviaria si sviluppa su 21.711 chilometri (di cui 5.357 in concessione). Il traffico ferroviario ha registrato quest’anno 348,870 milioni di passeggeri e 42,904 milioni di tonnellate di merci caricate. [d]
In aereo. Passeggeri in arrivo quest’anno negli aeroporti italiani: 269.555. In partenza: 271.955.
In nave. Nei porti italiani sono sbarcati 3 milioni e 220mila passeggeri, di cui 159mila arrivati da porti esteri. Se ne sono imbarcati 3 milioni e 298mila, di cui 260mila per porti esteri. [l]
Il valore della lira nel 1951
• Coefficiente di rivalutazione della moneta: 30,886 (il coefficiente indica di quante volte occorre moltiplicare i valori monetari del 1951 per riportarli al valore del 2010. Per la conversione in euro bisogna dividere l’importo in lire per 1.936,27).
• In Italia circola denaro per un totale di 1.111 miliardi e 879 milioni di lire (equivalenti a 574,237 milioni di euro correnti, rivalutabili a 17,736 miliardi di euro del 2010): 1.109 miliardi e 717 milioni di lire in banconote, 2 miliardi e 162 milioni in monete. [e]
Prezzi. Prezzi medi al consumo, al chilo, di alcuni prodotti del comparto alimentare. Valori in lire dell’epoca, tra parentesi in euro del 2010.
Pane: 116 (1,85)
Pasta: 183 (2,92)
Riso: 168 (2,68)
Patate: 44 (0,70)
Carne bovina: 999 (15,94)
Carne suina: 868 (13,85)
Burro: 1.148 (18,31)
Zucchero: 264 (4,21)
Caffè: 1.789 (28,54)
Latte: 70 (1,12) al litro
Olio d’oliva: 522 (8,33) al litro
Vino: 97 (1,55) al litro
Uova: 33 (0,53) al pezzo [f]
• L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati è aumentato quest’anno del 9,7% rispetto al 1950.
• Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, considerato come base pari a 1 il 1913: 231,260. [f]
Banche. Gli istituti di credito hanno fatto prestiti per 2.586 miliardi e 856 milioni di lire (equivalenti a 1 miliardo e 336 milioni di euro correnti, rivalutabili in 41,263 miliardi di euro del 2010), hanno titoli in portafoglio per 736,272 miliardi di lire, azioni e partecipazioni per 22,466 miliardi. Tra le passività: 2.828,890 miliardi di lire in depositi, 301,330 miliardi in obbligazioni emesse, 93,299 miliardi in capitale e riserve. [e]
Le temperature di un anno
• Temperatura media giornaliera e, tra parentesi, valore medio delle massime e delle minime (in gradi centigradi) in alcune città:
Milano 14,2 (17,7 - 10,6)
Roma 16,3 (20,3 - 12,2)
Napoli 16,6 (20,3 - 12,9) [g]
Fonti: tutti i dati sono ricavati dalle Serie storiche dell’Istat, consultabili on line (seriestoriche.istat.it). In particolare:
[a] Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 1951
[b1] Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio
[b3] Ministero della Pubblica istruzione
[c] Direzione generale della marina mercantile
[d] Ferrovie dello Stato
[e] Banca d’Italia
[f] Direzione generale del lavoro
[g] Ufficio centrale di meteorologia ed ecologia agraria
[i] Automobile club d’Italia
[l] Istat
(a cura di Roberto Raja e Gregorio Taccola)