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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Torino 22 gennaio 1936. Politico. Laureato in Estetica con Luigi Pareyson. Eletto alla Camera nel 1976, 1979, 1983, 1987, 1992 (Partito liberale italiano, ne fu segretario dal 1976 al 1985 e presidente fino allo scioglimento nel 1993). Al Senato nel 2006 (Margherita). Ministro dell’Ecologia nel Craxi I (1983-1986), dell’Industria nel Craxi II (1986-1987), della Difesa nei governi Goria e De Mita (1987-1989). Dal 1990 al 1991 fu sindaco di Torino. «La libertà non è mai illibata».

• «Il recupero di peso politico ed elettorale, che la sua segreteria produce dopo il ’76 all’esausto Partito liberale, ha il suo punto di forza nella netta opposizione all’incontro tra la Dc e il Pci. Il Pli di Zanone si schiera contro il governo di unità nazionale a cui aveva lavorato Aldo Moro (rapito dalle Br proprio il giorno in cui la Camera doveva votare la fiducia al governo Andreotti)» (Il Foglio).

• Alle politiche del 2008 non si ricandidò, dopo che Veltroni aveva fissato in 15 anni il massimo di anzianità per i parlamentari del Pd («sono uno abituato a rispettare le regole, anche quando non mi convincono del tutto»). Ma non si è ritirato dalla politica: «Continuerò a farla, a impegnarmi, come del resto ho fatto, tra il 94 e il 2006: ho fondato l’Ulivo, ho partecipato alla nascita della Margherita e poi del Pd» (a Gino Li Veli). Nel 2010 ha aderito all’Api di Rutelli.
• «È stato uno dei più noti esponenti di quell’altra parte del mondo liberale che è passata all’anti berlusconismo. Ma anche lui poi è uscito di scena» (Maurizio Stefanini).
• «Della mia fine non posso ancora darle notizie complete, per ora ho soltanto prenotato il posto nel Giardino Antico del crematorio di corso Novara, sotto il busto di mio nonno (…) Una nostalgia soltanto, quella del futuro che si accorcia» (a Niccolò Zancan) [Sta 19/12/2010].
• «Relatore abituale nelle Gran Logge e studioso, tra l’altro, di Agostino Depretis e del suo trasformismo, termine con una cattiva fama, ma secondo lui “incontro patriottico della componente moderata e di quella democratica dell’Ottocento borghese”» (Alberto Statera).
• «Quella era una loggia di professionisti. Feci una serie di conferenze sul divorzio. Ho detto tutto a Tina Anselmi. Mi chiamò come testimone, lesse il mio giuramento rituale (sogghigna ancora, ndr), che suonava molto... settecentesco. E mi fece la sua stessa domanda: “perché s’è iscritto”? Dissi: “perché volevo evitare che i massoni votassero tutti per la Democrazia cristiana!”» (a Goffredo Buccini) [Cds 19/6/2010].
• Presidente dell’Associazione Piemontesi a Roma. Con Torino ha lo stesso rapporto «che un geranio ha con il suo vaso. Anche se ci vengo soltanto un paio di volte al mese. Succede con Torino come con le signore: se vuoi restarne innamorato, non devi starle sempre addosso».
• Sposato, ha conosciuto la moglie ai tempi del liceo.