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 2017  agosto 20 Domenica calendario

Checco Zalone

Biografia di Checco Zalone

• (Luca Pasquale Medici) Bari 3 giugno 1977. Comico-cantante-attore. «Mi chiamo come mio nonno, capostazione, sosia di Terence Hill e convinto mignottaro».
• Gavetta a Telenorba (emittente locale pugliese), poi comincia a farsi conoscere con Zelig, le imitazioni e le canzoni. Autore, tra le altre, di Siamo una squadra fortissimi (con la i finale), inno trash (cult) trasmesso da Radiodeejay per i Mondiali di calcio 2006 («Dacci tanti orologi agli albitri internazionali/ si no co’ cazzo che vinciamo i mondiali» ecc). Tre film campioni al botteghino.
• Laureato in Giurisprudenza, ha un passato da pianista jazz, poi la notorietà con Zelig (tra i suoi personaggi più noti le parodie di Carmen Consoli, Nichi Vendola, Giuliano dei Negramaro, Vasco Rossi, Saviano, ecc.).
• «“Il colpo di culo che mi ha cambiato la vita è stato il provino di Zelig. Cantante neomelodico, cafonissimo, in scena con una tremenda maglietta rosa aderente. Sul palco faccio un numero che a Bari ripetevo spesso e non faceva ridere nessuno: ‘Un bacione alla casa circondariale di Trani con gli auguri di una presta libertà’ (…). Gino e Michele mi prendono da parte: ‘Che fai nei prossimi mesi?’. ‘Ho la pratica per diventare avvocato’. ‘Annulla tutto, non prendere impegni per un anno’. Un sogno”.
Tutto facile? “Io comincio a fare avanti e indietro tra la Puglia e la Lombardia, mantenuto dai miei e senza una lira in tasca, per sostenere i provini. Il 23 luglio del 2004 dopo essere sceso dal Milano-Bari in un giorno di caldo infernale, zanzare e bestemmie, trovo mio padre: ‘Mo’ mi hai rotto i coglioni, non c’ho più soldi, sto andando sotto in banca, falla finita’. Imbarazzatissimo, vado dal produttore: ‘Non posso più venire’. Senza fiatare, mi stacca un assegno da 5.000 euro. Mi sembrò Dio. Chi cazzo li aveva mai visti 5.000 euro? Ne prendevo 50 a serata per fare il piano bar, mi pagavo la benzina e a volte mi toccava vestirmi pure da babbo Natale”» (a Malcom Pagani).
• Ha pubblicato i dischi: …Se non avrei fatto il cantante (2006) e Se ce l’ho fatta io… ce la puoi farcela anche tu (2007), Cado dalle nubi (2009), Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013).
• Nel 2007 ha condotto con Amadeus Canta e vinci (Italiauno): «Pare un po’ stordito, fuori posto, e non fa ridere» (Aldo Grasso).
• Poi, nel 2009 esce il suo primo film, Cado dalle nubi (Gennaro Nunziante alla regia) ed è un trionfo, con un incasso di 14 milioni di euro. Il secondo film (Che bella giornata, 2011, sempre di Nunziante) va ancora meglio: dopo soli dodici giorni di programmazione batte il precedente e incassa 31 milioni, superando il record di La vita è bella di Roberto Benigni. «Sole a catinelle (la sua terza pellicola del 2013, ancora di Gennaro Nunziante – ndr) con i suoi 52 milioni di euro è il maggiore successo del cinema italiano e il terzo in assoluto (dopo Avatar e le due uscite di Titanic del 1998 e del 2012). Il cinema italiano respira. Qualcuno le ha detto grazie? “A me personalmente no. Inutile essere ipocriti, c’è una competizione forte che rasenta l’invidia, ma che io accetto. Addirittura a volte sono invidioso di me stesso, io mi scindo spesso fra Luca e Checco e questo Checco mi sta cominciando a stare sulle p...”». (Barbara Mosconi) [Sec 12/02/2014].
• La critica storce il naso. «Un 50% degli intellettuali italiani ha criticato il film o meglio ha avuto da ridire sulla sproporzione tra la qualità del film è il successo riscosso». «Per me conta solo che la gente sia andata a vedere i film, che li abbia apprezzati, che non siano stati un flop». «Detesto gli artisti che fanno finta che (i soldi - ndr) non contino. La prima volta che ho visto un set mi è preso un colpo. 70 persone, 70 famiglie, 70 bocche da sfamare. A qualsiasi uomo di coscienza il dubbio verrebbe: “Chi cazzo li paga questi qui?”».
• «“Il film di Zalone com’è? Fa ridere? Merita l’incasso stramilionario? Lo devo proprio vedere?”. I nemici di Checco Zalone danno battaglia (persa) perché siamo di fronte a un successo meritato. Dopo Cado dalle nubi e Che bella giornata Zalone ha portato in giro per l’Italia uno spettacolo, il Resto umile World Tour, e poi nessuno l’ha più visto. Non ha fatto l’ospite di giro in tv. Non ha fatto dichiarazioni sul bestiario della politica, sulla crisi economica, sulla violenza domestica, sul video di Miley Cyrus, sui tweet di Matteo Renzi. Checco Zalone ha fatto il suo mestiere, lavorando e imparando dai grandi. Solo un paio di nomi: Alberto Sordi, un altro che non si faceva illusioni sugli “italiani brava gente”, e Sacha Baron Cohen (…). C’è stata anche la polemicuccia morale a firma Michele Serra e Selvaggia Lucarelli. Il teatrante del Vajont Marco Paolini – in “Sole a catinelle” fa una piccola parte con sciarpetta al collo da industriale illuminato – ha sentito il bisogno di preservare la propria verginità artistica dichiarando: “E’ stato un lavoro come un altro”. Succede, quando si fanno film che piacciono alla gente che non piace» (Mariarosa Mancuso) [Fog 23/11/2013].
• «Qual è la cosa che le dà più fastidio? “Sentirmi ripetere che sono ‘l’uomo del momento’. Perché il momento, prima o poi, passa, e ancora non ho un piano B. Di sicuro so che a 50 anni non farò il comico. A quell’età si inizia a essere tristi, la scorreggia diventa patetica, e io le corde drammatiche non le ho. Potrei aprire un ristorante, dedicarmi alla produzione, cinematografica o musicale. Sono anni che tento di scrivere canzoni serie: purtroppo mi scappa sempre la cazzata» (ad Andrea Scarpa).
• Fidanzato con Mariangela Eboli (qualche cameo nei suoi film), una figlia Gaia nata nel 2013.
• «Sono l’unghia del mignolo di Totò».