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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• (Wilhelmine Schett) San Candido (Bolzano) 31 maggio 1937. Vedova di Piergiorgio, per anni immobilizzato da una malattia che gli permetteva di muovere solo le palpebre, che dopo aver a lungo rivendicato il diritto di morire fu infine accontentato il 21 dicembre 2006, 5 giorni prima di compiere il 61° compleanno (vedi Mario Riccio). Polemiche perché gli fu negato il funerale religioso (vedi Camillo Ruini): «Quanti cattolici non perdonano alla Chiesa quel funerale negato».
• Nozze il 5 gennaio 1980. «Quando si sono sposati, la malattia di Piero gli aveva già rovinato l’uso delle gambe ma non certo tolto il sorriso e quella voglia di vivere che Mina ha potuto godere nell’intimo, fin dal primo momento che lo ha visto. “Io e Piero ci siamo conosciuti dentro un ospedale. Piero era lì per alcune sue cure, io per assistere un parente”. Mina aveva quasi quarant’anni, Piero una manciata di anni in meno: il colpo di fulmine li ha portati all’altare in un batter d’occhio. Mina non ha mai avuto paura di quella malattia dal nome cattivo e dall’esito ineluttabile: distrofia muscolare progressiva» (Alessandra Arachi).
• «Piero scriveva e lavorava, parlava, mangiava. Era attivo. Nel 2002, poi, ha cominciato la sua battaglia per l’eutanasia».
• Nel 2008 candidata a Roma con i Radicali (non eletta).
• È copresidente dell’Associazione Luca Coscioni.