Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Siena 22 aprile 1947. Poeta. Con Preghiera del nome (1990) vinse il Viareggio-Rèpaci. «Il poeta è colui che pone al centro della propria esistenza ciò che non si spiega».
• Laureato in Giurisprudenza e più tardi in Pedagogia, ha svolto per qualche tempo attività giornalistica, per poi dedicarsi, dal 1978, a quella psicoanalitica. Tra le raccolte poetiche, Silenzio dell’universo (Einaudi 1999), Poesie 1967-2002 (Mondadori 2003), La forma della vita (Einaudi 2005), Credere all’invisibile (Einaudi 2009), Infinita fine (Einaudi 2012); tra i saggi, Il sogno dell’interpretazione. Una critica radicale dell’ideologia psicanalitica (2006), L’autonomia della psicoanalisi (2008), entrambi per Costa & Nolan.
• «Viviani comincia (L’ostrabismo cara, 1973) con un’operazione di radicale decostruzione linguistico-semantica. Meglio di quanto possa fare io, lo disse qualche anno più tardi (1977) Antonio Porta: “Viviani è, tra i poeti, quello che agisce con più determinazione, è il più eversivo, forse l’unico che sappia, oggi, proseguire il discorso dada (assolutamente attuale) con estremo rigore...”. Negli anni successivi c’è stata nella ricerca di Viviani, più che una serie di rotture di continuità, una lenta ma costante traslazione di esperienze e di forme» (Alberto Asor Rosa).
• «Frasi logore: “Mi interessa Internet / perché lì si possono creare cose”. E pensieri sublimi, aforismi: “L’affidamento non è incoscienza, / ma è conoscenza”. E invettive: “Questi pragmatici, lombardo veneti, / che dicono di costruire e invece distruggono”. Trasparenza del racconto e densità del pensiero, flusso e coagulo. Basso e alto, fare e pensare, costruire e annientare. Attraversare i luoghi più vicini come fossero passaggi assoluti. Prestare ascolto ai rumori dell’oggi cercando di recuperarli al silenzio dell’universo. Seguire gli “intrecci di animo e materia”. Preghiera verso l’assoluto e fedeltà alla terra» (Paolo Di Stefano).