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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

Castelnuovo Berardenga (Siena) 15 luglio 1953. Banchiere. Ex direttore generale del Monte Paschi (fino al gennaio 2012).
• Cattolico, militanza nella Dc da giovane, a 19 anni entra in Monte Paschi, dove percorre tutti i gradini: lavora nelle filiali e nella sede centrale, guida l’attività commerciale, è al fianco di due direttori generali storici, Carlo Zini e Divo Gronchi, promosso vicedirettore generale nel 2000, continua sotto la gestione di Vincenzo De Bustis fino alla direzione generale il 26 maggio 2006 al posto di Emilio Tonini, che gli lascia in eredità il record di utili (790 milioni) del 2005. Si è dimesso il 31 dicembre del 2011, pressato dai deludenti risultati dell’istituto, con una buonuscita di 5,6 milioni (tra retribuzione, bonus e trattamento di fine rapporto).
• «Dietro le dimissioni di Vigni e poi pochi mesi dopo di Giuseppe Mussari, ci fu la moral suasion della Banca d’Italia, che chiese esplicitamente alla Fondazione senese, azionista di maggioranza della banca, di operare una “discontinuità immediata del management”: in pratica, di costringere alle dimissioni i due dirigenti che avevano pensato, condotto ed effettuato sia l’acquisizione di Antonveneta sia l’acquisto dei famosi derivati Alexandria e Santorini» (Alessandro Plateroti).
• Una prima inchiesta della procura di Siena nel maggio 2012 lo vide indagato per aggiotaggio, ostacolo agli organi di vigilanza e falso in prospetto per l’acquisizione di banca Antonveneta. Fu accusato poi di falso in bilancio, ostacolo alla vigilanza, appropriazione indebita e associazione a delinquere nel secondo filone dell’inchiesta sulle operazioni in derivati e sulle ristrutturazioni dei vecchi finanziamenti.
• «Io non mi sono arricchito né sono scappato, ho lavorato 40 anni. Sono figlio di contadini. Certo ho una bella casa ma tutto qui, non sono né alle Bahamas né da altre parti» (Fabrizio Massaro).
• Vive con la famiglia a Castelnuovo Berardenga, in un casale affacciato sulle colline senesi.