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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

TAV Torino-Lione

Lorenzo Necci annuncia la nascita del Tav

• Lorenzo Necci, amministratore straordinario dell’Ente Fs, traccia nel corso di un’audizione davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato l’architettura della società finanziaria per l’alta velocità ferroviaria: nome definitivo Tav (treno alta velocità), capitale iniziale di 100 miliardi di lire, l’Ente sarà azionista di riferimento con almeno il 40% del capitale, il resto verrà da 11 soci bancari (Indosuez, Crédit Lyonnais, Banco di Napoli, Cariplo, Crediop, San Paolo di Torino, Credito Italiano, Comit, Bnl, Bancoroma, Deutsche Bank).

Al Politecnico di Torino il rumore della Tav

• Al Politecnico di Torino, in un convegno organizzato dall’associazione Habitat (tecnici, medici, professionisti, operai, docenti del Politecnico, sindaci e amministratori della Val di Susa) viene fatto ascoltare il rumore dei treni ad alta velocità che dovrebbero collegare Torino e Lione.

Trasporti, fissati a Creta nove “Corridoi paneuropei”

• A Creta (Grecia) si conclude la seconda Conferenza Paneuropea dei Trasporti (inizio dei lavori il 26 marzo): vengono individuati 9 “corridoi” sui quali nei prossimi 10-15 anni andranno concentrati gli investimenti. L’Italia è interessata dal “Corridoio 5”: Venezia-Trieste/Capodistria-Lubiana-Maribor-Budapest-Uzzhorod-Lviv-Kiev.

Publio Fiori: «Cento miliardi per l’Alta Velocità»

• Il ministro dei Trasporti Publio Fiori annuncia lo stanziamento di 100 miliardi di lire per la realizzazione delle linee ferroviarie ad alta velocità: «Il vero problema, adesso, è la Torino-Lione dove dobbiamo cominciare la progettazione e pensare al finanziamento, visto che solo a noi italiani servono 5.000 miliardi». E poi: «È una grande partita politica che stiamo giocando e che bisogna vincere. In caso contrario già dai prossimi anni rischiamo di vedere tutto il traffico ferroviario concentrato nel Nord dell’Europa e di esserne tagliati fuori insieme con i Balcani».

L’Europa approva la Torino-Lione

• Il consiglio europeo di Essen (Germania) inserisce tra i 14 progetti prioritari per il continente quello per la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, che lungo la direttrice Lione–Trieste–Capodistria–Divača–Lubiana–Budapest–confine ucraino completerà il “corridoio” n. 5 fissato dalla Conferenza di Creta del marzo 1994.

A Firenze la prima manifestazione antiTav

• A Firenze si svolge la prima manifestazione delle associazioni contro l’Alta velocità ferroviaria.

Bussoleno, molotov contro trivella Tav

• Nella notte vengono lanciate due molotov contro una trivella posta nei pressi di Bussoleno (Torino) per verificare la conformazione del sottosuolo. Danni per un centinaio di milioni di lire, sul posto vengono tracciate scritte contro l’Alta velocità ferroviaria.

Bruzolo, No Tav bruciano cabina elettrica

• All’altezza di Bruzolo (Torino) viene data alla fiamme una cabina elettrica disattivata della linea ferroviaria Torino-Modane. Lievi i danni, vengono lasciate scritte murali contro il Tav.

Nuova azione dei No Tav a Crotte di Chianocco

• In borgata Crotte di Chianocco (Torino), accanto alla strada provinciale, viene gettato liquido infiammabile sulle parti elettriche e sul quadro dei comandi di una trivella: danni per una ventina di milioni di lire, sul luogo vengono tracciate scritte contro il Tav. Il pubblico ministero Maurizio Laudi, incaricato delle indagini, indica gli anarchici come possibili autori dei sabotaggi.

A Mompantero, i No Tav contro le trivelle

• Nei pressi di Mompantero (Torino) viene fatto saltare un generatore di corrente di un cantiere dove sta operando una trivella: danni per una trentina di milioni di lire, sul posto vengono lasciate scritte contro il Tav.

No Tav, bruciata trivella a Moetto

• In località Moetto (Torino) viene bruciata una trivella per le prospezioni: danni complessivi per circa settanta milioni di lire.

Un flop la manifestazione contro gli attentati No Tav a Bussoleno

• A Bussoleno (Torino) si tiene una manifestazione organizzata da partiti, sindacati e Chiesa per protestare contro gli attentati all’Alta velocità: sfilano amministratori comunali ed esponenti di partito, la gran massa dei valsusini rimane a casa. I giornali locali parlano di «pochi cittadini che hanno risposto all’appello lanciato dalle istituzioni».

Arrestati Silvano Pelissero, Edoardo Massari e Maria Soledad Rosas

• Gli anarchici Silvano Pelissero, Edoardo Massari (detto Baleno) e Maria Soledad Rosas (argentina, detta Sole) vengono arrestati con l’accusa di appartenere all’organizzazione eco-terrorista “Lupi Grigi”, responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità Torino-Lione.

No Tav, Edoardo Massari suicida in carcere

• L’anarchico Edoardo Massari detto “Baleno”, 35 anni, arrestato il 5 marzo insieme a Silvano Pelissero e Maria Soledad Rosas con l’accusa di far parte dell’organizzazione eco-terrorista “Lupi Grigi”, responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità Torino-Lione, muore suicida nel carcere torinese delle Vallette.

No Tav, si suicida anche Maria Soledad Rosas

• L’anarchica argentina Maria Soledad Rosas detta Sole, 24 anni, arrestata il 5 marzo insieme a Silvano Pelissero ed Edoardo Massari con l’accusa di far parte dell’organizzazione eco-terrorista “Lupi Grigi”, responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità Torino-Lione, muore suicida nella comunità “Sottoiponti” di Bene Vagienna, dove sta scontando gli arresti domiciliari. Massari, suo compagno, si era suicidato il 28 marzo.

Pietro Lunardi e Jean-Claude Gayssot d’accordo per la Torino-Lione

• Il governo italiano e quello francese accettano il programma 2001-2012 per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione. I ministri dei Trasporti, Pietro Lunardi e Jean-Claude Gayssot, inviano una nota alle rispettive Commissioni intergovernative in cui per la prima volta vengono fissate date precise per dare il via ai lavori: progetto esecutivo entro il 2004, partenza dei cantieri nel 2005, completamento  entro il 2012.

Marcia No-Tav a Borgone a Bussoleno (Val di Susa)

• Quindicimila persone marciano da Borgone a Bussoleno (Torino) contro l’alta velocità ferroviaria. Alida Benetto, sindaco di Bussoleno, avverte: «Questa marcia è stata una grande lezione di democrazia, tutti d’ora in poi dovranno capire che prima di entrare nella nostra valle con nuove devastanti infrastrutture dovranno avere anche il consenso delle amministrazioni locali».

Nuova marcia anti-Tav da Susa a Venaus

• Uomini di chiesa, agricoltori, famiglie, scolaresche, un paio di bande municipali e un folto gruppo di sindaci, da Venaria a Moncenisio, partecipano a una marcia anti-Tav da Susa a Venaus (tutti i comuni fanno parte della provincia di Torino).

No Tav, fermati i sondaggi in Val di Susa

• “I No Tav” della Val di Susa fronteggiano per ore la polizia in assetto da guerriglia urbana e riescono a fermare i sondaggi sui terreni alle pendici del Roccia Melone, propedeutici ai cantieri dell’alta velocità ferroviaria. Le proteste iniziano in mattinata con lo stop ai treni sulla linea ferroviaria internazionale Torino-Modane (bastano alcune decine di persone sui binari alla stazione di Bussoleno), la situazione precipita verso mezzogiorno quando a Mompantero le forze dell’ordine cercano di rimuovere il blocco dei manifestanti (un migliaio guidati da sindaci e assessori di vari comuni della provincia di Torino) che cercano di impedire l’accesso ai luoghi dei sondaggi. Sette persone vengono portate all’ospedale di Susa (tra loro una vigilessa e un carabiniere, tutti vengono dimessi dopo le medicazioni del caso). Una decina di denunce per violenza a pubblico ufficiale, gli ultimi scontri si verificano alle 17.30, in serata i manifestanti lasciano spontaneamente i presidi e la Polizia riprende il controllo della zona.

Anti-Tav, “bomba” e fiaccolata

• All’una di notte, sulla statale 25 del Moncenisio tra Susa e Giaglione (provincia di Torino), grazie a una segnalazione telefonica anonima viene trovato un candelotto contenente 200 grammi di esplosivo da cava sistemato in un contenitore da videocassetta: l’ordigno è privo di innesco e dunque innocuo, secondo gli inquirenti si tratta di un gesto dimostrativo legato alla forte tensione che esiste nella zona contro la progettata linea ad alta velocità Torino-Lione. In serata quindicimila persone manifestano la loro contrarietà al progetto con una fiaccolata da Mompantero a Susa.

Val di Susa, ottantamila contro l’Alta velocità

• Convinte che la ferrovia superveloce Torino-Lione possa ancora essere bloccata, decine di migliaia di persone (50-80mila) partecipano allo sciopero generale indetto in Val di Susa e marciano da Bussoleno a Susa (Torino).

La Torino-Lione: Pro, contro e perché

• La Torino-Lione è un collegamento che rientra nei 30 progetti «Ten» dell’Unione Europea. [1] Sergio Romano: «Fra le vie di comunicazione progettate dall’Ue, ve n’è una che interessa particolarmente l’Italia. il corridoio n. 5, destinato a collegare Venezia, Trieste, Capodistria, Lubiana, Budapest, Uzgorod, Leopoli, con ramificazioni per Zagabria, Sarajevo, Bratislava. Se i treni Tav ci collegheranno alla rete francese, la Valle Padana sarà al centro di un grande sistema viario e ferroviario per i mercati ”maturi” dell’Europa occidentale e quelli molto promettenti dell’Europa danubiano balcanica. Se le linee piemontesi verso la Francia rimarranno quelle d’oggi, le merci e i servizi passeranno invece a nord delle Alpi». [2] Andrea Pininfarina, vicepresidente di Confindustria: «Stiamo parlando di un futuro distante quindici, vent’anni: con la crescita del commercio mondiale senza ferrovie veloci a quella data la penisola sarà diventata un’isola» [Leggi tutto l’articolo uscito sul Foglio del Lunedì]

Blitz contro i No-Tav di Venaus

• Nella notte le forze dell’ordine irrompono nel presidio No-Tav di Venaus (Torino) per porre fine all’occupazione dei terreni su cui dovranno essere allestiti i cantieri per la linea ferroviaria Torino-Lione (una ventina di feriti).

Mario Virano presidente dell’Osservatorio sull’Alta velocità

• A Roma si svolge la seduta inaugurale dell’Osservatorio tecnico sulla linea ad alta velocità Torino-Lione istituito dal governo dopo gli scontri di Venaus del 6 dicembre 2005 tra manifestanti e forze dell’ordine. Alla presidenza è nominato l’architetto Mario Virano.

Loyola de Palacio: «l’avvio della Tav slitta al 2010»

• Loyola De Palacio, coordinatrice dell’Ue per il corridoio n. 5, presenta in prefettura a Torino, davanti a una cinquantina di sindaci dei comuni della Val di Susa, il rapporto europeo sull’Alta Velocità redatto dai cinque saggi comunitari: «Per completare studi e approfondimenti sulla Tav abbiamo davanti quattro anni. L’orizzonte di avvio dei cantieri potrebbe essere il 2010».

Troppo facile dare la colpa ai no-Tav

Loris Dadam scrive a Lucia Annunziata su La Stampa: «Leggo sull’ultimo numero dell’Economist che i principali operatori ferroviari europei (fra i quali non v’è l’Italia) hanno costituito un’alleanza, chiamata Railteam, per la gestione coordinata della rete ferroviaria europea ad alta velocità. Sul sito www.railteam.eu compare una cartina della rete gestita, dalla quale risulta che già oggi l’attraversamento Est-Ovest dell’Europa avviene al di sopra delle Alpi». [Leggi tutta la lettera e la risposta]

Torino-Lione, Virano: tracciato entro giugno

• Confermato dal governo nonostante avesse messo a disposizione il suo incarico, Mario Virano, capo dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, fa sapere che lo stato di avanzamento dei lavori è «in coerenza con il programma previsto» e che entro la fine di giugno potrebbe essere presentata «un’ipotesi praticabile di tracciato».

Mario Virano ottiene il consenso delle comunità locali

• Dopo tre giorni di lavori, i sindaci della Valle di Susa trovano un’intesa sulla linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione. Mario Virano, presidente dell’Osservatorio tecnico, ottiene il consenso delle comunità locali per una linea che impegni di meno il territorio: l’uscita della galleria di base viene spostata da Chiomonte a monte di Susa (a lato della galleria autostradale di Mompantero); il tunnel diventa lungo 57,1 chilometri, quattro in più di quelli ipotizzati nel primo progetto, di questi 12,1 sono in territorio italiano. I primi cantieri, si dice, apriranno già nel 2009.

Torino-Lione, respinte dimissioni Mario Virano

• Mario Virano, commissario straordinario del Governo per la Torino-Lione e presidente dell’Osservatorio tecnico incaricato di favorire un percorso concertato con tutte le parti in causa, presenta le sue dimissioni: «Ho rimesso il mandato alla Presidenza del Consiglio, date le difficoltà emerse nelle ultime sedute non ci sono le condizioni per mantenere gli impegni». A inceppare il meccanismo dell’Osservatorio il rifiuto dei due tecnici delegati dai sindaci della bassa Val di Susa a sedere al tavolo per approvare il calendario dei lavori. Il governo conferma la fiducia a Virano.

La Val Susa si ribella

• «È inutile che cerchiate di fare il gioco dei manifestanti buoni soverchiati dagli estremisti. Siamo tutti insieme, tutti uguali e determinati, nel limite della legalità: in valle non si pianta nemmeno un chiodo». Le parole di Doriana Tassotti, insegnante di cinquant’anni, aprono il remake del film girato a Venaus tra il 6 e l’8 dicembre del 2005. Cambiano la località e i panorami - siamo in frazione Traduerivi a Susa - ma copione e protagonisti sono gli stessi. Ieri le forze dell’ordine si sono limitate a controllare a distanza la manifestazione No Tav [Leggi tutto l’articolo di Maurizio Tropeano]

Paolo Costa: «La Tav è un problema sottovalutato»

• «La Tav è un problema sottovalutato: non è solo della Val di Susa, ma di mezz’Italia. Capisco gli Osservatori, le battaglie locali: ma a me, ad esempio, chi mi rappresenta? Come porto di Venezia, se avessi la Tav potrei vendermi meglio il mio ”transit time” con Port Said-Suez. Potrei aprirmi a un mercato francese che oggi mi è inibito». Paolo Costa, ex ministro dei Lavori pubblici, parla come numero uno dell’Autorità portuale di Venezia, ma anche nelle vesti di presidente del Gruppo di lavoro incaricato dalla Commissione Ue di individuare – in vista della revisione della lista dei progetti prioritari per le reti di trasporto trans-europee – quelle infrastrutture rilevanti per tutta l’Unione: porti, corridoi ferroviari, etc. «Nel 2005 ne erano stati individuati 30 ed era stato stabilito che nel 2010 ci sarebbe stata una revisione», spiega [Leggi tutto l’articolo di Fabio Pozzo]

Approvato tracciato Torino-Lione

• L’Osservatorio tecnico approva all’unanimità il tracciato della Torino-Lione: 80 chilometri di ferrovia, il tunnel che collegherà Italia e Francia sarà lungo 57 chilometri e non sbucherà a Venaus o Chiomonte ma a Susa, dove ci sarà una stazione internazionale e da dove partirà un’altra galleria di quasi 20 chilometri che arriverà a Chiusa di San Michele. Al documento manca però l’approvazione dei sindaci dissidenti della Bassa Valle che, per bocca del neoeletto presidente della Comunità montana Sandro Plano, avvertono: «Quel tracciato è stato approvato senza di noi, che siamo 23 e 23 dei punti più caldi della valle».

A Coldimosso arriva la 5ª trivella, assedio No Tav

• A Coldimosso, frazione di Susa (Torino), l’arrivo della quinta trivella per gli scavi della Lione-Torino scatena la reazione di centinaia di manifestanti che mettono sotto assedio gli operai finché le forze dell’ordine non effettuano alcune cariche.

La lezione di Cavour ai No Tav

Nuovi disordini in Val di Susa per i carotaggi sul percorso della Lione-Torino destinata a collegare la Francia, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto con i Balcani sino all’Ucraina. Un progetto di corridoio trasversale che ha lo scopo di favorire lo sviluppo di un grande mercato mitteleuropeo. E che dal punto di vista italiano ha anche l’obiettivo di trasformare il capoluogo del Piemonte da “città-officina” della Fiat in un’area metropolitana internazionale [Leggi tutto l’articolo del Foglio

Ultimatum Ue a Matteoli sulla Tav

• Il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas scrive al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli per avvertirlo che «se i lavori della Tav non partono entro il 30 giugno l’Europa toglierà i soldi che ha destinato all’opera».

Rimosso presidio No-Tav in Val di Susa

• Le forze dell’ordine sbaragliano il presidio No-Tav di Maddalena di Chiomonte (Torino) e consegnano l’area alle ditte Italcoge e Martina che dovranno approntare il cantiere per il cunicolo geognostico della Maddalena, il primo della linea ferroviara Torino-Lione (una trentina di feriti tra agenti e manifestanti).

No Tav, battaglia in Val Susa

• Il corteo anti Tav (70mila partecipanti secondo gli organizzatori, 6mila secondo la questura) è macchiato dagli scontri tra black bloc e forze dell’ordine (che alla fine contano più di duecento feriti). Partenza della prima marcia alle 10.15 da Giaglione (a Sud della Maddalena), della seconda alle 10.30 da Exilles (Nord di Chiomonte, aperta dalle famiglie), gli scontri cominciano poco dopo le undici a Ramats, una frazione sui monti (pietre e bombe carta contro fumogeni e idranti), alle 15 si apre un nuovo fronte sul lato di Chiomonte, alla centrale elettrica. Mentre si contano i feriti, Beppe Grillo commenta: «Queste sono prove tecniche di dittatura». Sandro Plano, presidente della Comunità montana, si difende: «Abbiamo tentato in tutti i modi di evitare gli scontri, quelli lì non hanno niente a che vedere con noi e non li controlliamo». Mario Virano, commissario per la Tav, attacca: «Oggi è andata in frantumi la legittimazione morale dei No-Tav come movimento pacifista. Gli infiltrati sono stati invitati. Erano la loro testa d’ariete». Alberto Perino, leader del movimento, controreplica: «Tutte balle, è stata una grande vittoria. I black bloc sono un’invenzione. La polizia ha lanciato sassi e fumogeni contro i nostri ragazzi. Abbiamo le foto. Ma non finisce qui. Torneremo».

Arrestati 25 no Tav

 • Nell’ambito delle indagini sugli assalti al cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte del 27 giugno e del 3 luglio (più di 200 feriti tra la polizia e i carabinieri), la Digos arresta 25 persone, tra cui: Giorgio Rossetto, 50 anni, leader storico di Askatasuna, il centro sociale più caldo di Torino; Tobia Imperato, 58 anni, nome di spicco dell’area anarco-insurrezionalista torinese; Paolo Maurizio Ferrari, 67 anni, cofondatore con Renato Curcio della Brigate Rosse (un irriducibile uscito dal carcere nel 2004); Antonio Ginetti, 61 anni, ex di Prima Linea; Guido Fissore, 67 anni, consigliere comunale di Villarfocchiardo. Undici persone sono denunciate a piede libero, per quattordici tra anarchici, antagonisti e attivisti No Tav il gip Federica Bompieri decide l’obbligo di dimora. Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino, sottolinea: «Non c’è nessuna intenzione di colpire il movimento No Tav, le cui ragioni possono essere giuste o sbagliate ma che non sta a noi magistrati giudicare, noi ci siamo occupati esclusivamente di reati commessi nel corso degli assalti al cantiere di Chiomonte».

No Tav contro Caselli

• Per evitare l’annunciata contestazione dei No Tav, Gian Carlo Caselli, procuratore capo di Torino che a fine gennaio ha firmato una quarantina di ordinanze di custodia cautelare per altrettanti militanti del movimento, annulla la presentazione del libro Attacco alla giustizia, in programma alla libreria Feltrinelli di Galleria Vittorio Emanuele. Nando Dalla Chiesa, editore del libro con la casa editrice Melampo. commenta: «I magistrati fanno il loro lavoro, non si può impedire loro di parlare. Come scrive Caselli, la legalità non è solo un problema di Berlusconi, a molti non piace rispettare la legge. E si può guardare anche con curiosità e simpatia ai no-Tav, ma qui siamo ampiamente fuori dall’area del dissenso».

Corteo No Tav in Val di Susa

• L’ennesima manifestazione No Tav in Val di Susa si svolge in modo pacifico, unico scontro tra polizia e movimento sui numeri: 70mila partecipanti secondo i No Tav, 12mila per la questura. Cinquanta pullman che davanti alla stazione di Bussoleno scaricano gente partita da tutt’Italia ma anche da Francia e Grecia, Giorgio Cremaschi, ex leader della Fiom, sintetizza: «Questa è la prima grande manifestazione nazionale contro il governo Monti». Nel tardo pomeriggio problemi alla stazione torinese di Porta Nuova: i militanti dei centri sociali milanesi pretendono di viaggiare gratis, tirano sassi e bombe carta, polizia e carabinieri caricano.

Leader No Tav folgorato su traliccio

• Luca Abbà (37 anni da compiere il 16 marzo), leader No Tav, resta folgorato dopo essersi arrampicato su un traliccio sovrastante la baita Clarea, presidio dei manifestanti appena espugnato dalle forze dell’ordine. Irruzione all’alba di duemila carabinieri e poliziotti, i quindici militanti decisi a impedire l’allargamento del cantiere LTF non fanno in tempo a salire sui “nidi d’aquila”, quattro casette di legno costruite sugli alberi, dove avrebbero dovuto incatenarsi. Abbà riesce ad arrampicarsi su un traliccio e a un carabiniere che gli dice «non ti voglio prendere, voglio solo passarti una cima così ti puoi assicurare» risponde: «Lasciala a metà strada, la vengo a prendere...», poi una fiammata improvvisa lo fa precipitare da 12 metri, col corpo che rimbalza sulle pietre alla base del traliccio (forse ha sfiorato il filo di raccordo, più probabilmente il suo stesso corpo ha chiuso l’arco voltaico e originato la scossa). Varie fratture, una bruciatura sulla schiena, la prognosi è riservata. Durante la notte i No-Tav cercano di bloccare l’autostrada a Salbertrand (Torino) per chiudere ogni via di accesso a carabinieri e polizia.

No Tav, evitato scontro sull’A32

• Intorno a mezzogiorno i No-Tav che bloccano l’A32 allo svincolo di Chianocco (Torino) vedono comparire le colonne di blindati della polizia: raffiche d’acqua compressa pompate da un idrante sui manifestanti che urlano il nome di Luca Abbà (il leader No Tav folgorato il giorno prima su un traliccio), quando lo scontro pare inevitabile i reparti si ritirano: la versione ufficiale è che non sono arrivati i mezzi della Sitaf per rimettere in sesto la carreggiata; forse c’è stato lo stop di Annamaria Cancellieri, ministro dell’Interno che a margine di un’audizione alla commissione antimafia ha parlato dell’incidente ad Abbà dicendo: «È un fatto triste e grave perché tocca un giovane. Spero che questo non esasperi ancor più gli animi. Ci vuole riflessione, dialogo e equilibrio».

Video con insulti a carabiniere (autogol No Tav?)

• Con una pioggia di lacrimogeni e cariche furiose, le forze dell’ordine sgomberano nelle prime ore di buio lo svincolo di Chianocco (Torino), liberando l’autostrada per il Frejus. Tra i No-Tav i feriti si contano a decine, compreso il leader Alberto Perino che mostrando l’ingessatura a un gomito racconta: «Volevano spaccarmi la testa non gli è parso vero di avermi a loro disposizione. Stavo parlando con un colonnello dei carabinieri del più e del meno. Improvvisamente ho visto venirmi contro un poliziotto con la faccia rotonda e con il manganello alzato. Ha mirato alla testa. Ho alzato il braccio per parare il colpo e ho sentito che il gomito era partito. Mi ha salvato un carabiniere che si è messo tra me e il manganello, parando i colpi con la sua schiena». «Abbiamo tentato sino all’ultimo di evitare le cariche. Non c’è stato modo di convincerli», si difende un dirigente delle forze dell’ordine. Su internet suscita scalpore il video di un manifestante No Tav (il 28enne Marco Bruno) che dà della «pecorella» a un carabiniere che lo osserva in silenzio dietro la maschera antisommossa oltre il guard rail (prima occasione in cui la Rete gioca pesantemente contro i No Tav, trasformandosi da potente alleato in feroce accusatore).

Blocchi No Tav in mezza Italia

• Nel pomeriggio la rabbia dei No-Tav si propaga dalla Val di Susa in molte città italiane: slogan «Blocchiamo tutto dappertutto», si comincia dalla capitale, dove alle due una trentina di manifestanti irrompe nella sede del Pd («complice della devastazione della Val di Susa») chiedendo la liberazione «di tutti i bevuti» (gli arrestati); verso le 17, alla stazione di Paola (Cosenza), i ragazzi dei centri sociali e gli studenti dell’Università della Calabria impediscono la partenza dell’ultimo Intercity per Roma, atto replicato in seguito con un Eurostar; a Palermo duecento manifestanti bloccano per due ore e mezzo lo svincolo dell’autostrada per Catania (A19); a Bologna 700 giovani dei centri sociali sfilano in città, poi occupano la tangenziale, infine interrompono l’A14 Bologna-Taranto; a Genova Brignole la stazione viene chiusa dopo l’occupazione di un binario e lo scontro tra forze dell’ordine e attivisti (sputi ai giornalisti che filmano i tafferugli); a Torino, tangenziale bloccata per un’ora e mezza, sitin davanti alla sede Rai, corteo alla stazione di Porta Nuova dove una decina di persone riesce a fermare la partenza di un treno che si era già messo in movimento.

Operato il No Tav Abbà

• Luca Abbà, militante no-Tav rimasto gravemente ferito dopo la folgorazione e la caduta dal palo dell’alta tensione sul quale si era arrampicato (27 febbraio 2012), è sottoposto ad un intervento di tre ore al Cto di Torino (equipe grande ustionati): l’operazione, spiega il bollettino medico, è tecnicamente riuscita, il paziente ha retto bene ma resta sedato.

Proteste No Tav da Roma a Milano

• Svincolo dell’autostrada Roma-L’Aquila bloccato per un paio d’ore, un corteo di manifestanti No Tav non riesce a occupare la stazione Tiburtina, terminale centro Italia dell’alta velocità (decisivo l’intervento di 400 celerini); flash mob in Piemonte, dove i No Tav invadono l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia (al casello di Avigliana lasciano passare le auto senza pedaggio: «Oggi paga Monti»); altri attivisti fermano per mezz’ora la stazione di Perugia; a Milano si svolge un corteo pacifico.