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 2017  ottobre 17 Martedì calendario

• Palermo 31 agosto 1952. Poliziotto. Prefetto. Dal 1 novembre 2015 al 22 giugno 2016 commissario prefettizio del Comune di Roma (nominato in seguito alla decadenza della giunta Marino). Prefetto di Milano dal 2013 all’ottobre 2015.
• Figlio dell’ex questore e prefetto Ignazio Tronca. Si è laureato a Pisa in Giurisprudenza nel 1975 e in Storia nel 1986. L’ingresso in Polizia nel 1977 quando ha il primo incarico da commissario a Varese. Dopo il servizio militare come Ufficiale nella Guardia di finanza, supera il concorso di Commissario di pubblica sicurezza. A Milano arriva per la prima volta nel 1979 ricoprendo la carica di capo della segreteria del prefetto e responsabile dell’Ufficio Protezione Civile. ).• Ricorda così il suo ingresso nella Prefettura di Milano: «Ero un giovane funzionario e ho subito avvertito un fermento culturale, artistico, musicale mai provato prima. Era tutto in ebollizione. Una città di avanguardie, le librerie erano luoghi di incontro, i concerti, il Piccolo. Ricordo che per rilassarmi andavo a piedi alla libreria Scientifica di via Visconti di Modrone...» (a Maurizio Giannattasio).
• Tra il 1985 e il 2003 svolge i ruoli di vice capo e capo di gabinetto e vice prefetto vicario della prefettura di Milano. Prima prefetto di Lucca e poi nel 2006 diventa prefetto di Brescia e nel 2008 capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, fino all’incarico dell’estate 2013 come prefetto di Milano.
• «È un uomo delle grandi emergenze: dalla nevicata dell’85 a Milano, fino alla strage di Linate e al terremoto de L’Aquila e dell’Emilia, passando per la strage di Viareggio e il naufragio della Concordia» (Cesare Giuzzi).
• «Funzionario di poche parole, appassionato di diritto pubblico e storia medievale» (Andrea Galli). «Esperto di sicurezza pubblica, di mediazione sociale, di problematiche dell’immigrazione e gestione di emergenze» (Sara Monaci e Marta Paris).
• «È stato il garante, a volte nascosto e a volte in prima linea, della sicurezza e della trasparenza nei cantieri dell’Expo. E, in pratica, ha fatto da collante tra le scelte realizzate a Roma (dopo l’istituzione dell’Anac) e le necessità di Milano nei mesi dell’esposizione» (Sara Monaci e Marta Paris)..
• «Alla prima della Scala s’è fatto notare per un fatto inconsueto. Lui e la moglie, a fine rappresentazione, non hanno mai mancato di andare a San Vittore, dove vengono organizzate le dirette video: mischiati a detenuti e agenti, i Tronca mangiavano il cibo preparato nelle cucine delle celle, e solo alla fine tornavano ai party del dopo teatro» (Piero Colaprico e Goffredo De Marchis).
• Sposato, un figlio.
• Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
• Colleziona ritratti, coltelli e oggetti garibaldini. «Tutto cominciò un giorno, trent’anni fa, quando gli capitò di apprezzare, al tatto, “il calore proveniente dal manico in osso di un singolare coltello”. Era la “lama di combattimento” del Capitano dei Garibaldini Gaetano Criscione, lasciata in eredità a un nipote, ovvero il nonno di Francesco Paolo Tronca» (Stefania Consenti).