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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

Tiziano Treu

Biografia di Tiziano Treu

• Vicenza 22 agosto 1939. Politico. Commissario straordinario dell’Inps (dal 1° ottobre 2014). Laurea in Giurisprudenza, docente universitario. Eletto alla Camera nel 1996, al Senato nel 2001, 2006, 2008 (Rinnovamento, Pd). Ministro del Lavoro nei governi Dini e Prodi I (1995-1998), dei Trasporti nel D’Alema I (1998-1999). Nella XV legislatura (2006-2008) è stato presidente della commissione Lavoro. In seguito ha affiancato Cesare Damiano nel governo ombra del Pd al ministero del Lavoro. Dini prese molto male il suo passaggio al Pd («e pensare che nel mio partito, dentro Rinnovamento, aveva ricevuto tanti onori...»). Nel 2013, nominato consigliere Cnel, abbandonò il Senato.
• Nel 97 varò il cosiddetto “pacchetto Treu”, che nel nome della flessibilità ha introdotto nel nostro sistema il lavoro temporaneo tramite agenzia e ha ammorbidito la disciplina dei contratti a termine (sono nati con questo provvedimento i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, subito battezzati co.co.co). La legge vide concorde l’intero schieramento di centrosinistra, sulla base di un’intesa piena con il movimento sindacale, compresa la Cgil.
• Era molto amico di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato nel 2002 dalle Brigate rosse la cui memoria difende sempre a spada tratta (per Pietro Ichino del resto «i fatti mostrano che la legge Biagi non è altro se non uno sviluppo della riforma Treu del 1997»). In un’intervista dell’agosto 2007 il deputato di Rifondazione Francesco Caruso definì entrambi assassini («le loro leggi hanno armato le mani dei padroni»). «Quando mi hanno letto quelle dichiarazioni mi sono sentito gelare. Mi sono tremate le gambe. Sono ancora sotto scorta, io. Da quando hanno ammazzato Biagi, appunto», fu la sua reazione (vista la polemica che seguì alle sue parole, Caruso si autosospese dal gruppo). Nel novembre 2006 fu duramente contestato insieme al ministro Damiano da un gruppo di Disobbedienti durante la presentazione a Venezia del nuovo manifesto riformista del lavoro.
• «È riuscito a fare una riforma delle pensioni che non parlava di pensioni. Prodi puntava su di lui per fare le 35 ore senza fare le 35 ore» (Pietrangelo Buttafuoco).
• Contrario all’ampliamento della base militare americana a Vicenza.
• Nel 2010 commentò negativamente gli accordi separati siglati da Marchionne con i rappresentanti sindacali di Fim, Uilm e Fismic, che avevano escluso la Fiom dal tavolo delle trattative. «Un sistema di relazioni industriali che comincia a perdere tutti i pezzi: gli accordi, i contratti, i diritti. Sergio Marchionne è uscito da un sistema di relazioni industriali – quello confindustriale – e se ne sta costruendo un altro».
• Si è espresso contro l’eliminazione dell’articolo 18, fatta senza aver prima messo mano alla riforma degli ammortizzatori sociali: «Gli ammortizzatori servono ai precari, che sono appena entrati nel mercato del lavoro e non hanno i requisiti assicurativi, ai 55enni e ai disoccupati che dopo due anni non riescono a rientrare. Nel 2007-2008 facemmo i conti: servivano 5 miliardi l’anno. Più o meno quanto costa la cassa in deroga che in realtà è una droga, che nasconde una realtà ormai marcia. Riduciamo queste casse e facciamo un patto generazionale: quello che si risparmia sulle pensioni va ai giovani. Dopo, se ci siamo un po’ rincuorati e siamo un po’ più europei su questi punti, si possono affrontare le altre anomalie: i troppi tipi di rapporti di lavoro, ciascuno con un costo diverso. Dopo di che, se vogliamo arrivare ai licenziamenti, al controllo delle uscite, vedremo in che condizioni saremo» (da un’intervista ad Antonella Baccaro) [Cds 22/12/2011].
• «Che Renzi abbia dovuto fare ricorso a un signore di 75 anni, pur espertissimo, per un ruolo operativo (e sottolineiamo operativo) come quello di commissario dell’Inps non può non farci riflettere. Perché delle due l’una. O il panorama dei nostri manager è così scarso di alternative meno anagraficamente mature, e allora c’è seriamente da preoccuparsi, oppure in quella scelta hanno pesato anche altre considerazioni oltre a quelle strettamente tecniche. L’autorevolezza e l’onestà, non c’è dubbio: a Treu non difettano. Ma la sua lunga storia professionale e accademica è stata pure costantemente caratterizzata, come egli stesso precisa nel curriculum pubblicato nel sito internet ufficiale del Cnel, da “una stretta collaborazione con il sindacato, in particolare la Cisl”» (Sergio Rizzo) [Cds 3/10/2014].
• Sposato, due figli.