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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Enna 15 giugno 1941. Magistrato. Procuratore generale presso il Tribunale di Catania. Ex direttore del dipartimento Amministrazione penitenziaria (2001-2006), prima comandava la Procura di Caltanissetta (1992-2001). Fu titolare delle inchieste sulle stragi di Capaci e via D’Amelio.
• «Nel gennaio del 2010 viene chiamato a deporre al processo Mori. Ma invia al Tribunale di Palermo un certificato nel quale giustifica la sua assenza e chiede di non essere più chiamato a deporre. Il certificato parla chiaro: “Si attesta che il dott. Giovanni Tinebra è affetto da sindrome parkinsoniana, disagio psicologico di base che si accentua nei momenti di stress arrivando talvolta a rallentare il flusso ideico”. Il dubbio resta: Tinebra risultava malato per testimoniare al processo Mori, e poi sano per candidarsi come procuratore capo a Catania» (Giuseppe Alberto Falci) [Ink 14/10/2013].
• Nel luglio 2014, «sottoposto a un procedimento disciplinare con l’accusa di avere fatto un “uso strumentale” della propria qualità di pg di Catania “per conseguire un ingiusto vantaggio”. In particolare, si legge nell’atto di incolpazione nei confronti di Tinebra, firmato dalla Procura generale della Cassazione, il magistrato “sollecitava” Massimo Ponzellini, all’epoca presidente della Banca popolare di Milano e un suo uomo di fiducia, Antonio Cannalire, perché “si attivassero presso persone di fiducia per contattare” il laico del Csm, Ettore Albertoni (Lega) “al fine di indurlo ad esprimere il voto favorevole” alla nomina di Tinebra a capo della Procura di Catania, incarico poi andato a Giovanni Salvi» (Sigfrido Ranucci) [Cds 3/7/2014].