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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Napoli 15 novembre 1942. Giurista. Giudice della Corte costituzionale (dal novembre 2005, nominato dal presidente della Repubblica). Eletto presidente della Consulta il 30 luglio 2014, scadrà il 9 novembre 2014: «I giudici hanno solennemente eletto ieri un nuovo presidente - Giuseppe Tesauro - che però resterà in carica solo per tre mesi. Ormai è la prassi. Invece di scegliere un presidente che rappresenti autorevolmente la Corte per qualche anno, i giudici eleggono il collega che sta per scadere. Sapendo che così poi toccherà a ciascuno di loro, o quasi, il titolo di “presidente”, e quindi quello di “presidente emerito”. Insieme, naturalmente, allo stipendio di 549.407 euro (pari al triplo del collega della Corte Suprema americana) e alla corrispondente, generosa pensione presidenziale» (Sebastiano Messina) [Rep 31/7/2014].
• «Un napoletano affabile ma tosto, che si è sempre tenuto a debita distanza dalla politica e che si è fatto una lunga lista di nemici negli anni in cui ha presieduto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (1998-2005). Laureato a Napoli nel 1964, ha proseguito i suoi studi in Germania, al Max Planck Institut di Heidelberg. È considerato uno dei massimi esperti italiani di diritto comunitario, e la sua lunga carriera universitaria lo ha portato ad insegnare a Napoli, Messina, Catania e infine a Roma, dove, dall’82, è titolare della cattedra di Diritto internazionale alla Sapienza. Viene chiamato alla ribalta nel 1998, quando Romano Prodi, su indicazione di Ciampi, allora superministro dell’Economia, lo nomina presidente dell’Antitrust. Ed è in quella carica, che occuperà fino al marzo del 2005, che Tesauro acquisterà la fama di uomo integro, severo, inflessibile, ma sempre nell’interesse delle istituzioni. Ha inflitto multe pesantissime contro grandi aziende che hanno violato la legge sulla concorrenza, spiegando che i comportamenti cambiano solo quando vai a toccare i portafogli. Fece scalpore la mega-multa di 700 milioni inflitta a Telecom (poi annullata dal Tar). Marco Tronchetti Provera, che come tanti altri leader aziendali aveva rapporti non facili con Tesauro, lo accusava di essere “poco flessibile e poco incline al dialogo”. Durante gli anni all’Antitrust è stato applaudito soprattutto dal centro sinistra. Ma tutti, a destra e a sinistra, gli riconoscono di essere stato un presidente indipendente, che ha dato prestigio e autorevolezza all’istituzione» (Andrea di Robilant).
• Nel 2006 Ciriaco De Mita promosse la sua candidatura a sindaco di Napoli (al posto della Russo Iervolino): «Provai a convincerlo ma lui rifiutò. Mi disse che era sì di padre napoletano ma anche di madre lituana. E quindi, grazie alla madre, era stato educato al rispetto delle regole» (da un’intervista di Lorenzo Salvia).
• Molto apprezzato il suo manuale di Diritto comunitario (edizioni Cedam).
• «Guadagno 12mila e dispari netti al mese. Certo, se si considera la situazione del Paese siamo dei privilegiati. Ma, deve credermi, ci sono decisioni per cui non dormiamo la notte» (a Sergio Rizzo).
• Sposato con Paola Borrelli, tre figli.