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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Cisano Bergamasco (Bergamo) 18 maggio 1943. Imprenditore. Dal 22 marzo 2012 presidente di Confindustria (93 voti contro gli 82 dell’altro candidato, Alberto Bombassei, presidente uscente Emma Marcegaglia). Dall’84 amministratore unico della Mapei (Materiali ausiliari per l’edilizia e l’industria, fondata nel 1937 dal padre), 2,20 miliardi di euro di fatturato all’anno (nel 2011). Ex presidente di Federchimica. «Mio padre mi ha attaccato l’ossessione per la crescita, io la sto inculcando nei miei due figli che lavorano con me. Investiamo il 5% del fatturato in ricerca» (da un’intervista di Giuliana Ferraino).
• «Campione del made in Italy, uomo di sport, appassionato di musica. L’intuizione di fare della Mapei (azienda fondata dal padre Rodolfo nel 1937 alla periferia di Milano) una “multinazionale tascabile” scatta nel lontano 1976 quando vince l’appalto, insieme con l’azienda piemontese Mondo, per realizzare la pista olimpica di Montréal. Giorgio Squinzi (laureato in Chimica industriale all’Università di Milano) segue la parte vendite, inizia a girare il mondo e impara le lingue: “Dopo aver visitato il cantiere – ammette – ci siamo accorti delle potenzialità del mercato canadese”. Trascorsi due anni viene avviata la prima fabbrica in Canada che si affianca allo stabilimento. Da allora è iniziato un processo di globalizzazione che ha portato Mapei ad aprire 60 impianti produttivi distribuiti in 29 Paesi nei 5 continenti: internazionalizzazione imposta anche dal tipo di materiali (adesivi per l’edilizia) che non si possono trasportare oltre 500 chilometri e, quindi, per essere competitivi sui prezzi bisogna produrre sul posto. (…) Il risultato è una multinazionale con un fatturato di oltre 2,1 miliardi nel 2011 (erano 150 poco più di 20 anni fa) che occupa 7.500 dipendenti, il 12% dei quali impegnati nella ricerca. “Uno dei risultati più significativi nella mia carriera imprenditoriale – sottolinea Squinzi – è quello di non aver mai effettuato licenziamenti e non aver mai chiesto la cassa integrazione”. La Mapei ha conservato tutte le caratteristiche di azienda famigliare in un contesto organizzativo “globale”: oltre a Giorgio Squinzi (amministratore unico) lavorano in azienda la moglie Adriana, i figli Marco e Veronica e il marito Emanuele, affiancati da una prima linea composta da 150 manager a livello mondiale; tutti reclutati sul posto, perché non c’è mai stata l’abitudine del dirigente “esportato”.
• «L’imprenditore milanese (non vuole essere definito industriale bergamasco: “Sono nato nel ’43 a Cisano Bergamasco, soltanto perché la mia famiglia era sfollata ma in quel paese sono rimasto sei mesi”) indica i tre pilastri della filosofia aziendale: forte specializzazione (soltanto chimica per l’edilizia, dove Mapei è tra i leader nel mondo con Basf e Sika e adesivi per la chimica dove è numero uno), internazionalizzazione e ricerca. Questa formula ha consentito a Mapei di partecipare a costruzioni e restauri tra i più prestigiosi al mondo: la costruzione degli impianti olimpici a Londra, i lavori per il canale di Panama e la realizzazione della diga più alta al mondo in Etiopia. Squinzi, imprenditore giramondo, è uomo pragmatico che ha fatto della ricerca dell’efficienza una prerogativa anche nelle piccole cose: ha sempre il carnet di dieci biglietti in tasca e per andare in centro a Milano preferisce la metropolitana perché è inutile perdere tempo in auto. Le vacanze? Per tanti anni a Milano Marittima dove ha conosciuto la moglie Adriana, giovane laureata in Scienze politiche (tesi sul mercato degli adesivi in Italia) con relatore il professor Romano Prodi. All’attività imprenditoriale Squinzi ha unito la partecipazione alla vita associativa in Confindustria. Presidente di Federchimica dal 1997 al 2003 e dal 2005 al 2011 ha firmato (con tutte le sigle sindacali) sei rinnovi contrattuali senza un’ora di sciopero; gli accordi hanno introdotto flessibilità diventati apripista per altri settori industriali.
• «Giorgio Squinzi (primo presidente nella storia centenaria di Confindustria proveniente dal settore chimico e primo milanese a oltre 50 anni dall’ultimo meneghino, Alighiero De Micheli) è anche un grande appassionato di ciclismo e musica. Passioni ereditate dal padre Rodolfo. “Per la prima volta mi ha portato alla Scala il 1° gennaio del 1956 a vedere la Norma interpretata da Maria Callas e Mario Del Monaco”, ricorda Squinzi. Non perde uno spettacolo alla Scala e, spesso, vola al Metropolitan di New York, a Salisburgo o a Vienna per seguire gli appuntamenti con la musica lirica anche se non disdegna la sinfonica. Ma le preferenze vanno al grande repertorio di Verdi, Puccini, Donizetti e Bellini. Musica ma soprattutto ciclismo. Il padre Rodolfo, corridore professionista dal ’28 al ’32, (“Conservo una sua foto che lo ritrae in fuga durante la classica Coppa Bernocchi”) trasmette al giovane Giorgio la passione per la bicicletta. Per quasi 10 anni (dal 1993 al 2002) la Mapei è al top del ciclismo professionistico, colleziona 654 vittorie, vestono e vincono con la casacca multicolore le più importanti classiche tanti big di allora. In squadra correvano i migliori ciclisti del Belgio (per esempio Johan Museeuw) e Squinzi in quel paese godeva di una popolarità straordinaria: “Tanti mi fermavano per strada e mi chiedevano l’autografo”. E poi grandi corridori italiani degli anni ’90: Franco Ballerini, Paolo Bettini, Andrea Tafi rimasti legati al Dottore anche dopo la chiusura dell’attività sportiva. Un ritiro dettato dal fatto che “il ciclismo non era più pulito ed era oramai troppo distante dalla nostra filosofia”. (…) Una passione ciclistica che si rinnova ogni domenica mattina. Immancabile l’appuntamento di Giorgio Squinzi (corre esclusivamente su bici Colnago) con un gruppo di amici sulle strade della Brianza, della Val Taleggio o sulle rampe del Ghisallo o del passo San Marco. Scorribande in amicizia che si chiudono con un brindisi; prosecco di Valdobbiadene, salame e formaggio delle valli bergamasche dell’amico Giacomo e la torta del pasticciere Sergio, fedelissimi delle uscite della domenica. (…)» (Guido Palmieri) [S24 23/2/2012].
• Già nel 2007 si parlò di una sua possibile candidatura alla presidenza di Confindustria, poi stoppata dalla moglie Adriana Spazzoli: «Quando ha capito che il marito stava accarezzando l’idea di correre per la presidenza della Confindustria gli ha detto (più o meno): non se ne parla. Fino a che i figli (sono due) non saranno in grado di prendere il timone della Mapei, ti devi occupare tu dell’azienda. A tempo pieno, s’intende. Squinzi allora ha fatto un passo indietro (meglio: non ha fatto quello in avanti) tutto sommato di buon grado» (Angelo Pergolini).
• La sua squadra di ciclismo, dal 1992 al 2003, ottenne 654 vittorie, tra cui 5 Mondiali, 5 Roubaix, un Giro, una Vuelta (tra gli altri hanno corso per la Mapei, Ballerini, Bartoli, Bettini, Tafi). Nel 2008 ha curato durante il Giro d’Italia una rubrica sul Sole 24 Ore (Dopo la tappa).
• Dal 2002 presidente del Sassuolo calcio, che nel 2008 ha portato a una storica promozione in B e nel 2013 in A. Tifa per il Milan.