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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Roma 17 aprile 1921 – Roma 1 luglio 2015. Regista e sceneggiatore. Noto soprattutto per lo sceneggiato Sandokan. La tigre di Mompracem (1976), dopo più di vent’anni diresse Il figlio di Sandokan (1998). In precedenza aveva realizzato anche alcuni western all’italiana: alla Mostra del cinema di Venezia del 2007, che dedicò al genere una retrospettiva, fu riproposto fra gli altri il suo La resa dei conti (1967).
• «Con Damiano Damiani, fu autore dello spaghetti western politico e uomo che raccontava come non arrendersi, frequentando il cinema di genere (nell’epoca di 007, si inventò l’agente segreto 3S3 con Ardisson) e facendo per anni lo sceneggiatore e l’aiuto regista in musicarelli, film mitologici, sandaloni, il pop all’italiana. Debutta nel ’62 con un episodio (Le donne con la Mori, la Spaak, Salerno, da Ercole Patti) di L’amore difficile, dove Manfredi firma lo sketch del treno, poi si butta nello sfruttamento delle spy story lanciate da Bond e nel western degli amici Leone e Corbucci» (Maurizio Porro) Cds 2/7/2015].
• «Lavorò con grandi attori (Oliver Reed, Stefania Sandrelli), litigò con Charles Bronson e non perse mai per strada i caratteristi amati alla Nello Pazzafini. Quando si sentì stanco, senza lamentela alcuna, quel gran signore di Sergio Sollima passò la mano. Tra tante generazioni di registi sterili, al laicissimo Sollima accadde il miracolo più grande. Trovare l’erede in casa. Il figlio Stefano. Il ragazzino che sul set di Sandokan pensava di essere soltanto in vacanza e invece apprendeva inconsapevolmente i rudimenti sul campo» (Malcom Pagani) [Fat 2/7/2015].
• «Signore meraviglioso» (Tomás Milian).
• Padre del regista Stefano Sollima (vedi scheda).