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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Alessandria 28 febbraio 1971. Dal giugno 2012 dirigente sportivo dell’Hellas Verona (portò la squadra in A dopo 11 anni); prima del Palermo. Ex calciatore, giocò in Serie A con Ancona, Torino e Perugia. Figlio di Riccardo (Alessandria 4 marzo 1942), dirigente sportivo anche lui.
• «Il talent scout varesino ha già all’attivo una carriera significativa. Da calciatore era un terzino d’attacco con esperienze in A a Perugia, Napoli e Ancona. Chiude a 34 anni e senza dubbi intraprende subito la carriera di direttore sportivo. Per cominciare sceglie proprio il Varese, sprofondato in Eccellenza dopo un fallimento. È una realtà vergine, lui avvia un lavoro profondo tra settore giovanile e prima squadra. La scalata è portentosa, sino alla serie B e ai play-off per la Serie A, persa in semifinale contro il Padova per una doppietta di El Shaarawy. È l’estate del 2011 e quei successi lo pongono al centro delle attenzioni. Adriano Galliani gli offre di guidare lo scouting del club rossonero. Sarebbe un sogno per lui, ma preferisce farsi ancora le ossa in prima linea. Anche Preziosi lo corteggia invano per portarlo al Genoa, alla fine la spunta Zamparini che gli dà carta bianca a Palermo. Ma non è un’esperienza felice. Le troppe invasioni di campo del presidente lo inducono alle dimissioni nonostante in sella ci sia Devis Mangia, il tecnico emergente che proprio lui ha scoperto a Varese nel raccogliere l’eredità di Sannino. Così nel 2012 ricomincia daccapo a Verona. Il neo-presidente Setti ha l’obbligo di tornare in A e Sean centra subito l’obiettivo. (…) Sogliano è un giramondo con il pallino del calcio sudamericano. Evidentemente è una passione di famiglia, visto che suo padre Riccardo, 71 anni, del mestiere conosce tanti segreti. Ex centrocampista del Milan, rossonero nel cuore, un sentimento che ha certamente trasmesso all’erede, cresciuto col mito di Rivera e tifando Franco Baresi. Tuttavia Sogliano senior ha un rapporto sui generis con il suo secondogenito. Sin dalla nascita. Quando si trattò di scegliere il nome all’anagrafe indicò Sean e Luca perché era un fan di Audrey Hepburn e l’attrice, i suoi due figli, li aveva chiamati proprio così. Poi, però, in privato continua a chiamarlo Luca. (…) ora, all’anagrafe quel secondo nome l’abbia tolto: lui è Sean, soltanto Sean. Stranezze a parte, i due vedono il calcio alla stessa maniera e, come spesso accade per i figli d’arte, il dialogo tra loro non ha bisogno di fronzoli» (Carlo Laudisa) [Gds 19/1/2014].