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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Filogaso (Vibo Valentia) 8 ottobre 1953. Sindacalista. Uno dei presunti terroristi delle Brigate rosse arrestati il 12 febbraio 2007 (nelle sue parole davanti al Gip «militante nella costituzione del partito comunista, nella linea del partito comunista politico-militare»). Condannato in primo grado il 3 marzo 2009 a 13 anni e 10 mesi; sentenza confermata in appello nel 2010 (13 anni e 5 mesi), ma annullata dalla Cassazione il 23 febbraio 2012. Rimasto in carcere nell’attesa del nuovo processo d’appello, il 28 maggio 2012 è stato condannato a dieci anni.
• «Delegato sindacale della Filcem, dipendente della Ergom, è stato, in passato, alla Fiat, uno degli “autoconvocati del 93”, la frangia della Fiom che non si riconosceva nei vertici di allora. Nell’orto di questo sindacalista anonimo la Digos ha dissotterrato un Kalashnikov di produzione jugoslava e documenti sulle Br» (Alberto Custodero) e ancora, 114 proiettili, manuali per il sabotaggio, istruzioni per un attentato incendiario, articoli sulla Tav ecc.
• «In venticinque anni di matrimonio nessuno di noi (in famiglia – ndr) ha mai sospettato di Vincenzo» (la moglie, Giancarla Lorenzon).
• Si leggeva in una lettera a lui attribuita pubblicata nel febbraio 2007 sul sito di “Soccorso rosso”: «Vigliacchi! Come fate a dire che sono un infiltrato tra i lavoratori e nel sindacato? Epifani ha detto che siamo delle mele marce. Lui i tre turni non li ha mai provati, lui è stato messo lì dal sistema di partiti che hanno svenduto la classe operaia. Io vengo da una famiglia di operai che hanno pagato la tessera e contribuito a dargli da mangiare, sputando sangue nelle fonderie. Chi è l’infiltrato? Chi è la mela marcia tra me e lui?».