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 2018  settembre 25 Martedì calendario

• Roma 10 agosto 1968. Giornalista. Del Tg3. Ex moglie del collega Piero Marrazzo, ex governatore del Lazio.
• «A unirli in matrimonio fu Veltroni, allora sindaco di Roma, il 25 settembre del 2005, in Campidoglio. Lui ad aprile di quell’anno era già diventato governatore, avendo vinto la sfida con Storace. La notte dell’elezione, dopo essere rimasta lontana dai riflettori per tutta la campagna elettorale, Roberta salì sul podio accanto a lui avvolta in una bandiera della pace (...) Si conobbero a Mixer, il programma di Minoli (...) Hanno una bambina (...) Chiara» (Fa. C.) [Cds 24/10/2009].
• Nell’ottobre 2009 fece scalpore la sua decisione di restare al fianco del marito, costretto alle dimissioni da governatore per non aver denunciato quattro carabinieri con lo ricattavano minacciando di rendere pubblico un video che lo immortalava con un trans. Giulia Bongiorno: «Una scelta sorprendente. Di fronte a un tradimento, qualunque tradimento, si tende a ritenere che una donna abbia una sola alternativa: tutelare la propria dignità chiudendo il rapporto, oppure custodire l’unità familiare e la sua immagine. Questo in teoria. Non è sempre detto, infatti, che nella vita vissuta tutte abbiano la possibilità di scegliere liberamente in che modo reagire: a causa del ruolo debole, o comunque non pienamente autonomo, che spesso le donne rivestono all’interno della famiglia, la decisione può diventare forzata, obbligatoriamente preferenziale. Tuttavia, è vero che nelle coppie in cui la donna è emancipata, questa alternativa di solito c’è. E Roberta Serdoz, che ha un lavoro di giornalista, una carriera, una vita sua, ce l’aveva di sicuro. Avrebbe potuto, quindi, lasciare il marito; avrebbe potuto dirgli di fare le valigie, o decidere di andarsene. Anzi. Sarebbe stata la scelta più ovvia, quella che ci saremmo aspettati. Anche perché l’immagine della sua famiglia si era già sbriciolata nei mille particolari, amplificati da giornali e televisioni, della condotta privata dell’uomo pubblico Marrazzo, suo marito. Cos’altro avrebbe dovuto o potuto fare lei, a quel punto, se non privilegiare la propria dignità? Sarebbe stata la tipica scelta di una donna emancipata: uscire da una storia dolorosa e imbarazzante, prenderne le distanze per quanto possibile. Ne avrebbe avuto i mezzi e l’opportunità. E invece, con la forza che le donne a volte sanno tirare fuori, Roberta Serdoz spiazza tutti inventandosi una terza via: fa prevalere l’esigenza di restare vicino al marito. Non perché così impone il dovere coniugale, ma perché suo marito è – al momento – la parte debole. Perché lei ha deciso, in piena libertà, che in questo frangente la priorità non è lei stessa. E così facendo ha compiuto una vera scelta di emancipazione: si è emancipata persino dal bisogno di dimostrare la propria dignità. Ci ha rinunciato, sapendo di non esservi costretta» (Cds 28/10/2009). Si separarono nel 2010.
• Ama gli sport all’aria aperta e leggere, soprattutto di notte.