Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Savona 27 ottobre 1926 - Torino 10 settembre 2014. Commercialista. Presidente di Mi.mo.se ed ex di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni spa, «cassaforte dei segreti custodita dalla signora Franca e dal figlio Massimo dove hanno partecipazioni tanti bei nomi del capitalismo italiano. De Benedetti e Montezemolo tanto per citarne due. L’ingegnere Carlo era addirittura consigliere» (Federico Monga).
• «Per decenni è stata l’unica donna in un universo maschile. Ben prima delle quote rose è stata l’unico presidente donna tra le banche quotate in Italia.
Schiva, solitaria, non amava i salotti: le piaceva dire di non avere amici e di parlare con pochi. Impara a essere tenace fin da bambina, quando viene colpita dalla poliomielite. Si diploma ricevendo il premio come primo ragioniere di Torino. Dopo la guerra, avvia a Torino con il marito, il geometra Giulio Segre ( morto nel 1995), uno studio da commercialista. E negli uffici di via Valeggio - dove ancora agli albori del terzo millennio le impiegate vestivano un grembiule nero - approda Carlo De Benedetti, uno dei suoi clienti più importanti. Negli Anni 70 rilancia la Marxer di Loranzè di Ivrea, azienda chimico farmaceutica, fino a farla diventare leader europeo nella produzione di aminoacidi. Alla morte del marito subentra il figlio Massimo a collaborare. E nella finanza madre e figlio ottengono i maggiori successi, con la Bim che viene trasformata prima in Sim e poi in banca, quotata in Borsa fino all’amara vendita a Veneto Banca» [Luca Fornovo, Sta 11/9/2014].
• Nel 2007 fece discutere la sua vicinanza all’immobiliarista Danilo Coppola, finanziato nelle sue scorribande: «Facciamo solo il nostro mestiere. Siamo come medici, la nostra è una missione: curiamo i poveri come i ricchi, le aziende piccole e quelle grandi. Per noi non fa differenza». E poi: «Per me Danilo Coppola è come un figlio, e vi assicuro non è bello aver un figlio in galera».
• «Ad agosto 2014 era riuscita ancora a prendersi una bella rivincita, ricomprandosi un pezzetto (una quota del 5%) di quella che fu la sua creatura, la Banca Intermobiliare (Bim). Dopo le disavventure con l’immobiliarista Danilo Coppola, le frizioni i tra i soci, la cessione della banca nel 2011 a Veneto Banca, la Segre e suo figlio Massimo quest’estate sono entrati a far parte di una cordata di imprenditori piemontesi che ha strappato la Bim dalle mani di Veneto Banca» [Luca Fornovo, Sta 11/9/2014].