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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• (Antonio Claudio) Imperia 15 gennaio 1948. Politico. Già sindaco di Imperia (1982-1983, 1990-1995), eletto alla Camera nel 1996, 2001, 2006, 2008 (Forza Italia, Pdl). Ministro dell’Interno nel Berlusconi II, si dimise il 3 luglio 2002 in seguito alle polemiche scatenate da una sua frase su Marco Biagi, l’economista assassinato dalle Brigate Rosse («era un rompicoglioni che voleva solo il rinnovo del contratto di consulenza»). Ministro per l’Attuazione del programma dopo un rimpasto nello stesso Berlusconi II (2003-2005), delle Attività produttive nel Berlusconi III (2005-2006) e IV (2008-2010), dello Sviluppo economico (2008-2010). Dal 10 novembre 2010 è presidente della Fondazione Cristoforo Colombo per le libertà. «Non mi importa di avere un Nobel in lista, m’importa di sapere se voterà una legge di cui non sa nulla».
Ultime Nel 2010 in seguito a un’inchiesta a suo carico si dimette da ministro dello Sviluppo economico: un appartamento di 210 metri quadrati a Roma, nei pressi del Colosseo (in via del Fagutale), secondo l’accusa era stato pagato in parte da un costruttore, Diego Anemone, mentre Scajola aveva versato una cifra molto inferiore al valore di mercato dell’immobile. Il gruppo Anemone è coinvolto in un’inchiesta secondo la quale le sue aziende avrebbero ricevuto appalti pubblici dalla Protezione civile quali frutti di corruzione. Scajola all’epoca disse che Anemone aveva pagato parte della cifra «a sua insaputa», frase che generò molte ironie e prese in giro. Il 27 gennaio 2014 viene assolto in primo grado perché «il fatto non sussiste». Nel settembre del 2010 un’altra inchiesta relativa al Porto di Imperia lo vede accusato di associazione a delinquere (dubbi sui fondi stanziati per la realizzazione del porto turistico della città), ma presto le accuse vengono archiviate. Indagato anche per ricettazione, durante una perquisizione in casa sua, nel corso del 2013, sono stati ritrovati documenti riservati provenienti da attività d’intelligence: le carte riguardavano personaggi di primo piano della politica e della vita pubblica. La perquisizione era scattata nell’ambito di un’altra inchiesta condotta dai pm di Imperia, sul presunto prezzo di favore che Scajola, accusato di finanziamento illecito, avrebbe ottenuto per i lavori nella sua villa. Ancora in corso un’inchiesta relativa a Finmeccanica: i pm ipotizzano il reato di corruzione internazionale, per un presunto tentativo di mediazione nell’affare sulle forniture effettuate da Agusta Westland, Selex e Telespazio al governo di Panama nell’ambito di accordi stipulati con lo stato italiano attraverso la società panamennse Agafia. «Rivendico con orgoglio nella mia attività di ministro dello Sviluppo Economico di essermi battuto come un leone, pur con tutti i miei limiti, per aiutare le aziende ad allargare il loro mercato e favorire l’export italiano. Mi sono battuto per Finmeccanica, Fincantieri, Fiat, Ferrero, e tante volte contro la contraffazione del nostro prodotto» [a Fabrizio de Feo, Grn 24/10/2012]. Nel maggio del 2014 il pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, apre un’inchiesta su di lui e altre sette persone: l’accusa è concorso esterno in associazione mafiosa per aver favorito la latitanza dell’ex deputato pdl Amedeo Matacena. Per Scajola una «persecuzione giudiziaria».
• «Nato in una famiglia rigorosamente Dc, ha per madrina di battesimo la primogenita di De Gasperi e per padrino di cresima un altro padre nobile scudocrociato come Taviani. Come tutti i democristiani sa che bisogna stare fermi un giro. Esce di scena ma rientrerà presto. E questo uscire e rientrare sarà la caratteristica della sua vita politica» (Guido Farò) [Tmp 9/5/2014].
• «L’uomo è abituato ai traslochi. E anche a passare dagli altari alla polvere. Ma, a quanto pare, riesce comunque a tornare sugli altari. Nella sua Imperia è stato due volte sindaco, la prima nell’82 con un intermezzo di guai giudiziari risolti con mille scuse e con una rielezione a furor di popolo nel 1990. Poi nel ’96 si è trovato in via dell’Umiltà alla testa del partito di Berlusconi, per condurlo alla conquista di Palazzo Chigi. Ricompensato nel 2001 con il ministero più delicato e difficile, il Viminale, inciampò prima nel G8 e poi l’anno dopo nella nota frase su Marco Biagi» (La Stampa).
• Favorevole a un ritorno all’energia nucleare: «Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione di un gruppo di centrali di nuova generazione».
• Qualche polemica nel 2001, quand’era al Viminale, per un volo istituito dall’Alitalia tra Fiumicino e Albenga (nel suo collegio elettorale, a 33 chilometri da casa). Soppresso con le sue dimissioni (aveva registrato un massimo storico di 18 passaggeri, disse il deputato di Rifondazione Gigi Malabarba), venne ripristinato da AirOne, che approfittava di un finanziamento statale per i collegamenti con le aree decentrate, sette mesi dopo il suo ritorno al governo. Di nuovo interrotto nel 2007, è stato riproposto nell’estate 2008 dalla compagnia Explora Italia.
• Sposato col critico d’arte Maria Teresa Verda, due figli.
• Ama il nuoto e la pallanuoto. Una passione per gli orologi, fa il giro della casa per sincronizzarli: «Ho il mio quadernetto, li carico, li regolo e sposto il pendolo per cercare di arrivare pian piano alla perfezione. È una cosa che non finisce mai, perché essendo metallici risentono della stagionalità. Ma la soddisfazione di sentirli suonare tutti alla stessa ora ti ripaga delle fatiche». Nella sua collezione di auto d’epoca brilla una Lancia Aurelia del ’58.