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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Roma 2 febbraio 1943. Nome completo: Maria Beatrice Elena Margherita Ludovica Caterina Francisca Romana. Quartogenita degli ultimi sovrani d’Italia (Umberto II e Maria José). Sposata con Luis Reyna Corvalán y Dillon (nozze a Ciudad Juarez, Messico, l’1 aprile 1970), ucciso da un dipendente nella sua villa di Cuernavaca il 17 febbraio 1999. Tre figli: Rafael Reyna y de Saboya, principe di Savoia, nato a Città del Messico il 21 settembre 1970, morto forse suicida a Boston (Usa) il 29 aprile 1994; Patrizio (nato e morto nel 1971); Asaea Reyna y de Saboya (New York 11 novembre 1973) e l’ha resa nonna di una bambina, Maria José, il 23 luglio del 1996.
• «Per intenderci, quella della scandalosa relazione con Maurizio Arena, protagonista di Poveri ma belli, all’epoca già piccolo divo ingrassato e in declino» (Egle Santolini).
• «Sognava di fare la giornalista fin da bambina, durante la sua malinconica infanzia vissuta a Cascais. Intrappolata nel cliché della principessina triste e senza affetti, perseguitata dai paparazzi, si accomodò non senza disagio nel personaggio della petite di casa Savoia insofferente a ogni regola, irrequieta, nomade, scapestrata, e già a 21 anni cominciò a bere pesantemente. Fu frequentando i gruppi della Lega alcolisti anonimi, negli anni Settanta, che Maria Beatrice scoprì questa sua passione per il paranormale e pulsioni sempre più forti verso il trascendente: “Lì ho conosciuto molte persone che mi fecero riflettere su quanto sia importante la continua ricerca di Dio: solo curando l’anima si risolvono i malesseri fisici. Poiché volevo fortemente smettere di bere, dovevo trovare qualcosa di più coinvolgente e vero dell’alcol. L’ho trovato nella fede”» (Laura Laurenzi).
• «Poi, venne l’ora della guerra legale ingaggiata da Vittorio Emanuele contro le tre sorelle, accusate di essersi appropriate indebitamente dell’eredità di Maria José, la regina madre. “Da allora, il gelo, ammette Maria Beatrice. Tanto che, caduto l’esilio, mio fratello non mi ha neppure telefonato per comunicarmi il suo rientro in Italia. L’ho rivisto a Roma, al matrimonio di Emanuele Filiberto”» (Marisa Fumagalli).
• Saputo della richiesta di danni presentata nel 2007 dal fratello e dal nipote allo Stato italiano, scrisse con la sorella Maria Gabriella una lettera a Porta a Porta in cui parlavano di «strampalate pretese» e prendevano le distanze ancora una volta da Vittorio Emanuele e dal figlio. «Questo documento ha il merito di provare che esistono altri Savoia, più discreti e signorili, interessati soprattutto a rivendicare i meriti storici della loro famiglia e a custodirne le memorie» (Sergio Romano).