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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Malcesine (Verona) 4 agosto 1948. Manager. Amministratore delegato e direttore generale delle Poste per 4 mandati consecutivi: dal 2002 al 2014. Dal 2009 Cavaliere del Lavoro.
• Carriera «fatta di molti incarichi importanti e di qualche ritirata strategica. Sulla sua uscita da Telecom con l’arrivo di Roberto Colaninno è fiorito nel tempo un aneddoto sul monito lanciato dal fresco scalatore della società, nel primo incontro con i dirigenti: “Da oggi non sarà d’aiuto ricevere telefonate a favore o contro”. Narra la leggenda che la telefonata per Sarmi l’avrebbe fatta Gianfranco Fini, leader di An, ma la realtà dei fatti racconta una storia molto diversa: Colaninno cancellò la funzione di Sarmi, allora direttore generale di Telecom, una carica ripristinata solo anni dopo, nell’era Tronchetti Provera. Non privo di problemi è stato il suo successivo passaggio in Siemens Italia: la società ha chiuso il primo bilancio in rosso dopo molti anni, mentre Sarmi non ha ritenuto sufficiente, per restare nel gruppo tedesco, il fatto che avessero investito su di lui con un tirocinio lungo sei mesi prima di farne il numero uno italiano. Nella sua chiamata alle Poste, in quota An, si dice che abbia avuto un ruolo Luigi Bisignani, portavoce dei potenti degli anni Ottanta» (L’Espresso).
• Alle Poste arrivò «con l’input di Fini, anche se negli anni ha poi intessuto rapporti diretti con Berlusconi» (Sergio Rizzo). Buoni rapporti con Giulio Tremonti.
• Un milione e mezzo l’anno la sua retribuzione alle Poste (Sergio Rizzo), ma nel 2012 fu di 2,202 milioni (Antonella Baccaro) [Cds 1/2/2014] «perché ha percepito 638.745,92 euro del 2011 non erogate e incassate l’anno dopo» (Il Tempo).
• Sotto di lui, nel 2012, Poste ha contribuito alla ricapitalizzazione di Alitalia, con 75 milioni, acquisendo una partecipazione azionaria nella compagnia aerea (a capo di Poste, era già a capo anche della compagnia aerea Mistral Air, interamente partecipata dalle stesse Poste).
• Prima di lasciare stava predisponendo la privatizzazione e la collocazione in Borsa di Poste Italiane.
• Alle Poste emanò una circolare per limitare l’uso dell’inglese (Cristina Marrone) [Cds 21/12/2008]. Lanciò il primo servizio di money transfers in Italia (Massimo Sideri) e firmò con gli Usa un accordo per la lotta al cyber-crimine [Cds 19/4/2009 e 30/6/2009]. Sotto la sua gestione le Poste si impegnarono in una serie di iniziative per l’e-commerce. Inoltre: lanciarono la posta certificata (Pec) (Mariolina Iossa) [CdS 27/4/2010], presero parte alla gestione dei servizi anagrafici di Roma [CdS 22/9/2010] e divennero concessionarie della Stato per il gioco d’azzardo on-line (Il Fatto Quotidiano). L’Antitrust multò le Poste da lui dirette per 39 milioni per abuso di posizione dominante sul mercato dei servizi postali (Sideri, cit. 28/6/2012].
• Firmò accordi per esportare il modello di Poste Italiane in Egitto (e divenne consulente del presidente egiziano Hosni Mubarak), in Russia, Nord Africa e Cina (Sideri, cit.) [CdS 29/9/2010, 3/12/2010, 28/11/2012 e 11/12/2012]; si aggiudicò l’emissione di carte prepagate in India (Federico De Rosa) [CdS 14/12/2010] e nelle Filippine (Sideri, cit.) [CdS 12/10/2012].
• «“Qui il primo innovatore sono io”, ama ripetere al suo staff, mentre quotidianamente controlla dal suo cellulare il numero delle nuove carte sim attivate, le social card funzionanti e così via» (La Repubblica – Affari & Finanza).
• Sei milioni la sua liquidazione da Poste. «Ma, almeno per ora, il cda ha preso tempo» (Lorenzo Salvia) [CdS 17/5/2014].
• Nel comitato promotore della Banca del Mezzogiorno (Mario Sensini) [CdS 12/3/2009], acquisì Mediocredito Centrale alle Poste, ne divenne presidente e la trasformò nella Banca del Mezzogiorno.
• «Sarmi ha passato indenne l’avvicendarsi di 6 governi perché raramente dice dei no pesanti: si è fatto carico dell’idea con echi degasperiani- meridionalisti di Tremonti di ricreare un mediocredito a lungo termine per le imprese del Sud con la Banca del Mezzogiorno; gode da tempo di un tregua con i sindacati che ottengono un mantenimento del numero dei dipendenti che non ha eguali tra le altre società privatizzate come Telecom o Enel anche a costo di trasformarli in cartolai, venditori di cellulari e altre professioni meno prevedibili. E il presidente non ha detto di no nemmeno a Letta quando gli ha chiesto di inventarsi qualcosa anche su Alitalia» (La Repubblica – Affari & Finanza).
• «Quando era ancora un giovane dirigente della Sip (l’attuale Telecom), Sarmi aveva scommesso su Gianfranco Fini e An. Non era un vip a quei tempi, anche se guidava un ufficio che valeva oro: responsabile degli acquisti nel periodo in cui la grande azienda pubblica dei telefoni stava rinnovando le centrali e lanciando la volata dei cellulari. Proprio nella telefonia mobile Sarmi sbocciò come manager di primo livello: direttore generale di Tim al posto di Vito Gamberale. E in ambito telefonico è rimasto a lungo, transitando però nel 2000 a Siemens Italia, dopo essere entrato in polemica con i nuovi padroni di Telecom privatizzata. Una volta assodato che Fini prometteva bene, ma il centrodestra era Silvio Berlusconi, Sarmi si adeguò. Scelto nel 2002 come amministratore delle Poste dal centrodestra, dovendo inaugurare alla vigilia di Natale del 2004 il restaurato e centralissimo ufficio postale di piazza San Silvestro a Roma, opportunamente invitò alla cerimonia Berlusconi, allora capo del governo, e per fargli una sorpresa battezzò seduta stante il nuovo sistema operativo “Sistema Informatico a Livello Virtuale di Integrazione Operativa”, il cui acronimo è S.I.L.V.I.O. Dicono che a Sarmi l’ideona sia stata suggerita da un collaboratore, Raimondo Astarita, che ha fatto carriera forse grazie anche a quell’exploit e ora dirige Poste Tutela, (…)» (Il Fatto Quotidiano).
• Nel comitato strategico di Italiacamp [CdS 23/6/2010], ha partecipato ai lavori della Commissione per la riforma di Confindustria [CdS 25/3/2014] e ha lasciato il comitato di presidenza della stessa Confindustria una volta uscito da Poste Italiane (Roberto Bagnoli) [CdS 8/5/2014].
• Ex pilota dell’aeronautica (Il Foglio).