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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Foggia 9 marzo 1934. Economista. Dal 2007 presidente della banca d’affari franco-belga Dexia Crediop (specializzata nel credito a enti pubblici), membro indipendente del cda di Banca Italease, vicepresidente dell’Abi e (dal 2011) della Ge.s.a.c. (la società che gestisce l’aeroporto di Napoli). Studioso di questioni monetarie, bancarie, finanziarie e fiscali, è autore di numerose pubblicazioni, professore a contratto presso le Università romane La Sapienza e Luiss. È stato vicedirettore generale della Banca d’Italia (dal 1976 al 1981), direttore generale del Tesoro (dal 1982 al 1991), vicepresidente della Bers, presidente della Bnl (dal 1994 al 1998) presidente della Diners Club Sim, vicepresidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e, per pochi mesi nell’87, ministro del Commercio estero (Fanfani VI).
• Nel 1979, da direttore generale della Banca d’Italia, fu arrestato per iniziativa del giudice Antonio Alibrandi, che avrebbe messo in carcere anche il governatore Paolo Baffi (1911-1989) e ne fu impedito dai limiti d’età. Scalfari ha riassunto così quella vicenda: «Erano arrivati i cupi anni di piombo e anche l’economia batteva il passo. Gli investimenti languivano, il potere politico effettuava invasioni sempre più pesanti nelle istituzioni, la Banca d’Italia era un intralcio sempre meno tollerato. Baffi lo sapeva e temeva l’occupazione politica del credito. Era rigoroso per carattere. Diventò inflessibile. Il capo della Vigilanza, Sarcinelli, ci metteva di suo l’intransigenza giovanile. Tra gli istituti di credito più influenzati dalla politica e dalle “arciconfraternite” c’era allora l’Italcasse e la Vigilanza decise un’ispezione accurata. Segnalò prestiti di grande rilievo senza sufficienti garanzie in favore dei “palazzinari” di allora, che godevano di larghe protezioni politiche. Il seguito di quella vicenda è noto: la procura della Repubblica di Roma spiccò mandati contro Baffi e Sarcinelli per un preteso abuso di potere in un’operazione dell’Imi. Sarcinelli fu arrestato, a Baffi fu ritirato il passaporto. Lo scandalo fu enorme. Si formò un fronte di resistenza e di protesta (venne tra l’altro sottoscritto da 130 economisti di tutte le tendenze politiche un documento di solidarietà a Baffi e Sarcinelli - ndr) e mi onoro di ricordare che Repubblica ne fu il capofila. Correva l’anno 1979. La Procura fece marcia indietro, ma il colpo per Baffi fu molto grave. Si dimise e Ciampi ne prese il posto».
• Il ricordo degli esordi in Bankitalia negli anni Cinquanta: «Avevo l’ufficio nel salone da ballo, che era stato suddiviso in quattro cubicoli. Nel pomeriggio, finito l’orario di lavoro, spesso mi sdraiavo sul pavimento a leggere un libro, nel riquadro dell’ultimo sole che entrava dalla finestra. Un giorno mi sorprese così il governatore Donato Menichella. Invidiavo il gatto del portiere, che aveva il privilegio di godersi il giardino» (a Lauretta Colonnelli) [Cds 23/3/2010].
• Quindicimila euro al mese la pensione maturata nei 24 anni di attività presso Bankitalia (La Stampa).
• Dal Tesoro «si dimise quando il presidente del Consiglio Giulio Andreotti gli chiese di assicurare alcune esportazioni alla Russia, trasferendo sullo Stato un rischio che egli riteneva non si dovesse correre» (Francesco Giavazzi).
• Nel 2012 vinse la prima edizione del premio in memoria di Giorgio Ambrosoli [Cds 6/3/2012].
• Si è più volte espresso a favore dell’ipotesi di una patrimoniale per rimettere ordine nei conti pubblici
• Laureato in Giurisprudenza a Pavia.
• Sposato con Giovanna Longardi, due figli.