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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• (Gaetano) Savona 15 novembre 1946. Critico cinematografico, storico, filologo. Un’immensa attività di recupero, sistemazione, valorizzazione, descrizione di antico materiale iconografico italiano (cinema principalmente, ma anche foto, manifesti, eccetera). «Sono stato un cocco di Fellini».
• «Studente brillante, ma che non vince, con grande dispiacere della madre, il titolo di principe dell’Accademia degli Scolopi, perché nel 1965 getta sul palco del teatrino alcuni polli vivi per protestare contro la chiusura, da parte dei religiosi, del Circolo del cinema dopo la proiezione di Una donna sposata di Godard. In seguito, mentre frequenta l’università a Genova dove si laurea discutendo una tesi sul linguaggio della contestazione, relatore Pier Vincenzo Mengaldo, controrelatori i terroristi Gianfranco Fajna ed Enrico Fenzi, trasforma con il ferroviere comunista Mirko Bottero il circolo Calamandrei nel cineclub Filmstudio, che lascia a Carlo Freccero, per fare l’esercente alternativo a Milano. Saluta Savona dov’è nato, nel 1972, quando, grazie a un finanziamento di 500 mila lire erogato dall’assessore alla Cultura del Psiup Dante Luciano, mostra (insieme ad Adriano Aprà, Carlo Freccero, Aldo Grasso, Sergio Grmek Germani, Mimmo Lombezzi e Patrizia Pistagnesi) le grandezze di Raffaello Matarazzo, con un’operazione che segna la nascita della giovane critica. Vive a Milano facendo televisione e occupandosi di cinema» (Diario).
• Ha realizzato una biografia di Walter Chiari in sette puntate andata in onda su Raitre (Storia di un altro italiano), è stato socio di Chiambretti per cinque anni (autore del Portalettere, Prove tecniche di trasmissione e Goodbye Cortina, programma itinerante sulle capitali comuniste).
• È il maggiore storico italiano della censura e della propaganda cinematografica (con Pierluigi Raffaelli).
• Ha scritto su Repubblica, Panorama, Europeo.
• Ha interpretato se stesso nel Caimano di Moretti e un generale che assedia Tobruk e fabbrica cimiteri nell’ultimo film di Monicelli, Le rose del deserto (è comparso anche in film di Ciprì & Maresco, David Riondino, Peter Del Monte ecc.).
Qual è stata la prima volta a Venezia? «Il mio primo Festival è stato quello del 1969. Ci sono arrivato con la tessera del circolo del cinema di Savona, uno dei pochi in Italia di ispirazione socialdemocratica. Avremmo scoperto molto tempo dopo che la nostra federazione era finanziata con i dollari portati dall’America da Sandro Paternostro. Di quella prima volta ho due ricordi indelebili. Il primo, che nessuno voleva sedersi accanto a me». Come mai? Aveva già fama di essere un critico troppo cattivo? «Macché, perché puzzavo. Mi ero accampato agli Alberoni con un amico, ma la prima notte i ladri ci hanno squarciato la canadese e ci hanno rubato tutti i vestiti. Così ho dovuto portare la stessa camicia per 12 giorni» (intervistato da Nanni Delbecchi) [Fat 10/8/2014].
• Sposato con Maria Caterina Azzigana. Non hanno figli.