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 2017  marzo 26 calendario

• Cura di Vetralla (Viterbo) 18 aprile 1944. Giornalista. Ex direttore di Sette (dal 27 giugno ’92 al 23 giugno ’94) e di Cuore. Conduttore con Giorgio Lauro del programma Un giorno da pecora su RadioDue. Famose le sue interviste (per anni su Sette, poi Corriere della Sera-Magazine, poi sulla Stampa). Autore tv (Padreterno con Boncompagni su La7). Molti libri, da ultimo Stelle bastarde. Segno per segno lo zodiaco che non mente. Perché gli oroscopi sono stupendi ma la vita fa schifo (Chiarelettere 2011) e, in precedenza: Di lotta e di governo (con Luigi De Magistris), Francesco Cossiga - Novissime picconate, Onorevoli risate, L’uomo che non c’è (ritratto di Francesco Cossiga), Il rompipalle (con Marco Travaglio), Io, Berlusconi, le donne, la poesia (con Sandro Bondi), Se ci fosse ancora lui (con Alessandra Mussolini), Dimmi, dammi, fammi, tutti editi da Aliberti.
• «Sabelli era il nonno farmacista, Fioretti la nonna casalinga. A quei tempi si potevano fare ’ste puttanate con i doppi cognomi» (da un’intervista di Stefano Lorenzetto).
• «Ho scritto una ventina di libri, nessuno dei quali ha rivoluzionato il panorama culturale italiano» (Io Donna).
• Con Aldo Grasso il giornalista più citato nel Catalogo dei Viventi 2008.
• «Vive in un posto “sopra le montagne del Trentino, non lo conosce nessuno”. Torna nel mondo per un paio di giorni alla settimana ed è capace di infilarci dentro anche sette interviste» (Antonella Boralevi).
• Appassionato di montagna [CdS 13/12/2010].
• «Ero direttore di Cuore. Sono stato direttore di Abc, Panorama mese, Sette e non contavo niente. A Cuore sì. Potenti sono i direttori di Corriere, Espresso, Panorama: perché distribuiscono potere. Se ti do una rubrica, ti do potere. Comunque trovo il potere poco allettante. Ho sbagliato, andando via da Repubblica perché sono scemo. Sono uno dei fondatori. Sono sempre stato un ritardato. Mi avevano assunto per lo Sport, dovevo fare il caposervizio, poi mi dissero che mi promuovevano vicecaporedattore, poi che mi rimettevano allo sport. Ero un ragazzino di 30 anni e me ne andai. La pochezza della motivazione mi agghiaccia».
• Una sua intervista per La Stampa a Stefano Ricucci indusse l’Universitatea din Oradea, in Romania, a revocare la laurea allo stesso Ricucci e ad altri 45 italiani (Libero).
• Querelato più volte (con esiti alterni), si batté per una modifica delle sanzioni per la diffamazione.
• «Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro sono due vecchie lenze radiofoniche che alla loro trasmissione, non prendendo sul serio nessuno, erano già riusciti a far fare agli ospiti cose impensabili. Spingere Lamberto Dini a cantare Bandiera rossa. Trascinare Carlo Taormina (accompagnato dalla strofetta: “mi sono innamorato di Taormina / una ragazza giovane e carina”) a confessare che le leggi cui aveva contribuito erano “ad unicam personam”. Obbligare Gabriele Albertini a fare l’imitazione di Diego Abatantuono» (Gian Antonio Stella).
• Insieme a Lauro ha tratto dal programma radiofonico un libro con lo stesso titolo: Un giorno da pecora (Chiarelettere 2013).
• Alcuni grandi elettori scrissero il suo nome sulla scheda durante le votazioni per eleggere il presidente della Repubblica nel 2013 (Lorenza Fuccaro) [CdS 21/4/2013].