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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Vignale Monferrato (Alessandria) 1 ottobre 1930. Imprenditore. Manager. Nel 1957 entrò alla Fiat come responsabile marketing della Divisione commerciale autoveicoli, dal 1969 al 1972 fu responsabile della pianificazione aziendale e del marketing centrale del gruppo e membro del comitato direttivo, nel 1977 divenne amministratore delegato e direttore generale della Lancia, nel 1979 lasciò il gruppo Fiat per assumere la presidenza di Riv-Skf, iniziando la collaborazione con Wallenberg, arrivata fino alla presidenza di varie società del gruppo svedese in Italia. Dal 12 gennaio al 23 ottobre 1998 fu presidente di Telecom Italia. A inizio 2008 si è offerto di rilevare il 100% della Bertone spa (offerta respinta da Lilli Bertone).
• «È uomo di carattere. Carattere estroverso, talvolta ai limiti della ruvidità, che può causargli qualche problema. Un uomo con molta visione, ma che - sostiene un amico – “è presbite: ha grandi intuizioni su quello che accadrà, ma fatica a vedere ciò che succede attorno”. È uno scontro con Carlo De Benedetti - all’epoca transitante in Fiat - che spinge ad esempio Rossignolo a spostarsi nelle più appartate stanze di amministratore delegato della Lancia nel 1977 per poi uscire definitivamente dal gruppo anche a causa dei disaccordi con Cesare Romiti. Ed è un altro cozzo frontale che lo porta a rompere - poche settimane dopo il suo arrivo in Telecom - con Vito Gamberale, un altro manager non esattamente celebre per le sue virtù diplomatiche. Una frattura che molti giudicheranno fondamentale per minare la sua presidenza, durata meno di un anno, nella società di tlc. Il carattere di Rossignolo provoca anche qualche uscita celebre: quella che da un decennio si porta incollata addosso riguarda proprio l’esordio in Telecom, quando dichiarò a un giornalista del Financial Times che lui non sarebbe stato certo un presidente decorativo, ma un “very powerful executive chairman”, un presidente esecutivo e perdipiù “molto potente”. Autodefinizione, inutile dirlo, smentita dai fatti nel giro di pochi mesi. Ma se l’uomo è pronto a scontri feroci è anche tessitore di rapporti non banali. In Fiat, legato soprattutto a Umberto Agnelli, è ad esempio lui che organizza nel 1974 un incontro con il segretario generale della Cgil Luciano Lama. Ed è Rossignolo che proprio grazie al canale Lancia - la Saab esporta le vetture Lancia e Autobianchi in Svezia - diventa l’uomo di fiducia della famiglia Wallenberg, gli Agnelli locali. Per loro entra da presidente - sostituendo l’Avvocato - nella Riv Skf che fabbrica cuscinetti a sfera, a loro segnalerà nell’84 la Zanussi in crisi che viene rilevata per l’appunto dalla svedese Electrolux portando anche in questo caso Rossignolo al vertice. Anche con il mondo Fiat Rossignolo conserva dopo l’uscita rapporti buoni: intanto perché nell’attività da imprenditore che ha cominciato dal 1978 con Prima Industrie - robotica - e nella componentistica auto, è meglio che i capannoni di Mirafiori restino terra amica; ma anche perché dagli Agnelli è stimato, tanto è vero che è proprio l’azionista Ifil - esponente del “nocciolino duro” post-privatizzazione - a proporlo come presidente di Telecom» (Francesco Manacorda).
• Dal 2011 è indagato dalla Procura di Torino per indebita percezione di contributi pubblici destinati alla formazione del personale della casa automobilistica De Tomaso, con sede nello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco. L’azienda, acquisita nel 2009, ha dichiarato fallimento nel 2012.