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 2017  novembre 19 Domenica calendario

• Castelgoffredo (Mantova) 17 luglio 1941. Imprenditore.

• «Licenza elementare, comincia a lavorare a 11 anni in un calzificio per aiutare la famiglia (il papà fa il muratore), a 18 diventa tecnico tessile, poi parte per il servizio di leva: “Quando tornai, nel 1964, convinsi mio padre a cedermi lo scantinato di casa, la banca a farmi un prestito e qualche azienda che produceva macchine a farmi credito”. Poi, insieme con i fratelli debutta con il calzificio Francia. Dieci anni dopo produce le calze Fontanella poi con altri 6 piccoli imprenditori parte con il Consorzio Sette Stelle. Nel 1978 torna da solo: “Misi a punto il primo filato spiralato in Lycra (quello che non fa le pieghe sulle caviglie) e fornivo alle aziende un articolo già usato nelle calze sanitarie, ma che nessuno era mai riuscito ad alleggerire per la moda”. Nell’82, con un capitale di 200 milioni, fonda la Filodoro, che in 10 anni raggiunge i 220 miliardi di fatturato. Nel 1993 quando vende a Sara Lee Corporation (ma resta per due anni alla presidenza) ha 1.050 dipendenti e un fatturato di 225 miliardi. Nel 1997, entra come azionista di riferimento a Pompea e inaugura il gruppo Rodella, diventato poi proprietario dell’azienda» (Paola Messina).
• «Di se stesso dice: “Sono un contadino”. E c’è da credergli a vedere quella fisionomia padana mischiata con una vaga somiglianza con Robin Williams, a sentire quella parlata che non vuole evitare il dialetto, e infine a guardare nell’anticamera quella collezione di animali contadini in ceramica e colorati, mucche, tori, polli, addobbati con piume e altro, tanto da farli assomigliare a delle sculture della Biennale. Ma Adriano Rodella è soprattutto un infaticabile costruttore di aziende con un formidabile fiuto per le innovazioni. “Siamo stati i primi a fare pubblicità, non mi tiro indietro nel considerare il ruolo del marketing: ma ci vuole anche la produzione sennò che cosa si mette in tavola e nei negozi?”. E poi sostiene che tutta l’Europa è diventato un mercato difficilissimo “intasato da cani e porci”» (Angelo Carotenuto) [Rep 17/7/2008].
• Negli ultimi anni Pompea è stata colpita dalla crisi: «Non sono stato abbastanza veggente da prevedere una così drastica riduzione del manifatturiero. Ormai le donne portano i pantaloni, anche nella mia azienda, e sotto hanno un calzino di cotone o un gambaletto. Il collant, che trent’anni fa era una roba di lusso, è andato a farsi benedire. Io ero partito in quinta facendo delle belle cose, purtroppo ho sbagliato. Non so più cosa inventare. Dieci anni fa abbiamo preso Roberta per aggiungere il cotone, ma ormai anche il cotone lo si fa nei Paesi emergenti. Non c’è storia che tenga» [a Igor Cipolletta, Gazzetta di Mantova 2/12/2013].
• Ha cambiato spesso amministratori delegati: «Forse perché ritengo di essere un superman».
• «La cravatta la mette raramente e quando la porta te ne accorgi che non è abituato, perché è fuori moda di almeno vent’anni. Però è, non c’era da dubitarne, Hermès (…) Giura di avere votato Pci» (Guido Vigna).
• Due figli, Alberto e Alessandro, entrambi con ruoli dirigenziali nell’azienda di famiglia.