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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Firenze 10 giugno 1952. Cantante. Attore. Autore. Ex magazziniere, fattorino, curatore di mostre alla Biblioteca nazionale di Firenze, prime apparizioni in tv su Italia Uno in Lupo solitario. Visto a teatro, tra l’altro, in Todos Caballeros... ovvero ballate per Don Chisciotte e Sancho Panza (con Dario Vergassola, insieme al quale conduceva anche su Radio 2 il programma Vasco De Gama), Fermata provvisoria (spettacolo di cabaret di cui è anche autore). A Radio 3 conduttore del varietà radiofonico Dottor Djembe, con Stefano Bollani.
• «L’inventore di Joao Mesquiño parte da lontano: dal concorso per bibliotecario sostenuto in un giorno di neve a Torino, con prove di matematica e d’italiano di disarmante banalità. La biblioteca è soppiantata dalla canzone: il futuro Joao fa da apripista nei concerti di De André con una canzone di Brassens tradotta da Fabrizio. Sono i primi anni Settanta: contestazione dura, incendi d’auto e assemblee anche per i concerti pop. Il che può stimolare una parodia dell’impegnatissimo De Gregori con l’esecuzione di Giuseppina che cammina sul filo. Le cose cambiano. Arriva il Costanzo Show; arrivano le riviste Tango e Cuore, sulle quali Riondino comincia a pubblicare le sue terzine incatenate, modellate sullo schema dantesco» (Osvaldo Guerrieri).
• «“Costanzo aveva deciso di fare uno show senza persone note. Non che io fossi un esimio sconosciuto: venivo dal teatro con Paolo Rossi e da una piccola esperienza alla Rai. Ma insomma...”. Nacque così João Mesquiño, l’improbabile cantante brasiliano che commentava, con brevi strofe improvvisate, i temi della serata» (Michele Anselmi).
• È stato uno dei vip truffati da Gianfranco Lande, il “Madoff dei Parioli”: «Dal 1999 al 2006, ha raccontato, ha versato al gruppo di Lande “almeno 450 mila euro”, tutti “in contanti”, perdendo l’intera somma. Riondino ha raccontato di essersi rivolto nel 2009 a Roberto Torregiani, imputato in un procedimento scaturito dalla stessa vicenda, manifestandogli “l’intenzione di voler riprendere i soldi e di capire come ‘scudare’ il denaro in nero, che era stato investito all’estero”. Così, ha proseguito, “decido di avvalermi dello scudo fiscale sborsando altri 65 mila euro, e secondo Lande e soci, sulla carta il mio ‘capitale’ era lievitato fino ad un milione e 300 mila euro. Inutile dire che quella cifra non l’ho mai incassata e ho perso tutto con il fallimento della società”. (…) Con i frutti di quei 450 mila euro, Riondino intendeva costruirsi “una sorta di pensione integrativa”, nonché “portare avanti una serie di progetti artistici e realizzare un po’ di sogni, come l’acquisto di una casa. E invece niente”. Tutto era cominciato dall’incontro con Torregiani: “Era rassicurante, lo conobbi su indicazione di alcuni amici, mi propose di investire i soldi in parte in titoli aggressivi e in parte in titoli a tasso fisso. Mi diceva che avrei riavuto la somma quando ne avessi avuto bisogno”» (Fat 30/1/2012).
• Una figlia da un precedente matrimonio, per anni è stato il compagno di Sabina Guzzanti.