Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Yasha Reibman

Biografia di Yasha Reibman

• Petah Tikva (Israele) 2 novembre 1974. Psichiatra. Fino al 2012, portavoce e vicepresidente della comunità ebraica milanese. Ex consigliere regionale lombardo (lista Bonino). «In Italia noi ebrei siamo trentamila ma litighiamo come un milione» (a Gian Guido Vecchi).
• «Ha fatto domande imbarazzanti a Prodi sui finanziamenti europei al terrorismo palestinese, ha accusato Asor Rosa di antisemitismo, ha fatto le pulci a Sabina Guzzanti che aveva osato nominare la “razza ebraica”» (Claudio Sabelli Fioretti). Nel 2006 accusò Diliberto di bruciare in piazza le bandiere di Israele e lui lo querelò per un milione di euro.
• «Padre israeliano e madre italiana. Entrambi di origine lituana. Mio nonno ha conosciuto sia le prigioni sovietiche che il campo di concentramento italiano. Subito dopo la mia nascita i miei si sono separati ed io sono tornato a Milano con la mamma».
• «Io sono interista, e molto. A un Inter-Napoli di anni fa c’era lo striscione “Hitler: con gli ebrei anche i napoletani”. Al derby, il canto della curva interista era “Rossoneri ebrei” (...) Un giorno, avevo quattordici anni, mi ero talmente rotto che andai allo stadio con la bandiera di Israele (...) Ero al terzo anello rettilineo. Dalla curva si sono messi tutti a fischiarmi. E poi mi hanno urlato: “Comunista!”».