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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Roncello (Milano) 27 aprile 1950. Ex calciatore. Attaccante, con il Torino vinse lo scudetto del 1976. Tre volte capocannoniere del campionato (1973, 1975, 1976), giocò anche con Fiorentina e Udinese. In Nazionale 19 presenze e 5 gol. Dal 1997 dirige una scuola calcio per bambini a Trezzo sull’Adda: «La mia squadra ideale è una squadra di orfani. (…) Molti rovinano i figli senza nemmeno rendersene conto. Non hanno raggiunto i risultati sperati e riversano sui bambini le proprie frustrazioni» [Federico Pistone, Cds 6/12/2013].
• «Sono cresciuto in una famiglia milanista ma il mio idolo era Gigi Riva. A 15 anni correvo i 100 in 10”5 con le scarpe da calcio. E a 15 anni faccio i primi allenamenti veri. Ero cresciuto allo stato brado, senza che nessuno mi dicesse cosa fare o non fare. E arriva il giorno del provino con l’Inter, sul campo di Rogoredo, con altri ragazzi della regione. A guardare ci sono Helenio Herrera e Invernizzi. Li sento parlare a fine partita. “L’11 è troppo veloce per giocare a calcio, meglio che si dia all’atletica”. L’11 ero io, e ci rimasi male. Poi arrivò la chiamata del Torino. Mia madre aveva dei dubbi: è troppo lontano da casa, farai la vita del barbone. Invece ci sono rimasto 17 anni, bellissimi e lunghissimi, finché non sono passato dal ruolo di insostituibile a quello di inutile» [Gianni Mura, Rep 3/3/2014].
• «Con Graziani ci chiamarono i gemelli: quel soprannome, dopo, lo attribuirono a tante altre coppie, ma credo che nessuno batterà mai i nostri record. Lui era un generoso e io un indiano, andavo per i cavoli miei. Insieme, diventammo il giocatore ideale».