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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Obljaj (Austria-Ungheria, attuale Bosnia Erzegovina) 25 luglio 1894 - Terezín (Austria-Ungheria, attuale Repubblica Ceca) 28 aprile 1918. Nazionalista serbo-bosniaco. Autore dell’attentato di Sarajevo (28 giugno 1914), casus belli della Prima guerra mondiale.
• Figlio di un postino, sesto di nove fratelli (sei dei quali erano morti bambini), scuole a Sarajevo e Tuzla. Nel 1912 a Belgrado, con molti serbi mobilitati per la prima guerra balcanica, cercò di unirsi alla milizia della Mano nera, società segreta panslavista che propugnava la liberazione della Bosnia ed Erzegovina dal dominio asburgico per unirla alla Serbia. Fu respinto per la sua bassa statura. Ma riuscì poi a entrare in un campo d’addestramento e a essere reclutato, in un gruppo di almeno sette persone armate di pistole e bombe a mano, per l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, erede al trono dell’Impero asburgico, in visita a Sarajevo. Dopo che uno dei suoi compagni aveva fallito il bersaglio (la bomba era esplosa in ritardo), a Princip capitò per caso di trovarsi davanti alla macchina dell’arciduca, il cui autista aveva sbagliato strada. Sparò e colpì a morte l’erede al trono e la moglie. Tentò quindi di uccidersi ma fu fermato dalla folla e dalla polizia. Troppo giovane per essere condannato a morte (la legge asburgica poneva il limite minimo dei vent’anni d'età per la pena capitale), i giudici gli imposero di scontare la pena massima di vent’anni di carcere. Morì prima, consunto dalla tubercolosi, quando la guerra non era ancora finita.