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 2017  agosto 18 Venerdì calendario

• Firenze 20 giugno 1964. Politico. Vicepresidente senior di Eni (dal 1 luglio 2015, si occupa del business internazionale, dei rapporti con gli stakeholders e dei progetti sulla sostenibilità). Eletto alla Camera nel 1996, 2001, 2008 e 2013 (Ulivo, Margherita, Pd), al Parlamento europeo nel 2004. Già viceministro degli Esteri nel governo Letta e poi nel governo Renzi (dimessosi il 15 giugno 2015) e responsabile Esteri del Pd dalla nascita del partita.
• Laureato in Scienze politiche al Cesare Alfieri di Firenze, ha insegnato, per la Bing Overseas Studies della Stanford University di Firenze. È membro dello Iai (Istituto Affari Internazionali), del Cespi (Centro Studi Politici internazionali), è nel Comitato scientifico di East (Europe and Asia Strategies) e nel consiglio direttivo della Fondazione Italianieuropei.
• Nel 2009 candidato alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Firenze, fu battuto da Matteo Renzi (40,5% contro 26,9%). Da qui anche la fama di antirenziano. «I due si odiavano come solo persone che si conoscono da anni per aver lavorato insieme possono fare, con sentimenti e risentimenti. Oggi, nonostante Pistelli sperasse di fare il ministro degli Esteri, hanno un rapporto civile (con Renzi è impossibile averlo incivile) e il presidente del Consiglio gli ha chiesto consigli, per esempio sulle persone da mettere in segreteria appena diventato leader del Pd» (David Allegranti) [Fog 2/4/2015].
• «È il viceministro degli Esteri che, appena eletto il riformista Rohani, fu mandato in missione-lampo da Emma Bonino a Teheran per rimettere in gioco l’Italia in un Paese strategico e invece trascurato da un decennio. È il politico che più a lungo, e da ben prima della prima elezione di Obama, ha tenuto per il conglomerato di centrosinistra oggi divenuto Pd, i rapporti strutturali con i Democrats americani. Sempre in penombra, e anche vedendosi sfuggire – da candidato naturale quale era – la successione a Federica Mogherini alla Farnesina, per il meno naturale dei motivi, al di là delle voci sull’ostracismo renzista: la competenza (…) Pistelli ha scelto la diplomazia parallela, dato che anche questo è storicamente l’Eni, come lo fu anche la Comit almeno fino alla stagione delle fusioni bancarie? La testa di Pistelli fa un po’ sì e un po’ no. “L’Eni è l’azienda più globale che ha l’Italia, è presente in 80 Paesi è un formidabile centro d’innovazione. Ma pur avendo finalità pubbliche, legate all’interesse nazionale, è un’azienda di diritto privato. E tuttavia, come non definirla a suo modo un’istituzione?”. È questo che, mentre si confida e guarda il fondo di una tazza di tè, dà tutto il senso e il peso della sua “second chance” (…) La politica uscirà dal mio orizzonte, mi lascio alle spalle 98 paesi frequentati nelle mie molte reincarnazioni, 19 anni di Parlamento, italiano ed europeo, 10 da amministratore locale a Firenze, la vita nei giovani Dc, poi il Ppi con Martinazzoli, vice capogruppo di Mattarella nel ’96, poi responsabile Esteri del Pd... è vero che ho praticato vite parallele, con incarichi universitari anche all’estero e perfino a Stanford. È vero che mi intriga la capacità che hanno gli americani, quelle revolving doors per le quali si passa dall’università al business alla politica o viceversa, in modo che le competenze si fertilizzino, mentre da noi è tutto bloccato, di solito... Ho accettato perché mi pare l’ultima occasione per cambiare, ma il peso e anche la responsabilità del cambiar vita queste ultime notti mi han tenuto sveglio...”» (Antonella Rampino) [Sta 15/6/2015].
• Sposato, tre figli.
• Il 10 ottobre 2014, in un post su Facebook ha raccontato, con ironia: «Per coincidenza ma non mi era ancora capitato: mio figlio in una manifestazione che critica (dai, meglio dire sprona) il governo sui fondi per la scuola... la prossima volta parliamone a cena a casa».