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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Napoli 10 giugno 1937. Editore. Dopo l’esordio con Monaco ‘72. La notte dei fedayn, ha indovinato alcuni libri di denuncia come The Vatican Connection, poi, su consiglio di Fernanda Pivano e Francesco Durante, ha fatto conoscere agli italiani Bret Easton Ellis, Don DeLillo, Naghib Mahfuz, Tahar Ben Jelloun (sui diritti di quest’ultimo è anche scoppiato un incidente con l’Einaudi, non finito in tribunale per decisione dello stesso Pironti). Ultima invenzione la collana degli elogi: l’elogio della suocera di Peppe Lanzetta, l’elogio del culo di Tinto Brass ecc.
• Ha raccontato la sua vita in Libri e cazzotti (Tullio Pironti 2005): «Sono l’unico editore in attività che sia mai stato sul ring. Incominciai a 15 anni, a Napoli, nella palestra Olimpia in via dei Mille, la palestra più elegante della città. Tenevo paura. Sul ring. Paura di prenderle, di uscire scemo. Andavamo a combattere sulle navi degli americani, che ci spruzzavano con il ddt per levare le piattole, ma pagavano bene, 50 mila a incontro, quando la mia paga normale era di 5 mila» (da un’intervista di Emanuela Audisio).
• Il padre visse fino a 102 anni: «Ma lui non beveva, non fumava e fotteva. Io sono l’opposto, bevo, fumo e non fotto» (a Giancarlo Dotto).