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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Roma 26 maggio 1946. Compositore. Oscar 1998 per La vita è bella (Benigni). David di Donatello per Ginger e Fred (Fellini, 1986), Caro diario (Moretti, 1994), La stanza del figlio (Moretti, 2001), Nastro d’argento per Pinocchio (Benigni, 2002), La voce della luna (Fellini, 1990). Nel 2008 ha ricevuto a Cannes il cavalierato francese dell’Ordine delle arti e delle lettere. Con Vincenzo Cerami (2 novembre 1940 – 17 luglio 2013) ha firmato il racconto musicale Il signor Novecento, recitato da Lello Arena, La cantata dei cent’anni, la versione italiana della commedia musicale Concha Bonita e Made in Italy, all’Ambra Jovinelli. Nel 2009, su testo di Eduardo De Filippo, scrive la cantata sinfonica Padre Cicogna, rappresentata al teatro San Ferdinando di Napoli per i venticinque anni dalla scomparsa dell’autore: in scena, Luca De Filippo e l’orchestra del San Carlo diretta dallo stesso Piovani. Nel 2011 al Ravello Festival presenta Viaggi di Ulisse, racconto musicale su versi di Joyce, Kavafis, Omero, Saba e Tasso. Nel 2013 è uscito Cantabile, raccolta dei suoi più grandi successi.
• «Faceva l’organista da matrimonio. Schubert e Mendelssohn. Ma anche improvvisazioni originali, con il parroco atteggiato a Zubin Metha per segnalare i passaggi liturgici più delicati. “È in chiesa che ho imparato la musica funzionale. In fondo non era molto diverso dal cinema: anche allora dovevo alternare alla melodia commossa dei momenti più intensi il chiasso della gioia e della esaltazione. Poi passavo in sacrestia a ritirare le cinquemila: mi servivano per comprare dischi e partiture. E per studiare”. Primi anni Sessanta, quartiere Prati. Piccola e media borghesia romana, in un paese cattolico ancora legato a rituali di vita contadina. La chiesa del Rosario palcoscenico dei grandi eventi quotidiani. “Io ero nato subito dopo la guerra, al Trionfale. Mio padre Alberico era un piccolo commerciante che viveva di espedienti: non ci faceva mancare niente – come si usava dire – ma di lusso non c’era traccia. Aveva passione per la musica: suonava la cornetta nella banda di Corchiano, un paesino del viterbese vicino a Civita Castellana. Ed era anche dilettante autodidatta di mandolino. Un giorno comparve a casa nostra uno strano tipo con la fisarmonica. Arrivava con il suo Guzzetto, e dava lezione ai miei due fratelli maggiori. Io ero il più piccolo, un po’ viziato. A tre anni puntai i piedi: ottenni la mia fisarmonichetta. Quel capriccio segnò probabilmente il mio destino. I miei fratelli presto si stancarono, io continuai”. Il resto lo fece nonno Nino, baritono in gioventù con il pallino per l’opera. “A cinque anni mi regalò il pianoforte, dandomi i soldi per le lezioni private. Così avrei potuto sostenere, da privatista, gli esami al Conservatorio”. Famiglia a vocazione artistica, quella dei Piovani: un clan che sembra uscito da una commedia di Eduardo. Una parte importante, in questa storia, l’ebbe anche zia Pina, sorella di Alberico. “Recitava nel varietà, monologo melodrammatico: Pina Piovani, un nome abbastanza conosciuto al cinema. Era stata la moglie di Totò in Guardie e ladri e la mamma della Lollobrigida ne La Romana”» (Simonetta Fiori). «Vedendola mi si è attaccato il virus, così mi è rimasto l’innamoramento per tutto il teatro musicale, dal melodramma alla zarzuela» (a Maurizio Porro).
• «Fu Elsa Morante, conosciuta grazie a Carlo Cecchi, a liberarmi dal complesso della musica colta. Fu lei, con la sua autorità, a farmi capire che scrivere un valzer per fisarmonica ha la stessa dignità che fare musica da camera. Un altro incontro fondamentale è stato con Fellini, maestro nel trasmettere la libertà giocosa del comporre».
• Prima dell’Oscar, per molti americani era soltanto un nome de plume: Nicola Piovani, pseudonimo di Ennio Morricone, sta scritto in molte enciclopedie Usa (l’equivoco era nato da un’intervista di Morricone a un giornale arabo).
• Nel 2014 ha pubblicato La musica è pericolosa (Rizzoli): «L’ho scritto in campagna, a Corchiano, nel viterbese, dove ho una casa e mi rifugio spesso per allungare le giornate».
• Sposato, due figli.
• Romanista.