Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 24 Sabato calendario

• Castelnuovo Magra (La Spezia) 7 agosto 1929. Giornalista. Storico. Uno dei pochi che si dedica professionalmente alla divulgazione.
• «Mi piaceva scrivere. Scrivevo degli articoli e poi li imbucavo indirizzandoli ai giornali. Non avevo mai risposta. Una volta mia madre torna a casa con dei fagiolini avvolti in un giornale: vedo la mia firma in fondo a un articolo. L’avevano pubblicato senza dirmi niente. Era sull’anniversario della morte di Edgar Allan Poe. Ho pensato: “Allora forse qualcosa so scrivere...” e sono andato avanti». Esordio come cronista di nera, appassionato di misteri, è infine approdato in Rai dove ha realizzato diversi programmi di informazione storica. È stato direttore, tra l’altro, di Storia illustrata, La Nazione e, in tv, di Speciale Tg1.
• «I ragazzi del ’44 (Mondadori) nel lontano 1965 era stato vittima del conformismo e censurato; vent’anni più tardi, divenne il pretesto per una clamorosa polemica editoriale. Petacco vi descrive i turbamenti del giovanissimo protagonista, suo alter ego, di fronte alle brutalità di una guerra condotta senza esclusione di colpi fra partigiani e fascisti in Lunigiana. Agguati, tradimenti ed esecuzioni sommarie sono accomunati da un termine allora tabù e oggi ampiamente adottato dagli storici non solo revisionisti: “guerra civile”. I passaggi di campo, pro o contro la Repubblica di Salò, sono descritti come spesso furono realmente: scelte occasionali, dettate da slanci, equivoci e circostanze fortuite. Soprattutto non fu perdonata al Petacco di allora, quando presentò alle case editrici il suo romanzo, la scelta di descrivere criticamente la Resistenza. Il protagonista de I ragazzi del ’44 entra a far parte di una formazione partigiana nominalmente cattolica, in realtà egemonizzata dai comunisti, ma resta una velleitaria comparsa sul teatro di guerra. Petacco nella sua nota è esplicito: “il contributo dei partigiani alla guerra di liberazione fu modesto”, mentre venne “oscurato l’apporto, quello sì decisivo, della Quinta armata americana e della Ottava armata britannica”. Ne è passata di acqua sotto i ponti, certo, da quell’anno 1965, quando il giovane Arrigo offrì inutilmente a varie case editrici il dattiloscritto; senza immaginare, allora, che gli inevitabili rifiuti avrebbero bruciato la sua carriera di romanziere, spingendolo però verso il giornalismo e la storia» (Dario Fertilio).
• Ha scritto numerosi saggi, tutti editi da Mondadori: La croce e la mezzaluna (2005, sulla battaglia di Lepanto), ¡Viva la muerte! (2006, sulla guerra civile spagnola), L’ultima crociata (2007, ispirata dal discorso di Benedetto XVI a Ratisbona), Il regno del Nord. 1859: il sogno di Cavour infranto da Garibaldi (2009), Eva e Claretta. Le amanti del diavolo (2012, sulle amanti di Mussolini e Hitler), A Mosca, solo andata. La tragica avventura dei comunisti italiani in Russia (2013), ecc.
• Nel 2007 si disse «perplesso. E sgomento» alla notizia della condanna all’ergastolo di dieci ex nazisti ultraottantenni per la strage di Marzabotto: «“All’epoca avevano 18 anni, senza altra responsabilità che di essere gli esecutori materiali degli ordini”. Li giustifica? “No. Li avrei fucilati, ma sessant’anni fa, non ora”» (Elvira Serra).
• È stato sposato con Lucetta De Martino. Vedovo dal 1989, da allora vive solo, in riva al mare di Portovenere. Due figlie, Monica (giornalista del Tg2) e Carlotta. Due nipotini, Irene e Paolo.