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 2017  giugno 29 Giovedì calendario

• Napoli 2 gennaio 1970. Ex magistrato. Politico. Nel 2008 eletto alla Camera col Pdl. Ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia. Dopo che aveva chiesto «tutela al Parlamento ritenendo di essere stato sottoposto a pedinamenti e fotografie (...) chiamato in causa da (...) l’ex presidente della Corte d’appello di Salerno Umberto Marconi, che accusa il parlamentare di essere “regista” di un complotto organizzato ai suoi danni. (...)» (Dario Del Porto) [Rep 4/3/2011], il 15 giugno 2011 la procura di Napoli ne chiese l’arresto in carcere, nell’ambito dell’inchiesta sulla P4, autorizzato dalla Camera il 20 luglio (319 voti a favore, 293 contrari, primo voto a favore dell’arresto da 27 anni). Alle 2 di mattina del 21 luglio si presentò a Poggioreale. Ai domiciliari dal 31 ottobre 2011, il 23 dicembre 2011 tornò in libertà. Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dalla Sezione disciplinare del Csm in seguito all’arresto, il 16 maggio 2012 il plenum del Consiglio archiviò la pratica disciplinare nei suoi confronti. Il 24 gennaio 2013, dopo essere stato escluso dalle liste del Pdl alle elezioni politiche, annunciò la sua uscita dal partito. Poco prima della scadenza del mandato elettorale, chiese dunque al Csm «anche ai fini economici, di poter rientrare nel ruolo organico della magistratura», ma incassò un no (L43 28/3/2013).
• «(...) Secondo l’accusa, acquisiva notizie sulle inchieste “con le sue truppe” e prometteva “protezione e aiuto” agli indagati. Ma in cambio pretendeva soldi e costosi regali per le sue amanti. Le ricompensava con una casa, una Jaguar a disposizione, Rolex e altri gioielli. Ma le preferite ottenevano un impiego o una consulenza negli Enti pubblici. Si faceva valere anche con i potenti Papa. E proprio grazie alla sua capacità di carpire informazioni segrete sarebbe riuscito a farsi inserire nella lista del Pdl. Letta: “Sollecitazioni anche a Berlusconi” (...)». «Non ci sono soltanto le estorsioni agli imprenditori e le manovre per pilotare nomine e appalti. Perché secondo l’accusa Luigi Bisignani e Alfonso Papa sono inseriti in “un’organizzazione che ricerca notizie segrete per favorire o ricattare persone, tra cui anche membri delle istituzioni”. Nella sua ordinanza il giudice chiarisce: “Sono informazioni che talvolta Papa adopera in prima persona, altre volte porta a Bisignani. Altre volte ancora Bisignani ha affermato di sapere che Papa ha informato direttamente altre persone”» (Fiorenza Sarzanini) [Cds 16/6/2011; Cds 17/6/2011].
• «Nell’ottobre del 2000 Alfonso Papa, all’epoca sostituto procuratore a Napoli, concludeva così la sua relazione su “Funzioni e struttura delle indagini preliminari” destinata al tirocinio degli uditori giudiziari appena nominati: “In un clima di profondo relativismo quale quello caratterizzante la stagione che stiamo vivendo, pare necessario ricordare come l’obbligatorietà dell’azione penale rappresenti, ancora oggi, il fondamentale baluardo a difesa di una giustizia penale autonoma ed indipendente”. Ma dieci anni più tardi, nel dicembre del 2010, ecco come, in un’intervista al Giornale, definiva l’inchiesta sulla presunta associazione segreta che (...) ha portato a una richiesta d’arresto nei suoi confronti: “È un’indagine che sembra l’ennesima elucubrazione complottistica, in salsa napoletana”. E aggiungeva: “Temo che tutto questo sia il frutto di una faida interna agli ambienti giudiziari napoletani che mira a colpirmi” (...)» (Fulvio Bufi) [Cds 16/6/2011].
• «Il deputato Alfonso Papa (Pdl) ha trascorso 101 giorni in carcere a Poggioreale, Napoli: camorristi, truffatori, delinquenti vari. Quando è uscito, parecchio smunto e non certo pentito, aveva i capelli cortissimi. Quell’immagine voleva tagliare il passato di un ex magistrato in politica che tramava con Luigi Bisignani e tesseva la rete P4. Un aggiornamento professionale per il faccendiere già targato P2, uscito di scena con un furbesco e robusto patteggiamento, un anno e sette mesi. Ogni settimana Papa visita Poggioreale, spesso va in udienza, giura innocenza: “Tutte scemenze, arte senza parte. Io?”. C’erano le donne di lusso come le auto di grossa cilindrata, le vacanze distensive come gli orologi luccicanti. I Rolex. (…) “Vedrete, avrò ragione. E mi chiederete scusa. Voi giornalisti seguite le inchieste e vi dimenticate dei processi. Non sono un Papa nuovo, sono il solito Papa: religioso, corretto e onesto. Molto puro, direi casto. Sempre con uno stile quasi monacale. Guido soltanto l’utilitaria di mia moglie”. Vuole un breve resoconto di testimoni e telefonate? “Le conosco a memoria. La mia amicizia con Bisignani non era un’associazione a delinquere. Dovrò rispondere soltanto di concussione”. Soltanto, dice lei. Avrà sbagliato qualcosa, no?
“Sì, a fidarmi di un amico magistrato, un napoletano. Io vivo con forte sentimento cristiano, mi fido ciecamente del prossimo, e questo sì che porta dolore. (…) La religione mi ha aiutato molto. Sono andato in galera senza motivo. Chi mi darà indietro quei 101 giorni? In una stanzetta lurida per 22 ore con i fari accesi nei corridoi, anche di notte. E l’acqua gelida per fare la doccia, quando potevamo farla, la doccia. (…) Mi hanno sacrificato mentre l’Italia non si teneva più: cadeva a pezzi, e io sono stato il primo a essere raccolto e rinchiuso in una cella” (…)» (a Carlo Tecce) [Fat 31/7/2012].
• Sposato con Tiziana Rodà, avvocato.