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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Roma 28 novembre 1934. Pittore. «Chiedersi a cosa somiglia un quadro è come non guardarlo». Ha cercato di dare risposta a uno dei problemi più importanti dell’arte novecentesca: trasformare lo spazio da sfondo della rappresentazione a soggetto esso stesso, creando immagini astratte, che assomigliano a fantasmi di figure o di oggetti per la loro estrema evanescenza, ottenuta con velature di colori chiari che si sovrappongono con una sensazione di fluidità. Nel 1953 si trasferì a Milano per frequentare l’Accademia di Brera, orientandosi verso la ricerca informale. Fin dall’inizio rivolse la sua attenzione alla luce, allo spazio e al colore. Luce-spazio è il primo quadro, del 1959, invaso dall’azzurro, colore che resterà dominante nei suoi lavori fino alle opere più recenti «perché l’azzurro simboleggia lo spazio ed è giunto a fare tutt’uno con esso».
• «È lontano il giorno in cui ad Olimpia Prassitele mi fece capire che la luce non si posa sul mondo ma lo rivela fondandolo; io, da quel giorno, vivo di quella sorgente, sempre temendone lo svanire, inseguendone il bagliore, perdendone le tracce, per poi, brancolando rinvenirle e continuare a vivere».
• Vive e lavora a Milano.