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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

( Magali Noélle Guiffray) Izmir (Turchia) il 27 giugno 1932 - Châteauneuf-Grasse (Francia) 23 giugno 2015. Attrice. «Le sue curve sinuose avvolte in uno strettissimo abito rosso sono il simbolo di Amarcord, uno dei capolavori cinematografici di Federico Fellini».
• Figli di diplomatici francesi, nasce in Turchia. Studia arti drammatiche e debutta a 16 anni come cantante di cabaret. Arrivata in Francia a 20 anni, si lancia nel teatro e nel cinema. Il suo primo vero successo risale al 1955, con l’uscita del film di Jules Dassin, Du rififi chez les hommes (in italiano Rififi). Ma anche La Grande Razzia di Henri Decoin (1954), Grandi manovre di Renè Clair (1955), Eliana e gli uomini di Jean Renoir (1956).  E poi lavorò ancore per Giorgio Simonelli (Noi siamo due evasi, 1959), Mario Amendola (A qualcuna piace calvo, 1960, Luciano Emmer (La ragazza in vetrina 1961), e insieme a Totò in Totò e Cleopatra di Fernando Cerchio (1963). Il suo ultimo film è del 2002, quando Jonathan Demme la volle per una parte in The Truth About Charlie.  In tutto un’ottantina di film all’attivo.
• In Italia è la Gradisca di Fellini: «“Gradisca fu un regalo per sempre che mi fece Fellini. Per me quel personaggio non ha mai avuto i connotati di una reale e fisica femminilità, ma è sempre stato un’immagine, una fantasia, forse lo schizzo di un disegno, che nasceva dal desiderio dei ragazzi pronti a fischiare se, come ricordava Fellini, la vedevano passare di fronte al Caffè Commercio” (...) L’attrice che ha immortalato il personaggio di Amarcord (...) Ha lavorato anche ne La dolce vita e nel Satyricon, ma Gradisca, più della Saraghina, più di qualsiasi altra creatura carica di femminilità, è assurta a simbolo. Perché? “Rappresenta la donna piena di offerte, un pianeta sconosciuto, sfuggente e allo stesso tempo intimo. Fellini diceva sempre che le donne erano per lui ‘l’altra faccia della luna‘, ma la Gradisca era anche il sole, la madre, il peccato, la musa in qualche modo. Anche grazie a quella figurina dalle forme rigogliose, io trasformai l’Italia in una seconda patria e per giorni e anni tutti, a Roma, quando vi abitavo, mi chiamavano con quel nome, che ricorderò sempre con piacere”. Tonino Guerra, che sceneggiò con Fellini Amarcord, ricorda che la scelta di Magali fu immediata: “Era perfetta e anch’io che sono di Santarcangelo, poco distante da Rimini, rividi nella sua morbidezza la Gradisca immaginata da Fellini. Quel nome – che Federico trasse anche da una cittadina del Friuli – oggi appartiene al mondo. Significava e significa femminilità, grazia, gentilezza. stato uno dei tanti regali che Federico ci ha fatto, con il suo desiderio di trasmetterci anche il possesso di una eleganza popolana”» [Giovanna Grassi, Cds 12/4/2001].
•  In Francia, ha anche una carriera di successo come cantante, grazie soprattutto alla canzone Fais-moi mal Johnny di Boris Vian che aprirà la strada al rock and roll francese (censurata)
• «Era un sex-symbol, spesso la confondevano con Sophia Loren» (la figlia Stéphanie).
• Due matrimoni. Il primo con l’attore Jean-Pierre Bernard, con il quale ebbe figlia Stéphanie. Poi con il secondo marito ha adottato due bambini.
• Si è spenta il 23 giugno 2015 alla 5 del mattino, 4 giorni prima di compiere 84 anni. Viveva nella casa di riposo per anziani, nella località di Chateauneuf-Grasse, nel dipartimento delle Alpi Marittime.