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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Roma 1 marzo 1942. Architetto. Professore all’Università di Reggio Calabria (Composizione e programmazione urbana).
• «Ho sempre pensato che il Sessantotto sia stato la fine di un grande movimento riformista per una migliore qualità degli studi, che aveva riguardato soprattutto le facoltà di Architettura che formavano i professionisti. Tu uscivi con la laurea e ti compravi la spider».
• Ha inventato, a metà anni Settanta, l’Estate romana: «Riflettendo sui mutamenti in atto nelle metropoli e sulle nuove forme dello spettacolo, l’assessore inventa una manifestazione che unisce “cultura alta” e “cultura bassa” dove il protagonista è il “pubblico”, che può mescolarsi e decidere percorsi di divertimento diversi» (Diario).
• «Avevo una visione della politica per cui eravamo tutti comunisti. Chiunque veniva a propormi un’idea, un progetto, per me era un compagno, un fratello. Arrivavano tutti: le cantine, i cineclub, gli artisti di strada. Mi proponevano delle cose che avevo sognato per tutta la vita, per cui io sono stato non solo in sintonia con loro, ma ho avuto la possibilità per cinque anni, fino all’81, di finanziare qualsiasi iniziativa venisse proposta. In questo modo potevo realizzare anche l’idea che mi stava a cuore, e cioè di fare una grande festa del cinema, nel senso vero della parola. Dovevamo farla a Caracalla, poi si fece a Massenzio. Da lì in poi arrivarono tutti: qualcuno voleva ballare a Villa Ada; qualcuno voleva il circo in piazza; la festa a Via Giulia; i murales. Ma abbiamo fatto anche cose importanti come l’ex Birreria Peroni, i musei aperti di notte, il sistema delle biblioteche. Alla fine tutto questo mi procurò quarantamila preferenze. E tutti cominciarono a pensare che con l’effimero si prendevano i voti. Lì cominciarono i miei guai. Veramente io non ho mai capito perché non mi hanno candidato come sindaco. Anche adesso, se lo avessero fatto, Roma non sarebbe finita nelle mani di Alemanno» (a Gemma Contin). (a cura di Lauretta Colonnelli).