Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2018  maggio 23 Mercoledì calendario

• Torino 16 maggio 1957. Imprenditore. Ex politico. Giornalista. Da ultimo amministratore delegato della “Stazione di Montalcino srl” (turismo enogastronomico) e direttore dell’azienda vinicola di famiglia, a Serradenari, in Piemonte.
• «Di annata in annata, l’una felice l’altra un po’ meno (c’è anche un Ecclesiaste di Bacco), conquistando il forestiero mercato (dalla Norvegia agli Stati Uniti, per ora omettendo l’Italia): “Produzione stagionale: trentamila bottiglie, ventimila di Barolo, in primis il Barolo Giulia Negri, Giulia, mia figlia, la musa dell’azienda; cinquemila di Pinot noir; cinquemila di Chardonnay”. Giovanni Negri inalbera l’orgoglio: “Nella classifica di Wine Enthusiast il mio Barolo capeggia le eccellenze tricolori, collocandosi al settantaduesimo posto nel pianeta”» [Bruno Quaranta, Sta 19/12/2012].
• «Fu il più giovane segretario di partito: Marco Pannella lo designò come guida dei radicali a 27 anni. Era, insieme a Francesco Rutelli, l’astro nascente del movimento dei diritti civili in Italia» (Claudio Sabelli Fioretti).
• «Litigammo di brutto nell’87. Lui decise di candidare Cicciolina, la pornostar. Io mi opposi, ma fui messo in minoranza, costretto ad andarmene».
• Ha scritto I senza patria (Ponte alle Grazie 2000) e Il romanzo del vino (Piemme 2006). Tra gli ultimi, per Einaudi il romanzo Prendete e bevetene tutti (2012), séguito de Il sangue di Montalcino (2010).
• Sposato. Due figli: Giulia e Jan (2012).