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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) 19 settembre 1950. Politico. Eletto alla Camera nel 1987, 1992, 1994, 1996, al Senato nel 2001, 2006, 2008 (Msi, An, PdL). Sottosegretario ai Lavori pubblici nel Berlusconi I (1994). Coordinatore di An in Sicilia dal 2004 al 2007. Vicepresidente del Senato dal 2008 al 2013.
• Alla fusione di An e FI nel Pdl chiese che Giorgio Almirante trovasse posto nel Pantheon del nuovo partito [Paola Di Caro, Cds 24/2/2009].
• Responsabile degli enti locali del Pdl a livello nazionale e coordinatore del Pdl in Sicilia, insieme con Giuseppe Castiglione. Partecipò alla stesura del codice etico del centrodestra siciliano [Federica Cavadini, Cds 18/9/2012].
• Già vicino a Gianfranco Fini, non mancò di attaccarlo, ancor prima della rottura con Silvio Berlusconi, per le sue critiche al governo nei panni di presidente della Camera. Ha poi preso del tutto le distanze da Fini nel saggio La corsa per il Colle (Rubbettino, 2011).
• Voce dissidente, all’interno del Pdl, sulla vicenda di Eluana Englaro. Autore de Il testamento biologico. La terza via (Koiné Nuove Edizioni, 2010).
• Figlio di un sarto «issato al vertice del Fronte della Gioventù contro il moderatismo di Saverio D’Acquino, la prima cosa che fece, racconta un ex camerata che oggi fa il ristoratore, “fu di trovare un accordo con lui”. Presa la laurea in Legge e fatta un po’ di pratica, decise di lasciar perdere la toga e puntare sulla politica. Consigliere comunale, consigliere provinciale e infine, dopo essere stato trombato alle politiche dell’83 anche per il boicottaggio dei “duri e puri”, deputato. Era l’87. Un po’ di anni oscuri, piccole dichiarazioni all’Ansa, un posticino da sottosegretario nel Berlusconi I e rientro nel piccolo cabotaggio, fino alla svolta. Che arrivò nel 1997, quando, pur non avendo scritto un solo saggetto, sbocciò in Bicamerale come “il costituzionalista di An”» (Gian Antonio Stella).
• Con Roberto Calderoli, Francesco D’Onofrio e Andrea Pastore partecipò agli incontri nella baita di Lorenzago di Cadore per la riscrittura della seconda parte della Costituzione (Corrado Stajano) [CdS 22/8/2010].
• Una condanna per lesioni volontarie: «Si tratta di un fatto avvenuto quarant’anni fa, il 2 ottobre del 1969, quando avevo diciotto anni. Quella volta non sono stato soltanto condannato, ma sono stato anche dieci giorni in carcere per degli scontri tra giovani di destra, al grido “il comunismo non passerà”, e giovani di sinistra, al grido di “fascisti carogne tornate nelle fogne”».
• Mimmo per gli amici.