Biografia di Mario Moretti
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Porto San Giorgio (Ascoli Piceno) 16 gennaio 1946. Ex terrorista. Capo delle Brigate rosse dal 1975 al 1981.
Moretti, l’artefice del sequestro Moro
• Giunto ai vertici delle Brigate rosse dopo la cattura degli altri capi storici, fu il principale artefice del sequestro Moro (in via Fani a Roma il 16 marzo 1978). Arrestato a Milano il 4 aprile 1981. Condannato a sei ergastoli, dal 1994 è in libertà condizionata (coordinatore del laboratorio di informatica della Regione Lombardia).
Uno dei primi brigatisti a prendere le armi
• «Il padre è commerciante di bestiame, la madre maestra di musica. Diplomatosi perito industriale, all’inizio del 1968 è a Milano in cerca di lavoro. Ha in tasca due lettere di raccomandazione: una del rettore del Convitto di Fermo, Ottorino Prosperi, per un posto all’Università Cattolica, l’altra della marchesa Anna Casati Stampa di Soncino, per un impiego alla Sit-Siemens. Lo assumono in fabbrica. Qui diventa subito amico di Corrado Alunni, Giorgio Semeria e Paola Besuschio. Con loro entra a far parte del Collettivo politico metropolitano di Renato Curcio e di Margherita Cagol. Il 29 settembre 1969, in una comune di piazza Stuparich, si sposa con Amelia Cochetti, maestra d’asilo. Avranno un figlio, Marcello Massimo. La scelta della clandestinità arriva, per Moretti, tra l’estate e l’autunno del 1970, quando con il gruppetto dei compagni della Sit-Siemens e del collettivo dà vita a quello che sarà il nucleo storico delle Brigate Rosse. È un teorico ed elabora i primi documenti brigatisti, ma è anche tra i primi a prendere le armi» (La Notte della Repubblica). [Dell’Arti-Parrini 2008] Prima azione: il 30 giugno 1971 a Pergine di Valsugana, una rapina per autofinanziamento insieme a Renato Curcio.
Arrestato nell’81 dopo dieci anni di latitanza
• «Nel 1981 le Br a Milano sono state quasi completamente annientate. Moretti tenta di ricostruire un nuovo nucleo milanese. Per farlo si espone a rischi eccessivi. Con Enrico Fenzi, cognato di Giovanni Senzani, deve incontrare giovani da arruolare. Fra loro Renato Longo, malvivente e informatore della Digos di Pavia. Al momento dell’incontro, il 4 aprile del 1981, dopo oltre dieci anni di latitanza, la “primula rossa delle Br” viene arrestata». [valeriolucarelli.it]



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