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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• (Matterino) Carrù (Cuneo) 5 marzo 1964. Birraio. Del marchio Baladin. «Il guru indiscusso della birra artigianale italiana» (Maurizio Bertera) [Ink 14/10/2013].
• «È figlio delle Langhe e partendo da una birreria di paese – nel suo caso, Piozzo: 800 anime in provincia di Cuneo – ha costruito un vero impero: undici locali, un albergo a Marrakech, il bellissimo resort Casa Baladin e i vari “presidi” all’interno di Eataly. Non è un mistero che Oscar Farinetti, tra i primi a comprenderne l’ingegno, sia il socio di minoranza più illustre di Baladin, marchio ormai noto ovunque. Anche il nome scelto fa parte delle intuizioni di Teo, uomo di tre passioni (“birra, donne e musica”, afferma sereno): Baladin è il menestrello tipico del Medioevo francese, i cui stilemi sono richiamati dalle etichette in stile antico. Isaac, Wayan, Leon, Open, Nora sono alcune delle tante birre amate dagli appassionati capaci di esaltarsi per la Super Bitter e di discutere sulle “speciali” come l’Etrusca, la Zucca, la Melina o la Noel Vanille. In totale ne ha lanciate una trentina, tutte figlie della fantasia e degli esperimenti (“minimo dieci all’anno, senza prevenzione alcuna” sottolinea Musso) che effettua ancora in prima persona. “Sennò non mi diverto più, per la gestione dell’azienda basta circondarsi di un team in gamba e io ce l’ho”, spiega con un largo sorriso. E che non si stanchi di inventare lo confermano la linea delle bevande analcoliche (vedi l’ottima Cola) e la collaborazione con la Lurisia che gli ha affidato – con successo – la creazione di un nuovo chinotto. Di strada l’originale Musso ne ha percorsa tanta, considerando che il primo locale è del ’95. Il passo coraggioso (al limite della follia) è stato aver pensato che si potevano realizzare delle birre nel nostro Paese, servendosi in quel momento di materia prima importata. Oggi, Baladin esibisce orgogliosamente la Nazionale: birra tutta italiana, in ogni elemento. “È un capolavoro, non perché l’ho fatta mia ma per l’idea di creare un prodotto diverso dal gusto ora dominante, quello americano” (…)» (Maurizio Bertera) [Ink 14/10/2013].
• «Da ragazzino seguii mio zio Celso a Montecarlo, lui era pasticciere al Cafè de Paris, fu un modo per lasciare queste colline e andare oltre. I nostri padri ci facevano bere acqua e vino, a me invece piaceva la birra, forse è stata anche ribellione giovanile» (a Maurizio Crosetti) [Rep 11/2/2012].
• «Nel 2012 abbiamo prodotto 11 mila ettolitri di birra con 11 dipendenti. Distribuiamo in 13 paesi ma vendiamo solo il 10% all’estero e non vogliamo andare oltre il 20. Il mio obiettivo è cambiare la mentalità degli italiani. Il nostro target sono gli appassionati di vino, abbiamo portato la birra in bottiglia nei ristoranti e aperto nostri locali. Ma non vogliamo superare il centinaio di pub “amici” che spillano la nostra birra. L’85% della produzione resta in bottiglia» (al Fatto Quotidiano).
• Nel maggio 2013 è uscita la sua autobiografia, scritta con Marco Drago, Baladin – La birra artigianale è tutta colpa di Teo (Feltrinelli, 2013).
• Ha la erre moscia.
• Un’ex moglie, Nora, e due figli: Isaac e Wayan.