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Paola Muraro
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Adria (Rovigo) 3 novembre 1964. Dal 7 giugno 2016 assessore all’ambiente del Comune di Roma per la giunta Raggi. «Sa esattamente che cosa sta accadendo, sa dove mettere le mani per far ripartire Ama» (Virginia Raggi).
• «Non una militante pentastellata della prima ora né un’estremista della materia decisa a fare la rivoluzione una volta arrivata al potere, ma anzi una manager del settore – con un curriculum da nove pagine – descritta da chi ci ha lavorato come un tecnico pro-valorizzazione dei rifiuti. Quindi, in sostanza, pro-impianti di smaltimento» (Andrea Picardi) [Formiche.net 24/6/2016].
• 52 anni, sposata, tre figli, originaria del Polesine e cresciuta a Rovigo, una laurea in Scienze Agrarie, indirizzo produzione vegetale, è docente di Economia industriale, è stata presidente dell’associazione per l’ambiente Atia Iswa e, dal 2004 al 30 ottobre 2016 è stata consulente dell’Ama, l’azienda che a Roma si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti [Fabrizio Roncone, Cds 31/7/2016].
• Per l’Ama la Muraro controllava gli impianti Tmb (Centri per il trattamento meccanico e biologico dei rifiuti). Andrea Picardi: «Fece molto discutere una sua intervista rilasciata alla radio romana Tele Radio Stereo, nella quale Muraro, nel commentare la preoccupazione dei cittadini, paragonò i forti odori prodotti dall’impianto a quelli percepibili all’interno di un negozio di frutta e verdura: “Lo stesso composto lo ritroviamo all’interno dei fruttivendoli e non è che da lì noi scappiamo, anzi”. Una battuta che causò forti proteste da parte degli abitanti dei quartieri di Fidene e Villa Spada» [Formiche.net 24/6/2016].
• Salita alle cronache nel luglio del 2016, quando in piena emergenza rifiuti a Roma, la procura apre un’inchiesta che riguarda proprio gli impianti Tmb. Ilaria Sacchettoni e Fiorenza Sarzanini: «Sono almeno tre i fascicoli avviati dal pubblico ministero Alberto Galanti con gli aggiunti Michele Prestipino e Paolo Ielo. Il primo, che ipotizza l’associazione finalizzata alla truffa, riguarda gli impianti di Tmb della cui resa la Muraro era responsabile. Stando ai carabinieri del Noe gli impianti di Tmb dell’Ama e quelli del consorzio Colari (di proprietà di Cerroni) trattano meno spazzatura del pattuito. Una violazione del contratto con il Comune di Roma al quale viene consegnato un prodotto differente rispetto a quanto stabilito, sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. Il risultato è un gigantesco spreco di denaro per le casse pubbliche e l’inefficienza» [Cds 8/8/2016].
• Poi c’è la questione del tritovagliatore di Rocca Cencia. Sacchettoni e Sarzanini: «L’impianto è fermo da febbraio e sotto osservazione dei magistrati per le tariffe applicate: 175 euro a tonnellata di spazzatura trattata. Una cifra che supera i prezzi di mercato ma anche il tetto stabilito dalla regione Lazio per la spazzatura da smaltire (104 euro a tonnellata). Il “caso Muraro” nasce proprio dal tritovagliatore. Il 12 luglio scorso, durante l’emergenza rifiuti, l’assessora si è presentata a Rocca Cencia per un incontro con l’ex presidente Ama Daniele Fortini (che si è dimesso il 4 agosto 2016, ndr). Incontro che si è trasformato in un processo via streaming alla gestione attuale dell’Ama «colpevole» di non utilizzare l’impianto di Cerroni. Di quel blitz Fortini ha fatto un lungo resoconto alla commissione sui rifiuti censurando anche un altro fatto. Che cioè la Muraro si sia presentata in compagnia di un dirigente, Alessandro Muzi, già intercettato dalla Procura di Velletri per l’inchiesta sull’inceneritore di Colleferro ed estromesso da Fortini durante la sua gestione» [Ilaria Sacchettoni e Fiorenza Sarzanini, Cds 8/8/2016] .
• Infine c’è il capitolo sui compensi della Muraro in Ama. Nel 2004 guadagna 30mila euro, nel 2008 con Alemanno sindaco e Panzironi amministratore delegato arriva a 80mila, nel 2010 a quasi 100mila e l’ultimo contratto, terminato il 30 giugno scorso, ne prevedeva 115 mila. In 12 anni 1 milione e 136 mila euro: è quanto ha avuto dall’Ama Paola Muraro [Isman, Rep 31/7/2016].
• «Poniamo pure che la cifra sia esatta: io non sono stata pagata solo per la mia attività tecnica, ma anche per il supporto che ho fornito all’ufficio legale dell’Ama… un ufficio che, evidentemente, non era all’altezza del suo compito… Io non ero addetta, come dice lei, al controllo. Io ero la referente verso gli enti pubblici… Perché da referente degli enti pubblici, io che potere di intervento avevo? Adesso, invece, da assessore…» (la Muraro a Fabrizio Roncone) [Cds 31/7/2016].
Giorgio Dell’Arti: «La cosa fa scandalo, e forse a torto. Più imbarazzante dovrebbe essere, forse, il fatto che la Muraro, mentre era consulente di Ama, era anche consulente di un paio di società a cui l’Ama ha poi assegnato appalti, per esempio la Bioman, che in associazione con la Sesa e la Ing.Am s’assicurò tre dei quattro lotti in palio “per il trasporto e recupero di rifiuti organici”. Valore dell’appalto: 21 milioni di euro per due anni» [Gds 6/8/2016].
• «Io ho fatto sempre il mio lavoro, e bene, molto bene: facendo guadagnare all’azienda oltre 900 milioni di euro, aiutandola a vincere la battaglia legale contro il famoso Cerroni. Fortini, invece, che ha fatto? L’altra sera sono uscita in perlustrazione e sa cosa ho scoperto? In via Nazionale, a spazzare la strada, a tenerla pulita, è un afghano. L’hanno ingaggiato un gruppo di negozianti esasperati dalla sporcizia. Poi però c’è Fortini (ex presidente Ama) che parla parla parla…» (a Fabrizio Roncone).
• All’M5s la cosa che brucia di più sono le tre telefonate del 2013 che la Muraro avrebbe fatto a Salvatore Buzzi, oggi imputato nel processo di Mafia Capitale. Buzzi, dal carcere di Tolomezzo dove è rinchiuso, fa sapere: « Il fatto che non ci sia stato nulla di illecito è dimostrato dall’esito della gara: abbiamo perso. Mi chiamava per conto del direttore generale Fiscon e mi sollecitava a inviare la documentazione come sempre avviene quando manca qualche certificazione. Faceva il suo lavoro, svolgeva le mansioni che le erano state assegnate. È una delle poche persone che non mi ha chiesto soldi o favori. Si dovrà dimettere ingiustamente, vittima della campagna creata per mettere in crisi la nuova giunta del Campidoglio» (a Fiorenza Sarzanini) [Cds 7/8/2016].
• In questo contesto si inserisce un’altra telefonata, quella Franco Panzironi, anche lui sotto inchiesta perché coinvolto in Mafia capitale. Andra Gagliardi: « Telefonata in cui Muraro sembra promettere aiuto per un progetto di Panzironi, ossia la gestione dell’apertura di un impianto di trattamento rifiuti a Trento. Il rapporto stretto tra i due è destinato ad amplificare le polemiche» [ilsole24ore.it 8/8/2016].
• Ora tutti a chiedere le dimissioni della Muraro. Mercoledì 10 agosto la sindaca Raggi riferirà in Aula, rispondendo ad un’interrogazione presentata dal Pd sull’assessore all’Ambiente. Presentata dalla capogruppo dem in Campidoglio Michela Di Biase, chiede alla Raggi, tra le altre cose, «se esista e quale sia il contenuto del dossier che Muraro ha minacciato di rendere pubblico». Da Fdi, invece, Fabrizio Ghera preannuncia che «verrà discusso un ordine del giorno, presentato dal gruppo, che chiede di revocare l’incarico alla Muraro per il conflitto d’interesse emerso» [Andra Gagliardi, ilsole24ore.it 8/8/2016].
• «Ogni giorno esce qualcosa. Resta per noi inopportuno il ruolo di assessore per Muraro, visti i suoi trascorsi. Ci aspettiamo reale discontinuità» (Alessandro Onorato, della lista Marchini) [Repubblica.it 8/8/2016].
• «Che Muraro sia brava o meno è assai meno importante, negli scampoli di dibattito che escono dal Campidoglio, rispetto al crisma di “discontinuità” che tutti, Pd compreso, pretendono come certificato di degnità. Essendo indegno, per definizione, avere avuto un passato di amministratore o di politico. (…) Che Muraro sia stata o meno, nella lunga e penosa vicenda dei rifiuti romani, una professionista retribuita, importa poco. Importa sapere se ha acquisito competenze preziose; se è brava; se sa quello che fa; e ovviamente (ma è banale dirlo) se non è stata coinvolta in ruberie. Il resto è una mortificante tiritera e non serve a vuotare neanche un cassonetto» (Michele Serra) [Rep. 2/8/2016].
• Si sente una veneta doc ma vive a Roma ai Parioli.
Giorgio Dell’Arti
Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione)
scheda aggiornata al 9 agosto 2016

Giovedì 19 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI


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