Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 28 calendario

Biografia di Aldo Montano

• Livorno 18 novembre 1978. Schermidore. Medaglia d’oro nella sciabola individuale alle Olimpiadi di Atene 2004, agli Europei 2005 e ai Mondiali 2011, argento ai mondiali 2007. Nella sciabola a squadre è stato medaglia d’oro agli Europei 2013, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004, di bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008 (sua la stoccata decisiva nella finale per il 3° e 4° posto vinta dagli azzurri contro la Russia) e alle Olimpiadi di Londra 2012. Visto spesso in tv a Quelli che il calcio e, nel 2006, nel reality La fattoria. «Per i rotocalchi sono “lo spadaccino” e l’idea che io usi la sciabola, che è un’altra cosa, manco li sfiora. Un po’ come chi per strada mi chiede se faccio ancora “quella cosa lì”, e agita la manina come D’Artagnan».
• Nipote di Aldo, medaglia d’argento nella sciabola a squadre alle Olimpiadi di Berlino (1936) e a quelle di Londra (1948). «L’ingegnere sarebbe diventato il capostipite di una grande saga familiare. I norvegesi Lunde, nella vela, hanno vinto medaglie per tre generazioni. I Montano scivolano come moderni Buddenbrooks sull’albo dei Giochi. Monaco 1972. Poche ore prima che i palestinesi si impossessino della palazzina di Israele al villaggio olimpico, Mario Aldo Montano, figlio di Aldo, e Mario Montano, suo cugino, figlio di Tullio, vincono la medaglia d’oro a squadre nella sciabola» (Marco Ansaldo).
• «Già in Grecia le ragazze se lo mangiavano con gli occhi. L’Italia del gossip l’ha subito aggredito. E lui si è lasciato conquistare. Forse sin troppo. In ogni rimbrotto che gli si faceva c’era una componente d’invidia. Passi per la collezione di bellezze: ma finire a uno squallido reality non è da campione olimpico. Quando glielo ricordammo rispose: “Volete sapere quanti soldi m’hanno dato?”» (Candido Cannavò).
• «Ad Atene ero sconosciuto, prendevo il sole al Pireo, andavo in pedana abbronzato: venne fuori la gara perfetta. A Pechino ho deluso, ma ho perso 15-14 nel singolare e battuto per il bronzo a squadre Pozdniakov, lo zar alla sua ultima gara. Eppure mi hanno rinfacciato di tutto, pure la partecipazione a La Fattoria, concordata con la federazione per promuovere la scherma. Dopo di me, il reality l’hanno fatto tutti» (a Francesco Saverio Intorcia) [Rep 16/4/2012].
• Una lunga e tormentata storia con Manuela Arcuri. Poi s’è messo con Antonella Mosetti (la cui presenza a Pechino aveva suscitato più di un malumore tra i commentatori), storia conclusa nel 2012.
• Sull’avambraccio ha tatuata la scritta “Memento audere semper”.
• Tra i quattro moschettieri preferisce Porthos: «Usa il fioretto come una sciabola. Sanguigno, grosso, grezzo. D’Artagnan è precisino, Aramis un pretino, Athos un vecchio saggio...» [a Intorcia, cit.].