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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Milano 25 luglio 1929. Detta “Cigno nero”, figlia di un notaio, a Roma per far l’attrice, fu la principale testimone del caso Wilma Montesi, la ragazza trovata morta sul litorale di Torvajanica l’11 aprile 1953: disse che era stata trascinata sulla battigia da Piero Piccioni, musicista e figlio del ministro degli Esteri democristiano candidato alla successione di De Gasperi. Il giovane fu assolto quattro anni dopo, il padre ebbe la carriera politica stroncata. La Moneta Caglio, grazie alla notorietà derivatale dal caso, insaporita dalla storia d’amore col marchese Montagna (che aveva organizzato il festino fatale a Wilma), nel 1955 interpretò un film, La ragazza di via Veneto, con Ferruccio Amendola e la regia di Mario Girolami, poi sparì.
• L’8 febbraio 2010 rese noto di aver presentato ricorso al ministro della Giustizia e al procuratore generale presso la Corte di Cassazione per chiedere la revisione della sentenza che la condannò a 2 anni e 6 mesi. Era accaduto che durante le feste di Natale, frugando nei cassetti dei ricordi, la Caglio avesse ritrovato un biglietto con una data, 6 ottobre 1953, e una dedica affettuosa: «Al marchese Ugo Montagna con sentita amicizia e per ricordo», firmata “G. Guido Loschiavo”, cioè Giuseppe Guido Loschiavo, il procuratore generale della Cassazione che nel ’66 confermò la sua condanna, chiudendo definitivamente il caso Montesi. «Il 6 ottobre ’53, lo stesso giorno, cioè, in cui uscì la rivista Attualità con il titolo a caratteri cubitali La verità sulla morte di Wilma Montesi, io ero a casa di Montagna, in via Gennargentu. E arrivò Loschiavo con il libro in dono. Poi, quando quell’uomo se ne andò, Ugo mi disse: Guarda quanto sono potente... Ma io non sapevo che fosse un giudice di Cassazione. Lo venni a sapere solo quando fui condannata. Montagna e Loschiavo erano amici, capito? Il dettaglio non mi pare trascurabile» (a Fabrizio Caccia) [Cds 27/3/2010].
• «Bella, allegra e maliziosa» (Camilla Cederna).
• Vive nel palazzo Caglio di Caponago (Milano). Una figlia, Alessandra Ricci, avvocato penalista a Monza.