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 2018  settembre 19 Mercoledì calendario

• Bergamo 13 marzo 1934 - Torino 19 maggio 2014. Regista teatrale.
• Diploma nel 1957 all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, fu assistente di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro (1959-1962) e di Valerio Zurlini al cinema. Dopo varie esperienze, dal 1976 all’84 fu direttore del Teatro Stabile di Torino. Poi ha lavorato per il Teatro di Roma.
• «dandy elegantissimo e ironico. Si esprimeva anche con elevate punte di edonismo. Una sera – erano gli Anni ’80, aveva appena realizzato Antonio e Cleopatra di Shakespeare – riceve dietro le quinte un dono. Legge con compiacimento il biglietto, dopo di che lacera l’involucro, apre la scatola, ne estrae una bottiglia di whisky e sui due piedi ne ingolla una porzione degna di un irlandese felice: apprezzava e di accettare tutto dalla vita. Senza rinvii. Sembrerà strano. Missiroli ha dovuto attendere la rispettabile età di 78 anni per vedersi ritratto e analizzato in un libro curato da Andrea Rabbito e intitolato Il moderno e la crepa. Questo volume ha colmato un vuoto inspiegabile, poiché Missiroli è stato per cinquant’anni un protagonista della creazione teatrale, un inventore dalla voce sarcastica e educatamente provocatoria, la sua caratura di artista è stata certamente europea. Ciò nonostante, silenzio» (Osvaldo Guerrieri) [Sta 20/5/2014].
• Nell’88 abbandonò a una settimana dal debutto l’allestimento de L’avaro di Molière con Ugo Tognazzi protagonista: ufficialmente per un attacco di lombosciatalgia, più probabilmente (in base alle testimonianze di chi c’era) per i numerosi scontri con l’attore.
• Nel 1963 diresse il film La bella di Lodi (dal romanzo di Alberto Arbasino) con Stefania Sandrelli.
• «Con il passare degli anni, Missisoli ha incupito e rabbuiato il suo teatro, affidandolo a un vortice di pessimismo che riusciva a cancellare la proverbiale unghiata rivoluzionaria a vantaggio di uno sguardo critico di volta in volta più spietato. Ha comunque e sempre cercato un senso preciso del fare, una motivazione della felicità e dell’errore, una spinta primaria alla rappresentazione cui si potesse risalire senza doverla attribuire al già visto, al già detto, al già fatto. Vincitore del Premio Pirandello nel 2012, poco ha concesso alla mondanità, alle interviste, al colore. Nel 2002, durante un convegno sullo stato di salute del teatro italiano, si scagliò profeticamente contro la mancanza di progettualità e la burocratizzazione di un ambiente cui dovrebbero appartenere “non i funzionari, ma gli artisti”» (Rita Sala) [Mes 20/5/2014].
• «Gli ultimi anni, Missiroli lavorerà in prevalenza nel teatro privato, dove viene meno il carattere innovativo del suo lavoro ma non quello moderno, come dimostrano Il Vittoriale degli italiani di Kezich nel 90, la Medea al Teatro Greco di Siracusa nel 96, e prima ancora nel ‘94 la bellissima Fastidiosa di Franco Brusati con Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi» (Anna Bandettini) [Rep 20/5/2014].
• «Aveva un’idea brechtiana dello spettatore attivo rispetto al teatro, coscienza critica e vigile, partecipe di una creazione artistica, in totale simbiosi con l’attore. Nel corso della sua carriera ha diretto in teatro attori come Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adriana Asti» [Raffaella Silipo, lastampa.it 19/5/2014].