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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Pisa 25 marzo 1956. Imprenditore. Ex industriale farmaceutico, è alla guida della Gunther Corporation, con interessi in editoria, immobili di lusso, produzione di fiction e sport. È socio del quotidiano l’Unità. Nel 2006 candidato con la Rosa nel pugno, non venne eletto. È stato presidente del Pisa Calcio (dal 2002 al 2005), rimettendo in piedi la società per poi venderla.
• Oltre che della sua società, Gunther è il nome del suo pastore tedesco, ma la storiella che parlava di un’eredità di 150 milioni di marchi lasciata al cane da una nobile signora tedesca è una bufala: «Nel 1995 lui stesso spiegò che fu solo una manovra pubblicitaria per farne conoscere le attività. Iniziative varie, a volte, provocatorie, in linea con il personaggio. Come l’offerta di 15 voli low cost per visitare laboratori di ricerca sulle cellule staminali oppure per sottoporsi a fecondazione assistita» (Grazia Maria Mottola).
• Nel 2008 il suo nome comparve nelle liste degli italiani col conto in Lichtenstein: «Quattrocento milioni di cosa? Rupie indiane, pizze di fango del Camerun?».
• «Farmacologo, brillante, disinibito e dotato di un patrimonio di centinaia di milioni ottenuti con la vendita dell’azienda farmaceutica di famiglia, la Gentili, agli americani della Merck Sharp & Dohme grazie al successo di un farmaco contro la osteoporosi, sfrutta lo scudo fiscale di Giulio Tremonti e fa rientrare in Italia un tesoretto di 200 milioni depositati in Liechtenstein. “Che cosa posso farci ora?” si chiede. La risposta è duplice. Da un lato, promuovere un progetto scientifico per verificare come creature umane libere da bisogni materiali siano naturalmente portate a comportamenti che le rendano felici. Dall’altro, dare un respiro politico alla sua utopia della felicità investendo i milioni del cane Gunther nell’Unità. Detto, fatto. “Grazie alla quota di capitale versato, pari a poco più del 37 per cento, e a patti di sindacato con gli altri soci tra cui Soru, Monteverdi, Soped ed Eventi Italia, ho assunto di fatto il controllo dell’Unità” afferma Mian. “Il cane in pratica è l’intestatario sia in Italia sia all’estero, con denari dichiarati al fisco e al governo, ma non alla stampa. Sono soldi del cane. Il cane è il beneficiario di una o più fondazioni, io sono il care-taker, cioè il tutore, in una parte del capitale”. Quindi chi è l’editore dell’Unità? “Il cane e io. Il cane ha la maggior parte delle azioni. Ovviamente, essendo una bestia non può essere soggetto attivo, bisognava farci una fondazione, alle Bahamas, quella che ha comprato la villa di Madonna a Miami”. L’operazione è condotta dalla Gunther Reform holding, che ha un capitale di 12 milioni e ne ha investiti 7 nell’Unità, in parte per sottoscrivere il capitale sociale e acquistare quote, in parte per l’operatività. Attualmente la Grh detiene 2,6 milioni (sono 7 in tutto) di azioni da 1 euro nominale. C’è un progetto dietro, un’idea, in linea con la decisione di Mian, nel 2006, di candidarsi con la Rosa nel pugno, anche se poi Marco Pannella lo “licenziò”, dice Mian, “perché non andai a un suo congresso”. All’epoca il cavallo di battaglia dell’imprenditore-creativo pisano era la pillola abortiva. (…) I modelli di riferimento del cane e del suo tutore? “Fino alla caduta del Muro, la Thatcher, la lotta ai soviet. Poi Achille Occhetto”. Anche, forse, per l’impatto mediatico del “bacio di Capalbio” con Aureliana Alberici. E, ancora, Gian Luigi Gessa, lo psichiatra cagliaritano antiproibizionista vicino a Renato Soru. “La felicità non è di sinistra, ma quasi” è il motto di Mian. E gli idoli internazionali? L’Hip Hop di Eminem e 50 Cent (…) Mian è un mago delle bufale di genio, come il fatto che Gunther (nome collettivo, oggi il primo Gunther avrebbe vent’anni) ha ereditato dall’inesistente nobildonna tedesca Charlotte Lieberstein un tesoro col quale ha comprato, oltre alla villa di Madonna (vero), quella di Stallone (falso). (…)» (Marco Ventura) [Pan 16/7/2012].
• «Dietro ogni grande cane c’è sempre un uomo. Nel caso del pastore tedesco Gunther, editore dell’Unità ed ereditiero, c’è Maurizio Mian, rampollo della famiglia Gentili, quelli dell’omonima (e redditizia) casa farmaceutica. (…) È vero che il suo cane Gunther ha ereditato una fortuna. “Sì, da mia madre. La Gentili farmaceutica era in gran parte sua, poi è passata a me. Era domiciliata all’estero, ed è vero che abbiamo scudato i soldi e li abbiamo fatti rientrare in Italia. Prima dello scudo, sono stati creati alcuni trust all’estero, con Gunther beneficiario. Poiché un cane non può ereditare, io sono l’amministratore, sono un care taker, colui che si prende cura dell’animale”. Quindi l’eredità è di Gunther. “Sì, e lo dimostra la foto che ha pubblicato il Fatto. Appare un cane, che nella didascalia viene indicato come Gunther IV. In realtà, quel cane è morto. Ora c’è suo figlio, Gunther V. Che ha ereditato i soldi”. Di che cifra parliamo, per capirsi?
“Nel ’93 erano circa 137 milioni. Ora credo che siano di più”» (F.B.) [Lib 5/1/2014].